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Sintesi dell'incontro del 17 novembre 2010

Centro di Documentazione Paulo Freire - Padova

 Punti all’ordine del giorno:

- “Pronunciare la parola autentica”: fine lavori

- programmazione del percorso di formazione del mercoledì sera e delle altre future attività del centro.

 

Abbiamo aperto con un giro di presentazioni, data la presenza di nuove persone, e con una lettura sulla prassi (tratta dalla Pedagogia degli oppressi) seguita da un momento di verifica a coppie sulla nostra pratica educativa.

Abbiamo chiuso con una pizza, che ha dato l’occasione di scambiarci alcune opinioni sulla domenica con Alberto Parise.

 

 La riflessione sui valori di riferimento (a partire dal cartellone realizzato la volta precedente) si è saldata con l’attività di programmazione. Quindi c’è stata un’unica e ininterrotta discussione sui due punti all’ordine del giorno. Negli interventi si è dato risalto ai seguenti aspetti:

 

- creare comunicazione: il CF potrebbe favorire la comunicazione tra persone che si impegnano a trasformare la realtà e che in particolare lavorano in ambito formativo o a contatto con poveri, emarginati, oppressi (essi sono per noi una provocazione: cosa significa dar loro la parola? come costruire un dialogo con essi);

 

- dialogo-confronto-verifica di una prassi svolta altrove: il CF potrebbe diventare lo spazio in cui ci si confronta e ci si verifica rispetto ad attività educative o a servizi di volontariato che ciascuno svolge in ambiti esterni rispetto al CF.

 

E’ per questo che vorremmo…

 

- un’autoformazione a partire da un tema, magari scelto tra le parole-autentiche che abbiamo riconosciuto, che faccia da “filo rosso” per tre mesi di seguito. Di volta in volta cambierà il coordinatore della serata, che penserà a come gestire il tempo, considerando un metodo a sua scelta (lettura di un testo, gioco, teatro…), ma salvaguardando uno stile dialogico (problematizzante, laboratoriale) che permetta a ciascuno di interrogarsi sulla propria pratica (attività di verifica, revisione e rilancio della propria azione). 

 In particolare, ricordando la leitura do mundo di Freire, ci piacerebbe che l’autoformazione passasse attraverso  la rilettura delle nostre esperienze, educative o di servizio: ecco che il mercoledì sera, a partire dalla testimonianza di uno di noi (racconto), possono nascere domande che provochino la nostra prassi personale;

 

- un’autoformazione che porti anche ad un’ulteriore programmazione: dalla discussione di volta in volta può nascere l’esigenza di organizzare incontri formativi aperti a tutti

a. su tematiche educative (ad es.: laboratorio di Alberto Parise)

b. con testimonianze da realtà ai margini o del Sud del mondo (ad es: Haiti).

 Ovviamente sarebbe bello che queste proposte fossero (almeno in parte) “freiriane” nello stile.

 Si è precisata la differenza tra programmazione e organizzazione: la prima è una “fucina di idee” da attivare il mercoledì sera, nell’ambito dell’autoformazione; la seconda, ossia la progettazione pratica e dettagliata di una iniziativa, può essere svolta solo in ulteriori incontri da prevedersi di volta in volta (vedi lavoro di preparazione del laboratorio con Parise);

 

- un’autoformazione sul mio essere persona-in-relazione, che cioè ponga la domanda: come mi relaziono con gli altri? Sembra essere questo il tema che rispecchia maggiormente le nostre esigenze, i nostri bisogni (considerando, fra l’altro, anche quanto emerso dal laboratorio del 22 maggio scorso).

 

In pratica abbiamo pensato che “relazione” possa essere la nostra prima parola. Ci accompagnerà per i prossimi tre mesi. L’incontro di dicembre, in particolare, sarà curato da Anna Carla.

 


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