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Maria Elena Moyano

Maria Elena
luce contro le tenebre
cerca nel sito
a cura di Betti e PietroPaolo
scrivici

 

Maria Elena Moyano fu assassinata e il suo corpo fatto saltare con la dinamite da Sendero Luminoso il 15 febbraio del 1992, mentre assisteva a un'iniziativa di un Comitato del Bicchiere di Latte a Villa El Salvador, in compagnia dei suoi figli Gustavo e David Pineki. Il suo assassinio colpì il paese intero. Il suo funerale rappresentò una fra le più af­follate manifestazioni che il Perù ricordi. Circa trecentomila persone accompagnarono il feretro, prova lampante del rifiuto del terrorismo di Sendero Luminoso. Perché la sua morte? Di certo María Elena rappresentava la speranza per un paese stanco della violenza e un pericolo per il progetto dei terroristi.

La rivoluzione è l’affermazione della vita,

della dignità individuale e collettiva;

è una nuova etica.

La rivoluzione non è morte

né imposizione né sottomissione né fanatismo.

La rivoluzione è vita nuova,

è convincere e lottare

per un società giusta, degna,

solidale al fianco delle organizzazioni

create dal nostro popolo,

rispettando la loro democrazia interna

e portando in grembo

i nuovi germi di potere

di un nuovo Perù.

Continuerò a stare al fianco del mio popolo,

delle donne, dei giovani e dei bambini;

continuerò a lottare per la pace

in nome della giustizia sociale.

Maria Elena Moyano

 

Chi era Maria Elena Moyano?

Il 15 febbraio 1992 un sabato, di piena estate australe, quanto lo consente il pallido sole di Lima, Marìa Elena Moyano viene assassinata.

Il suo corpo viene fatto saltare con la dinamite da Sendero Luminoso (movimento terroristico) in un modo che ancora oggi inorridisce.Marìa Elena aveva appena pronunciato una coraggiosa orazione di protesta contro Sendero Luminoso dinanzi ad un'assemblea di piccoli industriali di Villa El Salvador (un sobborgo a sud di Lima) che assistevano ammutoliti e terrorizzati. 

Marìa Elena fu animatrice, costruttrice instancabile di uno spirito di solidarietà costruttivo ed autentico. Si dedicò all'organizzazione delledonne e dei bambini e divenne man mano che la presenza del terrorismo si faceva sempre più minacciosa, il simbolo del coraggio e della resistenza, l'apostolo della non violenza e della giustizia sociale ottenuta con l'amore e la pace. Una donna, che è stata e lo è ancora speranza del Perù e dell'intera America Latina.  
 

Non perdere l'occasione di leggere il libro

Maria Elena Moyano Perù, un Cammino verso la Speranza
testi a cura di Diana Miloslavich Tupac
testimonianze di Marina Rodinò, Michel Azcueta e Gustavo Gutiérrez
saggio storico di Francesca Cantù.
società editrice Il Mulino, Bologna 1997
visita il sito www.amigosdevilla.it

 

 

Brani di alcune lettere di Maria Elena Moyano


Noi donne abbiamo molta forza.

Crediamo in quello che stiamo costruendo;

 non bisogna avere paura.

Cerchiamo il benessere della gente, la solidarietà, la giustizia.

Piuttosto bisogna discutere con la gente di «Sendero».

Io 1'ho fatto.

Gli dico che non sono i soli disposti a sacrificare

la loro vita alla lotta per lo sviluppo, per la giustizia,

perché anche molta gente lo è, ma senza terrore e morte.

Ecco perché non considero più «Sendero» un gruppo rivoluzionario.

Esso è divenuto un gruppo terrorista.

 

Ma la sconfitta di Sendero deve essere politica ed ideologica.

Loro non conducono solamente una lotta milítare.

Di fronte a una proposta politica di «Sendero», è necessario

che nasca un'alternativa diversa.

Per questo io dico che dobbiamo rivolgerci alle forze della sinistra.

Questo è quello che abbiamo fatto noi donne:

prima della rottura della sinistra ci siamo avvicinate,

inutilmente, a Barrantes, a Diez Canseco e a Dammert.

Tutti e tre ci hanno trattato male.

La sinistra si è divisa ed ecco qui le conseguenze.

Il paese ha bisogno di quella unità.

 

C'è gente che mi chiede se ho paura.

A volte ce 1'ho, ma io ho molto vigore e forza morale.

Sono sempre stata disposta a offrire la mia vita.

Ho fede.

Se le donne di Lima stanno rispondendo, qualcosa si può fare.

Se il popolo si organizza e centralizza gli sforzi, possiamo sconfiggere «Sendero».

Le cose non sono facili,

ma nemmeno impossibili.

 

Oggi mi è venuta voglia di scrivere ciò che sento

Oggi mi è venuta voglia di scrivere

tutto ciò che sento.

Sento impotenza,

sento di amare profondamente

come mai ho amato.

Sento un gran desiderio

dentro di me

di non piegarmi.

Sento di amare gli altri.

Come amo sentire ciò che

io sento.

La vita,

che cos'è la vita?

Amore, lavoro, lotte e successi.

 

Mi sento morta,

non sono più quella di prima.

 

A volte penso

che mi hanno già ucciso pur senza farlo.

 

Tu sai che ti amo.

Tu sai a chi mi riferisco.

Tu sai ciò che io sento,

tu sai perfino per che cosa soffro.

 

Sento il mio amore in

tempi di guerra.

I miei figli,

le donne

e tu,

ciò che conta di più nella mia vita.

 

La vita, che cos'è la vita?

È sentire 1'amore,

è offrirsi,

è dare tutto ciò che puoi

e possiedi dentro

all'allegria,

alla compartecipazione.

Esiste una vita interiore

che la maggior parte del mio popolo

vive intensamente.

Ma sento vicina

anche la morte.

La fame,

il freddo,

l'impotenza.

Nonostante la vita, sempre

la morte è vicina.

 

Molto ho pensato per tutta la vita

 

Ho pensato che ciò che cí appartiene fosse eterno.

 

Ho pensato ed ho ripensato che non ti sento

come corpo                              

ma ho sentito la tua anima

ed ho potuto sentire il tuo amore

per me.

Ho pensato

che eternamente ti amerò.

 

oggi ti amo più che mai,

te,

i miei figli

ed il mio popolo.

Non so che posso

Chiedere di più.

Grazie.

 

    Hoy deseé escribir

todo lo que siento.

Siento impotencia,

siento amar profundamente

como nunca amé.

Siento muchos deseos

en mi interior

de no doblegarrne.

Siento que quiero a los demcís.

Cómo quiero sentir lo que

yo siento.      

La vida,

¿qué es la vida?

Amor, trabajo, luchas y triunfos.

 

Me siento muerta,

ya no soy la de antes.

 

A veces pienso

que ya me mataron sin hacerlo.

 

Tú sabes que te amo.

Tú sabes a quién me refiero.

Tú sabes lo que sierzto,

tú sabes también lo que sufro.

 

Siento mi amor en

tiempos de guerra.

Mis hijos,

las mujeres

y tú,

lo mejor de mi vida.

 

La vida, ¿qué es la vida?

Es sentir el amor,

es dar de sí,

es dar todo lo que puedas

y tienes dentro

a la alegría,

a compartír.

Existe una vida interior

que la mayoría de mi pueblo

la vive intensamente.

Pero también siento a la muerte

cerca.

Al hambre,

al frío,

a la impotencià.

A pesar de la vida, siempre

està la muerte cerca.

 

Pensé toda la vida

 

Pensé que lo nuestro sería eterno.

 

Pensé y pensé que no te siento

como en cuerpo,

pero sentí tu alma

y pude sentir tu amor

para mí.

Pensé

que te amaré eternamente.

 

Hoy te amo mas que nunca.

A ti,

a mis hijos

y a mi pueblo.

No sé qué mas

Puedo pedir.

Gracias.

 

Pochi giorni prima di morire

Ieri ho sentito la morte accanto a me

 

Ieri ho sentito la morte accanto a me.

Nel vedere la famiglia di Andrés Sosa1,

i suoi figli straziati dal dolore,

dall'impotenza,

ho sentito la morte accanto a me.

Più vicina di prima.

 

Ho compreso quanto sia difficile il sacrificio.

Ho pensato ai miei figli, alla mia vita ed alla mia storia,

però vicino alla morte ho sentito 1'amore,

questo amore che ora sento per te,

per i miei figli ed il mio popolo,

e di nuovo ho sentito la vita accanto a me.

 

Ho pensato che malgrado il dolore profondo che potrei lasciare,

sento di aver vissuto già il meglio della vita.

Della mia infanzia ricordo mia madre che lavora,

i miei fratelli risoluti nell'educarci,

la tristezza per non avere mio padre accanto.

Ma quando ho calpestato per la prima volta il deserto

ho anche cominciato a vivere i migliori anni della mia vita.

E se anche insieme ai miei fratelli andavamo a scuola senza mangiare,

eravamo felici.

 

Ricordo quando andavo in chiesa e mi feci catechista.

Ricordo «I Figli del Popolo»,

il gruppo «Rinnovamento»,

i bambini dei gruppi 12 e 18

seduti sui mattoni e sulle panche che metteva Gustavo

affinché dipingessero.

 

Ricordo le lotte per organizzarci e studiare,

le attività comunitarie e le scuole popolari.

Anna e i professori del SUTEP2,

le pentole comuni.

 

Le innumerevoli ed interminabili marce

le donne organizzate.

Le nostre gioie, le pene ed i successi raggiunti.

I miei bambini della scuola Miguel Grau, il 6070.

 

E allora continuo a ricordare

e sento di aver vissuto la parte più bella della vita.

I miei figli

la tenerezza di David e la timidezza del piccolo Gustavo.

Questo amore così infinito,

per i miei figli,

per il mio popolo che soffre e si corrode 1'anima.

La sua allegria per le «polladas»3 e le riunioni sportive.

 

Come mi sento viva, Dio mio.

Grazie per avermi dato ciò che mi dai, tutto!

L'amore

1'offrire di me stessa

quanto ho potuto.

Tutto.

Grazie mio Dio perché mí dai ancora la vita.

Febbraio 1992

Ayer tuve a la muerte cerca

 

Ayer tuve a la muerte cerca.

Al ver a la familia de Andrés Sosa,

a sus hijos que se desgarraban de dolor,

de impotencia,

sentí la muerte cerca.

Màs cerca que antes.

 

Comprendí qué difícíl es el sacrificio.

Pensé en mis hijos, mi vida y mi historia,

pero cerca a la muerte sentí el amor,

este amor que ahora siento por ti,

mis hijos y mi pueblo,

y volví a sentir la vida cerca de mí.

 

Pensé que pese al dolor profundo que pudiera dejar,

siento que ya viví lo mejor de mi vida.

De mi ninez recuerdo a mi madre trabajando,

a mis hermanos enérgicos en nuestra educación,

la tristeza de no tener a mi padre cerca.

Pero también cuando pisé por primera vez el desierto

empecé a vivir los mejores anos de mi vida.

 

Aunque con mis hermanos nos íbamos al colegío sin comer,

estàbamos felices.

 

Recuerdo cuando iba a la iglesia y me hice catequista.

Recuerdo a «Los Hijos del Pueblo»,

al grupo «Renovación»,

a los ninos de los grupos 12 y 18

sentados en los ladrillos y en los tablones que ponía Gustavo para

gue pintaran.

 

Recuerdo las luchas para organizarnos y estudiar,

las faenas comunales y las escuelas populares.

A Ana, a los profesores del SUTEP,

las ollas comunales.

 

Las marchas interminables e incontables

y a las mujeres organizadas.

Nuestras alegrías, penas y logros alcanzados.

A mis ninos del Colegio Miguel Grau, el 6070

 

Entonces sigo recordando

y siento que he vivido lo mas hermoso de mi vida.

A mis hijos,

la ternura de David y la timidez de Gustavito.

Este amor tan infinito,

a mis hijos,

a mi pueblo que sufre y se corroe el alma.

Su alegría de las polladas y festivales deportivos.

 

Cómo vivo, Dios mío.

Gracias por darme todo!

El amor,

el dar todo lo que pude

de mí misma.

Todo.

 

Gracias Dios mío por seguirme dando la vida.

Febrero 1992

 

1 Membro del I3locco Popolare Rivoluzionario (SPR), gruppo formato da dissidenti dcl prosovietico Partito Comunista Peruviano. Fu assassinato a Villa El Salvador il 24 gennaio 1992 presumibilmente da membri del Movimento Rivoluzionario Túpac Amaru (MRTA).

 

2 Sindacato Unico dei Lavoratori della Pubblica Istruzione del Perù.

 

3 «Pollada», sorta di festa popolare durante la quale, per la raccolta

dei fondi destinati alla comunità, si vendono principalmente piatti a base

di pollo (N.d.T.).

Preghiera di ringraziamento 

di Gustavo Gutiérrez

 

Ti rendiamo grazie, o Padre, per la vita che hai donato a María Elena. Grazie, Padre, per averci insegnato, attraverso lei, qual è il cammino per vincere la fame che uccide e le pallottole assassine, per averci insegnato la solidarietà, la speranza, 1'allegria, 1'offerta spontanea di se stessi. Ti rendiamo grazie, o Padre, per la madre di María Elena, che ha saputo trasmettere alla propria figlia la sua tempra e il suo coraggio. Ti rendiamo grazie per suo maríto Gustavo, per i suoi figli Gustavo e David, con i quali abbiamo condiviso María Elena. Coloro i quali 1'hanno fatta saltare in aria, pensando di farla così scomparire, altro non hanno fatto se non spargere i semi di questa amica nei nostri cuori, semi di vita. Grazie, o Padre, perché con la sua testimonianza ci hai insegnato che la pace si ottiene solo con la giustizia. Grazie, o Padre, perché attraverso la resurrezione di tuo Figlio, che or ora abbiamo ricordato in questa Eucarestia, ci infondi questa certezza, e cioè che la vita, e non la morte, è 1'ultima parola della Storia. Grazie, o Padre, perché ci hai dimostra­to che il nostro popolo è capace di generare persone come María Elena, e questo conforta le nostre speranze. Grazie per il tuo amore, che si diffonde tra di noi. Se 1'orribile morte di María Elena fu una notízia terribile per tutti noi, la sua vita rappresenta invece un messaggio di pace, lo stesso che invia questa Villa El Salvador che lei contribuì a costruire. Grazie, o Padre, per tutto ciò.

 

Preghiera pronunciata in occasione del funerale di María Elena dal padre Gustavo Gutiérrez. Pubblicata nella rivista “Paginas”, n. 114-I15, Centro de Estudios y Publicaciones, Lima, aprile 1992.

 di Michel Azcueta

 

Venti anni sono molti... sono una vita. Sono gli stessi anni che ha Villa El Salvador. Alcuni di noi sono giunti qui dalle province; altri, da case di parenti; altri ancora, non potendo pagare l'affitto, perché buttati fuori dalle loro dimore, cosa occorsa anche a te e alla tua famiglia, piccola María Elena; e tutti siamo divenuti dei vicini ed abbiamo cominciato, con un'allegria e una speranza fuori dal comune - tanto che pensavano fossimo matti - la grande avventura di costruire un quartiere contribuendo a porre un mattone in più in questo Perù che stiamo tutti costruendo.

Terminasti le scuole superiori e decidesti di tentare - come la maggior parte dei giovani meno abbienti - la via dell'università. Intanto, come quasi tutti i tuoi coetanei della comunità, ti offristi come volontaria nell'educazione dei bambini piccoli. Animatrici fu il nome che da allora vi diede la comunità. Animatrici dell'educazione iniziale, incarico svolto egregiamente, animando, appunto, tutti fino a ieri, fíno alle otto di ieri sera.

Da quel momento, animaste con un ritmo nuovo ogni cosa di Villa: abbiamo lavorato per la luce, per 1'acqua, per la scuola, per le strade, per il cibo, per i posti di lavoro. Avete fondato, per la prima volta in Perù, la Federazione delle Donne, alla quale ti sei completamente dedicata, fino a giungere alla sua presidenza. E inoltre vi siete attivate nei Club delle Madri, nei Comitati per il Bicchiere di Latte, nelle Mense Popolari, nei Centri di Raccolta... Durante questi venti anni abbiamo vissuto cattivi e buoni momenti, come quando, insieme, abbiamo ricevuto il Premio Principe delle Asturie. Orgogliosi di rappresentare un popolo orgoglioso, cí recammo in tre alla premiazione, il segretario generale della CUAVES, tu, María Elena, come rappresentante femminile di Villa El Salvador, ed io, il sindaco.

Arrivò il matrimonio, arrivarono i figli, i quali, crescendo, continuarono, all'interno di «Fé y Alegría», lo stesso percorso intrapreso da noi venti anni fa...

I problemi nel Perù aumentavano e noi di Villa li avvertivamo sulla nostra pelle: nuove marce, mobilitazioni, riunioni con ministri, direttori e amministratori generali, sindaci: sempre cercando di parlare chiaro a tutti, popolo, dirigenti della sinistra, ministri, generali che fossero; ma sempre difendendo il popolo.

Ma la violenza ci investì e, da Villa El Salvador, gridammo «no» a questo cammino, indicammo un altro sentiero, fatto di speranza, parlammo chiaramente. Perché avremmo dovuto tacere? Perché, come animatrice, avresti dovuto tacere? Villa El Salvador cominciò a difendere la vita e a costruire la pace. Fummo nominati, dalle Nazioni Unite, Città Messaggera di Pace. E questo, più che un riconoscimento è una consegna: proclamare la pace, la giustizia sociale, lo sviluppo solidale contro il vento e le maree. Sull'altro versante, quello delle tenebre e della morte, 1'odio contro Villa El Salvador e i suoi dirigenti, cresceva ogni giorno di più. Ma soprattutto contro di te, María Elena... poveri inconsapevoli! non sanno guardare la luce, la verità, la speranza, nonostante che 1'invito nostro, il tuo, quello di Villa El Salvador era sempre rivolto al dialogo, alla difesa delle Organizzazioni Popolari e dei suoi dirigenti. Contro ogni azione terrorista, promuovevamo una nuova mobilítazione per la pace e la giustizía. Non ci siamo mai stancati, non ti sei mai stancata, fino a quella stessa notte, quando ti hanno codardamente ucciso in piena attività e nel pieno delle tue energie. Come sempre fanno loro, senza mostrare il volto... Che differenza, María Elena, fra i tuoi principi, la tua prassi politica e quella di questi fanatici assassini... Sono sentieri molto distinti quelli dell'odio e della speranza, quelli delle ombre e della luce, quelli della menzogna e della verità.

Non è così cattiva 1'umanità, María Elena, non è così cattivo il Perù tanto da far trionfare il cammino sbagliato ai danni di quello giusto, quello che tu ci hai additato e che noi cercheremo di percorrere... Ah, quasi me ne dimenticavo, grazie per il tuo esempio e accompagnaci ancora, María

Elena, venti anni sono molti...

 

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