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Misericordia, Risurrezione Nostra e del nostro Prossimo

Lettera di P. Christian Carlassare dal Sud Sudan

 Misericordia: Risurrezione Nostra e del nostro Prossimo
(Lc 15,32)

E’ stata una grande sorpresa leggere del Giubileo Straordinario indetto da papa Francesco: un anno santo della misericordia. “Ho pensato spesso a come la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della misericordia”, il papa ci confida. Dice infatti che “la misericordia è la sostanza stessa del Vangelo”. Ce lo ricorda anche San Paolo quando a sommario di tutto il Vangelo scriveva che “Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo” (Ef 2,4-5).

E' un tema un po’ dimenticato quello della misericordia; forse per questo il papa ha deciso di ricordarcelo. Eppure se c’è un dato per così dire certo nella esperienza di fede di ogni credente, è proprio l’esperienza del peccato umano e della misericordia divina. Ed è anche bello che misericordia e perdono siano così legati alla Pasqua in quanto vere e proprie esperienze di risurrezione. E’ la Sua misericordia infatti che è il principio della nostra risurrezione. E, nella misura in cui seguiamo l’insegnamento di Gesù: “Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro” (Lc 6,36) possiamo anche noi partecipare alla risurrezione del nostro prossimo attraverso i nostri piccoli atti di misericordia.

Dopo tutto quello che è successo in Sud Sudan negli ultimi quindici mesi, tutti parlano di fare verità e di fare giustizia. Ma quale verità e quale giustizia? La verità viene facilmente manipolata e diventa soggettiva. Sembra che si possa fare luce sulla verità solo se c’è misericordia. In quanto a giustizia non so come si possa rendere a ciascuno quello che gli è dovuto: a tanta insensatezza non si puó rispondere con altrettanta insensatezza. Oltre al fatto che non so più cosa sia giusto fare quando anche i colloqui di pace ad Addis Abeba sono falliti. Che non rimanga altro che difendere le proprie posizioni? Nell’ultimo mese abbiamo visto che le forze in opposizione hanno fatto un largo reclutamento, soprattutto di giovani. Il timore era quello di essere attaccati dal governo, ma non è successo. Fino a quando il Sud Sudan rimarrà spaccato in due da questo conflitto insulso? Fino a quando le due fazioni continueranno a chiamarsi nemiche? Se si vuole fare giustizia non ci sarà mai spazio per la convivenza. La pace nasce invece dal perdono e dalla misericordia. Anche nella simbologia: se il simbolo della giustizia è la spada, quello della misericordia è la croce.

Qual è il significato allora di questa parola così bella e così temuta? Misericordia, misereor (ho pietà) cordis (cuore), è avere cuore per le miserie altrui. E questo cuore aperto per ricevere i fratelli richiama molto da vicino quello che il mondo ebraico intendeva per misericordia con il termine ‘rahamim’ che indica le viscere materne che accolgono la vita che nasce. Le viscere e la misericordia allora indicano lo spazio fatto dentro di sé alla vita dell’altro: è uno spazio di profonda comunione, di sentire con l’altro, di patire con l’altro, di gioire con l’altro. La misericordia quindi altro non è che l’appello di Dio contro l’indifferenza, contro il rifiuto dell’altro. Ecco che la misericordia c’entra con la comunione, con la condivisione e diventa capacità di allacciare rapporti e ricostruire relazioni làddove si erano interrotte.

Mi auguro che non sia troppo sperare che un giorno misericordia e verità s'incontreranno, giustizia e pace si baceranno (Sal 85,11) anche in Sud Sudan, e che avendo incontrato la misericordia di Dio potremo far festa e rallegrarci perchè il fratello perduto è stato ritrovato, era morto ma è ritornato in vita.

BUONA PASQUA di RISURREZIONE
p. Christian Carlassare
Old Fangak

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