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Una casa in dono

Lettera da p. Christian Carlassare dall'Old Fangak

Un altro Natale alle porte. E sempre la stessa profezia di Natan al re Davide letta nella quarta domenica di Avvento: “Una casa farà a te il Signore”. Una promessa di grandi speranze, soprattutto per tutti quei Sud Sudanesi che quest’anno non hanno una casa dove andare.

Sono infatti, secondo l’ufficio di coordinamento degli affari umanitari dell’ONU (OCHA), quasi due milioni i Sud Sudanesi che hanno dovuto abbandonare la loro casa a causa del conflitto esploso il 14 dicembre dell’anno scorso. Si tratta di un quinto della popolazione totale del Sud Sudan. Mezzo milione sono fuggiti nei paesi confinanti: soprattutto Uganda, Kenya, Etiopia e Sudan. Un milione e mezzo invece si sono spostati all’interno del paese dalle zone in conflitto verso luoghi più sicuri. Sono più di cento mila le persone che sono ospitate nei campi allestiti dall’ONU per proteggere i civili: cinquantamila solo in Juba e le altre in Bor, Malakal e Bentiu. Fangak, dopo l’avanzata delle forze governative fino a Phom, ha ricevuto circa 30.000 sfollati. Ha praticamente più che raddoppiato la popolazione. Non c’è albero senza che vi sia una famiglia sotto.

Molte famiglie sono state divise: il marito da una parte e la moglie dall’altra. Alcuni figli con la madre mentre altri sono rimasti soli o si sono aggiunti a qualche altra famiglia. Alcuni hanno trovato rifugio nei campi ONU mentre altri sono scappati nei villaggi lontani nella speranza che il conflitto non vi possa arrivare. Molti giovani si sono arruolati chi da una parte e chi dall’altra. Passeranno il Natale accampati vicino alle “linee nemiche” nella speranza di salvare la casa della propria gente.

Ma questa casa a me sembra proprio in rovina. “I governanti del Sud Sudan hanno permesso alle loro ambizioni personali di compromettere il futuro del paese”, ha detto il segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon.“E’ un conflitto inaccettabile”“Che le uccisioni siano fermate al più presto”. Temo che siano parole al vento anche per i delegati che sono impegnati nelle trattative di pace da quasi un anno senza un risultato concreto. “Siamo ad un passo dall’accordo”, sento dire alle nostre autorità locali. Ma ognuno vuole che il passo sia fatto dall’altro. Nessuno vuole farlo di persona: significherebbe perdere la propria posizione. Allora sembra più facile confrontarsi con le armi. La legge del più forte.

Con il Natale invece il Signore ci insegna un’altra legge: quella dell’amore, della dignità, della compassione, della solidarietà. E’ la legge della vita. E che promuove vita. “Ti daró una casa” infatti non si limita solamente a un tetto dove dimorare. Davide vi comprese la promessa di un regno saldo (basato sulla legalità) e di una discendenza regale. Vi comprese una relazione del tutto speciale con il Signore: “Io gli saró padre ed egli mi sarà figlio” (2 Sam 7,14). Ecco allora che, con il Natale, Gesù, il figlio prediletto, offre una nuova casa a chi l’ha persa, e a chi ha il coraggio di cambiare. Che sia una grotta? O una stalla? Non so. Quello che conta è che sia la sua casa, la sua famiglia.

Concludo questa mia lettera di Natale con alcune potenti parole di una poesia di Pier Paolo Pasolini intitolata “Profezia”. Lui penso si riferisse all’arrivo in Italia degli immigrati dall’Africa. Ma io ci leggo anche tanto del mio. A voi giudicare: Essi sempre umili / Essi sempre deboli / Essi sempre timidi / Essi sempre infimi / Essi sempre colpevoli / Essi sempre sudditi / Essi sempre piccoli / Essi che non vollero mai sapere / Essi che ebbero occhi solo per implorare / Essi che vissero come assassini sotto terra / Essi che vissero come banditi in fondo al mare / Essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo / Essi che si costruirono leggi fuori dalla legge / Essi che si adattarono a un mondo sotto il mondo / Essi che credettero in un Dio servo di Dio / Essi che cantavano ai massacri dei re...

...usciranno da sotto la terra per rapinare / usciranno dal fondo del mare per uccidere / scenderanno dall’alto del cielo per espropriare / per insegnare ai miseri la gioia di vivere / per insegnare ai potenti ad essere liberi / per insegnare ai cristiani come si è fratelli...

Per Amore della Casa del Signore

Io cercheró il tuo Bene

(Sal 122,9)

BUON NATALE nella speranza di un nuovo anno di pace

p. Christian Carlassare

Old Fangak

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