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Buon Natale dal Sud Sudan - Lettera di Fratel Paolo Rizzetto

Lettera di Fratel Paolo Rizzetto dal Sud Sudan

Carissimi fratelli e carissime sorelle,

Un saluto ed un sorriso da Wau, Sud Sudan.

Alla fine di ogni anno mi sembra sia bene fermarsi e ringraziare, enumerare e nominare le grazie ricevute e rileggere i segni del dono grande che è la nostra vita agli occhi di Dio.

Vorrei condividere con voi alcune di queste grazie ed alcuni di questi segni. È stato sicuramente un anno ricco.

Per il CHTI (Catholic Health Training Institute => Istituto Cattolico di Formazione Sanitaria), lo è stato senz’altro. Al momento in cui scrivo la scuola accoglie 19 studenti del primo anno (Infermieri) 17 studenti del secondo anno (Ostetrici). 24 studenti Infermieri del secondo anno sono sparsi in differenti ospedali, secondo la loro provenienza d’origine per un periodo intensivo di pratica.

Finora (so di dirlo con una punta di orogoglio) sembra che l’impressione che stanno dando sia molto buona. La speranza è che siano in grado di essere l’espressione dell’Umanintà di Dio per i loro fratelli e le loro sorelle nel dolore e nella malattia. Come gia vi ho raccontato precedentemente a Luglio abbiamo avuto la Cerimonia di Consegna dei Diplomi del primo gruppo di Studenti Infermieri (Classe 2010, nella foto qui sotto).

 

Abbiamo altri 11 Neo-diplomati Infermieri. Ieri, 6 Dicembre 2013, abbiamo festeggiato il secondo gruppo: Classe 2011 (nella foto qui sotto).

 

La cerimonia di ieri è stata molto partecipata, benedetta da una bella giornata di sole e da circa trecento invitati, tra cui il Vescovo di Wau, Mons. Rudolph Deng Majak ed alcuni rappresentati del governo federale, rispettivamente dal Ministero della Salute e dell’Educazione.

Rejoice, l’unica studentessa del gruppo ha parlato a nome dei compagni, insistendo sull’importanza di dare le stesse chances alle ragazze di progredire negli studi, sicuramente una questione ancora sottovalutata qui in Sud Sudan. Rejoice è stata toccata di recente dalla morte del padre. A volte la vita chiede cose molto grandi. E’ successo lo stesso giorno in cui Rejoice completava il suo esame per essere registrata a livello nazionale come Infemiera Diplomata. Ha affrontato questa prova con grande coraggio ed è stata un esempio per tutti noi. Guardando al cammino fatto da Rejoice, la Fede mi porta a dire che, nonstante il dolore per il distacco, il suo papà sia veramente fiero di sua figlia e che l’accompagna ancora in un modo per noi misterioso. Devo dire che sono anche rimasto molto colpito dalla solidarieta’ espressa dagli altri studenti verso di lei e la famiglia. In un modo veramente africano, non li hanno mai lasciati soli.

Ora la nostra scuola chiuderà per circa un mese ed a gennaio aspettiamo un nuovo gruppo di studenti, probabilmente 20 Infermieri e 15 Ostetrici. La famiglia cresce! D’altra parte quest’anno ci ha ha portato anche delle sfide. Per il nostro gruppo, Solidarity with South Sudan, questo è un anno di partenze e ri-distribuzione del lavoro. Per il CHTI, in particoalre vorrei segnalare la partenza di Sr Sneha a Settembre e di Sr Stella, tra pochi giorni. Esse possono essere considerate le ri-fondatrici della scuola (rispettivamente all’estrema destra ed all’estrema sisnistra della foto).

 

L’Istituto esisteva già dai primi anni ’80 ma era stato chiuso durante la guerra. Dopo gli accordi di pace del 2005 gruppi di rifugiati ne avevano occupato le strutture. Sono state Sneha e Stella, assieme ad altre suore di differenti congregazioni, a riaprire il CHTI a Wau, nel 2008 e sono state loro a cercare di pulire tuttto e prepaprare l’organizzazione della scuola e il curriculum formativo. Ci sono voluti due anni prima che i primi studenti potessero cominciare. Sneha ha servito come direttrice accademica per quasi 5 anni. Stella, ha lavorato come tutrice e ha riorganizzato la biblioteca, sempre dando testimonianza di grande pace interiore e di una squisita gentilezza verso tutti. La loro mancanza già si sente: è come girare una pagina molto bella ed importante del libro della nostra storia qui a Wau.

Anche all’interno di Solidarity with South Sudan, due persone che hanno accompagnato il Progetto sin dalla sua origine hanno terminato il loro mandato e sono state chiamate a servire in differenti realtà. Una di queste è Sr Pat Murray che ha coordinato Solidarity with South Sudan dall’uffcio di Roma, è stata chiamata a coordinare i lavori dell’Unione Internazionale delle Superiori Maggiori delle Congregazioni Femminili.

Fr Joseph Callistus, che ha lavorato come coordinatore dei progetti con base in Sud Sudan, è stato richiamato dalla Congregazione di appartenenza per una nuova missione. Anche in questo caso, le due colonnne di Solidarity with South Sudan vengono a mancare, lasciando il testimone e trasferendo molte delle loro responsabilità ad unica persona: Frat. Bill Firman, che già lavorava in Sud Sudan come direttore del Teacher Training College, di Malakal e Yambio. Si vede la continuità ma si sente il distacco!

Ricordo Pat come la donna della visione, capace di comunicarci come il Sogno di tante congregazioni religiose cooperanti per la stessa causa si stesse avverando, ogni giorno di più. Di Joseph mi mancherà la risata travolgente e l’ottimismo di chi sapeva dire: “All will be well” (Andrà tuto bene), nonostante le difficoltà!

Solidarity with South Sudan diventa più locale, più Sud-sudanese… più inclusiva della realtà laicale. Il cammino continua.

La Maternità al St Daniel Comboni Catholic Hospital è stata completata in Aprile. L’organizzazione del lavoro è sicuramente migliorata e le mamme sono seguite molto meglio ora. L’ospedale sta crescendo e sta diventando piuù funzionale, certamente grazie all’istancabile lavoro di Sr Maria e Sr Marianna (con me, nella foto qui a sinistra). Questo richeiderà anche più attenzione da parte dell’Amministrazione a fare in modo che qualità della cura e la relazione con il personale non ne risentano.

Direi che,come al solito mi sono dilungato. Dovrei scrivere più spesso e piu’ brevemente... ma ho bisogno di un pò di tempo per riflettere su ciò che vivo. Probabilmente non riesco a dire tutto ciò per cui vorrei ringraziare. Sono contento di essere parte di qualcosa di così grande e, talvolta, di così intenso.

Gli eventi ricordati, le Grazie ed i Segni mi fanno pensare al Natale. Vedere crescere questi giovani donne e uomini nel servizio dei malati e’ come una attesa gravida di speranza. Gesù sta nascendo in ogni cuore, in ogni coscienza che si forma al bene degli altri. Dio non si è dimenticato del Sud Sudan e continua a camminare con questo popolo, preparando angeli e pastori che proteranno il messaggio della Pace, con una uniforme da infermiere.

Vi ringrazio di cuore per tenervi in contatto con me e per tutto l’aiuto ed il sostegno che mi offrite. Vi chiedo di ricordare nelle vostre Preghiere, il Sud-Sudan e gli studenti a cui e’ affidato il prendersi cura di questa giovane Nazione

Vi porto i miei auguri per questo Avvento e per il Natale: che sappiamo riconoscere La Parola, quando viene nella carne. Camminando con ostinata speranza, vi abbraccio tutti con affetto. BUON NANTALE E FELICE ANNO NUOVO!

Frat. Paolo Rizzetto MCCJ, Sud Sudan

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