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Un sorriso dal Sud Sudan

Frat. Paolo Rizzetto

Un sorriso dal Sud Sudan
Da Frat. Paolo Rizzetto MCCJ,a Wau, Sud Sudan

Avvento/Natale 2012
Carissimi fratelli e carissime sorelle,

                                                        Un saluto ed un sorriso da Wau, Sud Sudan.

E’ passato davvero tanto tempo. Trovo un’occasione di scrivere e ricordare con voi gli avvenimenti più importanti dal mio arrivo (verso la fine di Luglio) al momento presente, in cui da poco è iniziato l’Avvento.
Come già sapete, dopo essere arrivato, ho preso contatto con il nuovo ambiente, la Comunità Comboniana ed il ministero di formazione di agenti di salute. La Comunità Comboniana è formata da 6 membri: 3 Sacerdoti, 2 Fratelli ed un Laico Missionario. Siamo impegnati nell’animazione di una Parrocchia (San Daniele Comboni), nell’Amministrazione della Diocesi, nell’università Cattolica e nell’Ospedale diocesano. Il mio ministero specifico si svolge nella scuola per infermieri/e ed ostetrici/che, affidata dalla conferenza episcopale al Progetto Solidarity with South Sudan (Solidarietà con il Sud Sudan), di cui faccio parte a nome dei Missionari Comboniani.
Al momento la scuola (Catholic Health Training Institute, Istituto Cattolico di Formazione Sanitaria) ospita 71 uomini e donne provenienti da differenti Diocesi del Sudan, divisi in 4 classi (3 anni di infermieristica e 1 di ostetricia). Non tutti sono fisicamente presenti nell’Istituto: tutto il secondo anno è fuori sede per la pratica clinica ed il terzo anno sta portando avanti il processo di ricerca che concluderà in pochi mesi il loro percorso studi.

Mi è stato chiesto di essere un tutore e di accompagnare gli studenti nella conoscenza delle materie “più mediche” del corso. È un’esperienza esaltante e, anche per me, un occasione per rinfrescare la teoria, perchè, dicono, non c’è modo migliore per imparare una materia che (provare ad) insegnarla!
Ho condiviso un trimestre, particolarmente con il primo anno di infermieristica, con qualche classe assieme all’anno di ostetricia. Tra poco ci saranno gli esami finali e gli studenti partiranno per un mese di vacanza nelle loro famiglie. Al di là di misurarsi con la materia, ho avuto la possibilità di conoscere gli studenti. Molti vengono da situazioni  di conflitto (alcuni sono stati sicuramente soldati durnate la guerra). Vedo molto impegno e anche buoni risultati. Ma alcuni, si vede, fanno fatica a re-impostare un ritmo di studio regolare, dopo aver interrotto la scuola per anni. Alcuni, come capita anche da noi, sono presi dall’emozione proprio nel momento degli esami. In acune occasioni abbiamo celebrato con loro alcuni eventi significativi: la partenza di Sr Marianne (da cui ho ereditato i corsi) che ha lasciato un segno ed un ricordo molto belli per gli studenti; “l’invio” degli studenti del primo anno di ostetricia alla prima pratica in ospedale; l’elezione della presidenza studentesca e la chiusura dell’anno accademico. Quando gli studenti si mettono dentro... sanno davvero come far festa!

A volte, poche, senza dubbio, sono andato all”ospdedale diocesano “San Daniele Comboni”, più che altro per aiutare nei poliambulatori che sono sempre molto affollati. C’è molta malaria, anche tra gli adulti, cosa abbastanza nuova per me: quando ero in Uganda, erano soprattuto i bambini ad ammalarsi gravemente. Qui ci sono casi seri di malaria anche tra persone che dovrebbero aver sviluppato una certa immunità. Non ho risposte ma temo che le diverse “cliniche cittadine”, dove si possono comprare medicine senza una vera prescrizione, stia portando ad un uso smodato di farmaci coI risutlto di creare pericolose resistenze. Il grosso del lavoro è fatto dalle Suore Comboniane, 2 medici e un assistente medico, assieme al personale religioso e laico che le affianca. Lavorano instancabilmente per la salute della gente: veramente in prima linea. E la gente si sente ben accudita: per questo, vengono in gran numero. Tra poco la maternità sarà finita e, probabilmente, il cumulo di lavoro crescerà. Speriamo non troppo...

Tra gli avvenimenti importanti, da Ottobre in poi, vorrei ricordare la Festa di San Daniele Comboni, che abbiamo celebrato nella parrocchia a lui dedicata, amministrata dai Missionari Comboniani. La Messa è stata celebrata all’aperto perchè la gente in chiesa non ci sarebbe stata! E’ stata davvero una festa grande: è davvero “il loro Santo”, il patrono della Chiesa Sudanese. Dopo la Messa, molto colorata e danzante, ci sono state iniziative di intrattenimento: canzoni, danze popolari, scenette e teatro a cui hanno partecipato in tantissimi, dai bambini ai più grandi. C’è stato davvero un grande coinvolgimento e tanta energia si è sprigionata nella’area della Parrochia e della Città.
All’inizio di Novembre ho partecipato ad un corso di Introduzione al Sud Sudan, organizzato dalla Famiglia Comboniana in Sud Sudan e da Solidarity. Mi sono trovato assieme ad altri religiosi e laici che lavorano in differenti località, come me, arrivati da poco e nel bisogno di questo tipo di formazione. Siamo stati accompagnati da alcuni relatori a conoscere la società, la situazione politica e la vita della Chiesa locale in questo nuovissimo Stato, che ha poco più di un anno di vita. L’impressione generale è che, dopo aver combattuto per oltre 50 anni contro un comune nemico (il governo di Khartoum), ora la sfida grande è creare una Nazione fatta di diversi popoli, lingue, religioni. È tempo di passare da un nemico comune ad una causa comune, per ricostuire il paese. Non è facile, e non è da dare per scontato.

Vorrei spendere alcune parole sul Progetto Solidarity with South Sudan. È un’iniziativa della Conferenza Internazionale dei Superiori Maggiori degli Istituti di Vita Religiosa, come collaborazione con la Chiesa Sud Sudanese. Più di 200 Congregazioni Religiose stanno contribuendo con personale e fondi per sostenere progetti in 4 aree, come richiesto dalla Conferenza Episcopale del Sudan: la formazione di maestri, la preparazione di personale paramedico (il progeto di Wau), la formazione pastorale e la ri-fondazione dell’agricoltura, perchè durante la guerra, a detta dei Vescovi, tanti Sud-Sudanesi hanno dimenticato come coltivare...
Sono contento di far parte di questa iniziativa. Anche se non a tempo pieno, sono un membro di questo gruppo di lavoro. E’ una grande sfida a collaborare assieme ad altri carismi religiosi per un progetto comune. Onestamente, come ha fatto notare qualcuno, abbiamo potuto impegnarci in queste 4 aree delicate (educazione, salute, pastorale ed agricoltura), solo perchè abbiamo potuto mettere insieme le forze. E trovo che questo scoprire nella nostra debolezza un segno di forza, sia un’interessante invito a riflettere sulla nostra metodologia. Certamente ci sono delle difficoltà e delle incomprensioni ma c’è anche una causa comune per cui camminare insieme. La Comunità di Solidarity del C.H.T.I. mi ha introdotto a queste dinamiche e all’inizio di Dicembre ho partecipato con loro all’Assemblea Annuale dove sono stati toccati i temi della qualità della nostra Vita Comunitaria e di come ristrutturare l’organizazione interna per un servizio più efficiente alla Chiesa ed alla società. Sono tronato a casa, a Wau, con qualche punto di domanda ma anche con un po’ di speranza in più: c’è tanto da lavorare, anche su noi stessi ma le premesse mi sembrano buone ed interessanti.
Questi, in breve (non troppo a dire il vero), i fatti di questa nuova esperienza missionaria. Questa nuova esperienza in Sud Sudan si è aperta in  modo positivo e sento la Grazia di essere accompagnato nel cammino.
Questa è l’occasione per me di inviarvi gli Auguri. Prima di tutto per questo Avvento: viviamolo come cammino fatto assieme, per scoprire il Mistero dell’Incarnazione. In secondo luogo, perchè il Natale sia per tutti noi un Mistero di Gioia e che questa Gioia continui nell’Anno Nuovo, a ricordarci che Dio cammina con l’umanità. “Last but not least” (utlimo ma non per importanza) vi chiedo di ricordare nelle vostre Preghiere, la Pace tra Il Sudan ed il Sud-Sudan e tra gli stessi Sud-Sudanesi e l’impegno degli studenti a cui è affidato il futuro di questa giovane Nazione.

BUON NATALE E L’AUGURIO DI ANNO NUOVO PIENO DI VITA!

Camminando con ostinata speranza,

Frat. Paolo Rizzetto MCCJ

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