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9 luglio 2011: Indipendenza sud Sudan, un vento nuovo con Spirito e speranza

Comboniani/e del Sudan

Juba, 9 Luglio 2011

 

INDIPENDENZA SUD SUDAN
UN VENTO NUOVO CON SPIRITO E SPERANZA!

A tutti/e I membri della Famiglia Comboniana
e agli amici/che del Sudan
!

La pace sia con voi!

Il 9 gennaio scorso, festa del Battesimo del Signore, in occasione dell’evento storico del Referendum in Sud Sudan, abbiamo pregato e condiviso parole di incoraggiamento fra di noi. Ci siamo ricordati dell’eredita’ di Comboni: “Coraggio! Abbiate coraggio in quest’ora difficile!  Soprattutto per l’avvenire. Mai scoraggiarsi!”

 

Sei mesi dopo, il 9 luglio 2011, assisteremo alla dichiarazione di indipendenza del Sud Sudan. Quindi eccoci di nuovo con voi tutti/e per condividere alcuni pensieri su ciò che celebreremo.
L’eredita’ di Comboni ancora una volta ci viene in aiuto e parla ai nostri cuori. Abbiamo aspettative, gioie ma anche alcuni timori per l’ insicurezza in alcune zone sia nel Nord che nel Sud Sudan. Qualcuno perfino nutre dubbi sulla capacita’ del Sud Sudan di autogovernarsi. Si insinua che il Sud fallira’ se non arrivano aiuti dall’esterno per alcuni posti chiave nel governo. Dubbi, scetticismo, scommesse pessimiste… etc.  Come figlie e figli di Comboni non, possiamo, tuttavia, fermarci a questa analisi. Comboni ha scritto in termini chiari nel suo Piano per la Rigenerazione dell’Africa:

Il Cattolico, avvezzo a giudicare delle cose col lume che gli piove dall’alto, guardo’ l’Africa non attraverso il miserabile prisma degli umani interessi, ma al puro raggio della sua Fede” (Scritti 2742).
E’ attraverso il prisma del “puro raggio della Fede” che noi guardiamo alla realta’ attuale del popolo Sudanese. Comboni ha voluto che i suoi seguaci siano donne e uomini che percepiscono il potenziale di coloro che non contano niente e  che incoraggiano  la piena realizzazione della loro realta’.
Nel suo poema “Un giorno d’estate” la scrittrice Mary Oliver pone una domanda: “Dimmi, quale e’ il piano per la tua vita: una, misteriosa  e preziosa ?” Una, misteriosa, preziosa…. Tre parole che riflettono molto bene quello che il Sud Sudan si appresta a vivere. Tale domanda e’ davvero pertinente anche per noi che, servendo in Sud Sudan in questo momento storico,  vogliamo unirci alla gente in questo processo di far nascere una nazione nuova , un popolo di Dio nuovo, un stato e societa’nuovi.

Una: una caratteristica tutta particolare della storia di Pentecoste e’ che lo Spirito Santo discese sugli apostoli quando “erano radunati tutti nello stesso luogo”(Atti 2,1) L’essere insieme ha fatto succedere  il miracolo. Come quei discepoli a Pentecoste, siamo chiamati/e dallo Spirito ad aiutare umilmente  attraverso la nostra presenza e ministeri, i  vari gruppi etnici del Sud Sudan a diventare una sola nazione sotto la protezione di Dio.  Gli apostoli, radunati in quel primo e unico cenacolo, condivisero la loro esperienza personale di Gesu’: i  loro sogni, speranze, timori e dubbi.  Anche noi, come loro e il popolo del Sud Sudan sperimentiamo oggi una profonda gioia ma anche timori, incertezze, debolezze ed..esitiamo. Ma lo Spirito di Dio irruppe nella vita di quei discepoli e trasformo’ la loro vulnerabilita’ in energia, forza, passione per una missione grande. Noi , missionarie/missionari comboniani – laici, suore, fratelli, sacerdoti e vescovi – oggi piu’ che mai siamo chiamati/e a essere segni di speranza per la gente che serviamo e che vive tra incertezze e timori  del futuro. “Il Signore e’ il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. Se dovessi camminare in una valle oscura non temerei alcun male,  perche’ Tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza.” (Salmo 23:1-4)

Misteriosa: non sappiamo come sara’ dopo il 9 luglio, cosa succedera’ e come sara’. Ma sappiamo che lo Spirito di Dio spira sopra il Sud Sudan e la Grazia prendera’ dimora. Sappiamo che Dio non ci lascia orfani . Sappiamo che Dio e’ pienamente presente. Dobbiamo solo porre ascolto allo Spirito che ci chiede di lasciare quel cenacolo e seguire le orme di uno Spirito indomabile che vuole che diventiamo un popolo nuovo , che vediamo con occhi nuovi, che parliamo lingue nuove, che facciamo scelte con cuori nuovi. Significa lasciare il cenacolo del passato e andare a proclamare con il popolo Sudanese il Regno di Dio e I suoi valori, il Vangelo della Vita, la Dottrina Sociale della Chiesa. Sappiamo che l’Indipendenza trasformera’ questa terra in un legame interdipendente a livello locale, nazionale, continentale e globale. Significa’ essere in rete con tutto e tutti/e.

Preziosa: le parole profetiche dell’ Antico Testamento toccano I nostri cuori oggi: “Tu sei prezioso ai miei occhi. Non temere  perche’ Io sono con te. Ti ho chiamato per nome. Mi appartieni” (Isaia 43).

E’ di grande consolazione e incoraggiamento ricordarci che ciascuno/a di noi, ogni bambino/a, donna e uomo Sudanese e’ prezioso a l Cuore di Dio perche’ siamo gli amati figli/figlie di quel Dio che si e’ rivelato in Gesu’ Cristo. Non importa quale orizzonte/futuro si affaccera’ in Sud Sudan, che vie percorrerà’, quali politiche e istituzioni si svilupperanno’.
Radicati profondamente nella Mente e nel Cuore di Dio che ci guidano e resi capaci dalla grazia e dall’amore, contribuiremo con I nostri  ministeri a far si’ che la vita in Sud Sudan sia compresa e vissuta come un dono. Dono prezioso da curare e alimentare con il contributo di tutti attraverso il  rispetto, amore vicendevole, perdono, giustizia nella verita’,  pace, unita’ e solidarieta’,  cosi’ che nasca il nuovo Popolo di Dio.
Allora, guidati/e dalla Santa Trinità, mano nella mano con la chiesa locale, la societa’ civile, tutti gli uomini e donne di buona volonta’ che sognano una nazione santa che sappia con-creare con un Dio amorevole e compassionevole, ci  incamminiamo  verso il 9 luglio 2011 e il suo futuro. “Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete ? (Isaia 43,19)
Vorremmo suggerire a tutti/e voi, carissimi/e sorelle e fratelli, che il 9 luglio in ciascuna comunita’ si preghi  insieme la famosa omelia di san Daniele Comboni a Khartoum  nel  1873. (Scritti,3156-3164). Il nostro fondatore e padre nella fede di questo grande popolo e terra Sudanese, ci ha dato un grande esempio di amore e di servizio. Comboni certamente gioirà in cielo per questo particolare tempo storico del suo amato popolo Sudanese.
In Comboni, Santa Bakhita e tutti i Santi/e Africani/e

Sr. Giovanna Sguazza
Superiora Provinciale
e Consiglio 
Suore Missionarie Comboniane
P. Daniele Moschetti
 Superiore Provinciale
e Consiglio
Missionari Comboniani
Provincia Sud Sudan


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