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L'Africa sta cambiando il mondo!

Lettera di Filo dal Chad, 26 marzo 2011.

 

Pasqua di quest’anno è davvero speciale.

E’ Pasqua di liberazione. Passaggio dalla morte alla vita per diversi popoli.

Il mondo arabo in fermento ci sta insegnando che è possibile cambiare. Il grido dei fratelli arabi oppressi è ascoltato dal Dio d’Israele (Es 2,24). Il Dio che libera.

Certo, ci sono morti, sfollati, distruzione e sofferenza grande. Come in Libia dove c’è una guerra ipocrita in corso (prima tutti facevano affari con il petrolio di Gheddafi, ora lo bombardano), come in Siria o Yemen dove si muore per le strade.

Ma c’è un segno dei tempi inequivocabile… quello del rialzarsi della dignità di interi popoli che chiedono giustizia e rispetto dei diritti umani. Sono giovani e tanti a gridare, scendere in piazza, rischiare la pelle. E stanno cambiando il mondo. Tra loro non ci sono particolari leaders a condurli…è un grande movimento spontaneo, contagioso, che trascina a prendere in mano la propria storia.

Anche in fondo al Ciad in tanti mi dicono: “Vedrai che arriva anche qui”. Lo spero davvero e sarebbe ora. Ma dobbiamo darci da fare. La gente deve alzare la testa, scendere in piazza e gridare libertà e giustizia. Gli studenti, a N’Djamena, la capitale, hanno attaccato uno striscione all’Università indirizzato al presidente: “ Deby vent’anni sono troppi”. Sono coraggiosi, è il primo passo.

Intanto a sud, in foresta, camminiamo con la gente, nei ritiri di quaresima, dietro la croce di legno per fare memoria di Gesù di Nazaret, assassinato perché pericoloso per il sistema. E come lui, noi cristiani, dobbiamo diventare pericolosi per quel sistema di interessi, privilegi e connivenze che finisce per mettere al sicuro il proprio bottino e lasciare il popolo nella miseria. Come hanno fatto Ben Ali, Mubarak, Gheddafi e tanti altri.

Servono profeti e martiri per la Pasqua, per passare dalla morte alla vita. Gente pronta a rischiare. Il messaggio della Quaresima che meditiamo per tre giorni in foresta con la gente è lo stesso del Sinodo dell’Africa: “Africa, alzati e cammina”. Come il paralitico che si incontra con Gesù siamo chiamati a lasciare ciò che ci blocca, rialzarci e metterci in cammino. Questo vuol dire meditare assieme e prendere coscienza di essere popolo. Ancora incatenato e schiavo ma popolo. Pronto a lasciarsi liberare e mettersi in piedi. Se i poveri prendono coscienza per il sistema è finita…così la nostra gente diventa sovversiva perché ha gli strumenti per cambiare il sistema. E questo vuol dire ALZARSI!

Per CAMMINARE (anche se scalzi o con infradito arse e consumate dal sole e dai chilometri sulla terra secca) serve poi il credere in sé stessi, cosa che i poveri non hanno quasi mai fatto. E se il Vangelo è buona notizia oggi, ancora dopo 2000 anni, è perché vuole incidere sull’autofiducia della gente. Perché il primo che si fida di loro, nonostante tutto, è Dio. Noi ci poniamo ancora la domanda se ci fidiamo o no di Lui, Lui è sempre lì, lì nel mezzo del popolo, per dirgli ancora “Mi fido di te!”. E’ Lui che libera perché ascolta il grido di chi non ce la fa più, di chi non può più acquistare pane, riso, cereali perché i prezzi sono alle stelle, di chi non ha lavoro. E’ Lui che sta rialzando l’Africa a partire dal Nord. Ma mentre scrivo la radio annuncia che il Senegal è in rivolta e presto arriverà ad altri paesi. E’il Dio della vita che, dopo aver rialzato fa camminare questi popoli verso la libertà, verso un era nuova.

Non è il G8 che sta rialzando l’Africa…semmai l’ha affossata, dando qualche elemosina con una mano e razziando selvaggiamente le risorse del sottosuolo con l’altra. Armando il continente per destabilizzarlo.

Non sono le Ong e la Cooperazione Internazionale oggi in grave crisi di progetto e identità.

E’ l’ora dell’Africa perché è l’Africa stessa che, rialzata, si sta prendendo in mano il destino come sognava Daniele Comboni: “ Liberare l’Africa con l’Africa”.

Certo, non basta rialzarsi, serve camminare visto che il rischio di guardarsi indietro e rimpiangere il passato è sempre attuale. Ci sono popoli, nella storia, che si sono rialzati per poi ripiombare in situazioni più o meno simili di dittature, ingiustizie e violazione sistematica dei diritti.

Ma guardiamo avanti con fiducia.

 E’ l’ora della svolta, è l’ora dell’Africa. E’ Pasqua di liberazione.

L’Africa sta insegnando al mondo come cambiare il mondo.

Gandhi diceva: “Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. Oggi quel TU è diventato un NOI, il noi di interi popoli.

Impariamo allora dall’Africa che si alza e cammina e celebriamo assieme una Pasqua buona che cambia il mondo.

Filo “Loba Loba” – missionario comboniano


 

 

di: Filo

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