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Ciao fratello e sorella, Un anno da Dio!

di Matteo Merletto dal Congo

 Oggetto: Un anno 'da Dio' (prova)
 Data: martedì 8 agosto 2000 16.27

 Nota: ti invio solo ora questa mail perché per 13 giorni siamo rimasti senza   elettricità a casa... bella esperienza di essenzialità!

 29 luglio 2000
 Mbote, ndeko!!!
 Ciao, fratello/sorella!!! UN ANNO!!!
 Un anno d'Africa, ecco l'anniversario che voglio festeggiare con te
tramite  questa lettera. Non posso contenere la gioia e la meraviglia per questo
dono inaspettato fino a qualche anno fa... dove ci porta a volte la Vita!?
 Ho vissuto un anno intenso e ricco di novità e scoperte, di dubbi e
domande  (che forse sono persino aumentate).
 Una anno di vita comunitaria incredibile, da sogno... il Suo Sogno:  ventisei giovani di dodici nazionalità diverse, ognuno col suo carattere  e il suo stile.
 Ma quanto è bello vederci in un costesto così diverso da quello della fraternità che è oggi il Congo.
 Penso che come comunità siamo una 'pro-vocazione', una chiamata al rispetto, al dialogo con l'altro..., un mondo-villaggio dove ognuno è valorizzato per quello che è, nel  villaggio-mondo di oggi  dove è invece valorizzato  colui  che ha.
Certo, le difficoltà e i conflitti non mancano, ma la volontà di tutti è  quella della riconciliazione e la soluzione non è mai l'esclusione.  Un anno di studio: dal francese al lingala (che comincerà tra qualche  giorno),  passando per la teologia che ho ripreso nel secondo semestre e mi ha visto  impegnato ultimamente a sostenere nove esami in tredici giorni (da panico!).
 Mi accorgo soprattutto dei progressi fatti in francese rapportandomi ai  nuovi compagni che da pochi giorni sono qui con noi, un altro dono del Papi.
 In teologia mi sono appassionato soprattutto ad alcuni corsi che mi hanno  arricchito parecchio e che ho approfondito nel corso di questi mesi:  teologia trinitaria, riscoprendo un Dio che è Padre-Figlio-Spirito che  è profondamente implicato nella nostra storia, un 'Dio dentro', con noi;  antropologia africana in cui ho scoperto che l'uomo africano è considerato  non un semplice individuo, una monade, ma al contrario è un microcosmo del  mondo e della storia, un eroe della vita, una folla...  (che non sia un bell'insegnamento per l'Occidente?!);  teologia fondamentale africana dove tra Dio e l'uomo non c'è assolutamente  né opposizione né confusione, bensì circolarità d'amore!
Un anno di Congo... e poco è cambiato. Anzi, la vita degli amici di Kinshasa  è notevolmente peggiorata. In questo momento ho davanti agli occhi un'icona,  un volto, quello di Eusèbe, per descrivere la gente di questa  'repubblica democratica' africana.
 Ci siamo incontrati qualche giorno fa e mi ha confidato:
 "Non ce la faccio più, Matteo!". Era veramente provato, gli occhi rossi  di sangue per le notti in bianco che da troppo tempo vive.
Un ragazzo di trentatre anni, magro da far paura,... e piangeva come un bambino per la sua bimba di quattro anni che è ancora  ricoverata all'ospedale.
 L'ha affidata a Tata (in lingala = Papi), un Padre così materno, così  umano-femminile che ispira la  tenerezza e l'amore di un genitore.
 Gliel'ha affidata con una forza di fede incredibile perché lui ormai non sa  più cosa fare.
 Eusèbe è un esempio vivente di quelle statistiche così anonime della  Banca Mondiale che nel suo ultimo rapporto ha parlato di 1 miliardo e 200 milioni di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno.
Direi meglio: Eusèbe è fuori, fuori da ogni schema economico, potrebbe essere
considerato meno che uno zero... invece vive e, quello che più conta,  resiste!
E' al di là di ogni legge economica planetaria: studia, ha una famiglia, una casa, usa i trasporti pubblici... tutte 'uscite'... ma dove trova i soldi per vivere? Mistero!
 Sì, mistero della solidarietà africana, mistero dell'aiuto che riescono a darsi i poveri del mondo attraverso un'economia informale che li fa  sopravvivere. 

Ma attenzione perché rivendicano la vita, sognano una vita  in pienezza, la vita che noi come Occidente gli abbiamo tolto lungo tutta la  storia e oggi più che mai con la nuova colonizzazione!!!
> Un anno di vita missionaria in Africa con tante delusioni e  incomprensioni... mi pare persino che 'facevo più per' l'Africa quando ero in Italia.
> Ho scoperto aspetti dell'Africa che non mi piacciono e metodologie  missionarie che apparentemente mi sembrano retrogade... ma si 'fa con' la gente,  si cammina al loro ritmo...
> Mi sono messo alla scuola dell'umiltà e della pazienza che non è sinonimo  di scoraggiamento Questi fratelli e sorelle africani/e mi stanno insegnando  che la storia è più vasta della mia breve vita e che una 'Forza Superiore'  l'ha saldamente in mano, nonostante l'apparente Sua assenza.
> Sto imparando ad avere più fede-fiducia in un Dio presente durante tutti  gli istanti delle mie giornate e questo è l'insegnamento di tanti amici/e  congolesi che pregano in modo splendido!
> Il nuovo anno di vita africana che comincio sarà sicuramente  un anno di scambio. Ecco il nome nuovo da dare alla missione: SCAMBIO.  Da pari a pari, senza distruggere la dignità dell'altro impoverendolo con comode donazioni di denaro, scambio per conoscere e apprezzare,  per valorizzare le ricchezze del diverso da me: in comunità, a scuola,  nell'apostolato (vorrei cominciare ad occuparmi dei ragazzi di strada),  con la gente con la quale d'ora in poi sarà più facile dialogare  (attraverso lo studio della loro lingua, il lingala).
> Ho trascorso un anno 'da Dio' grazie anche alla tua vicinanza, alla preghiera, al sostegno di ogni tipo e ti incoraggio a continuare a pregare per me e i miei compagni perché sappiamo entrare sempre più nel cuore di Dio per parlare al cuore degli uomini e donne che incontreremo  nel nostro camminare.
> Ti assicuro la nostra povera preghiera perché i tuoi sogni si avverino,  ma soprattutto coincidano con il Suo Sogno: la vita in abbondanza per  tutti!!!
> Un abbraccio e un sorriso, Matteo.

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