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Natale 2000 e vangelo di Luca

di suor Teresa dal Kenya

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Ting’ang’a, Natale 2000

  

“Diede alla luce il suo figlio primogenito,

lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia,

perché non c’era posto per loro nell’albergo.” (Lc 2, 7)

 Amici carissimi,

il 2000, anno del grande giubileo, volge al termine. Iniziato con grandi aspettative personali e comunitarie, con quali realizzazioni si conclude? Penso che la risposta sia difficile, ma non priva di speranza. Primo, il principale protagonista è il Signore che appartiene ad ogni tempo e luogo. Secondo, la chiusura del giubileo non significa la fine dei nostri impegni, ma una più ferma e decisa continuazione del cammino intrapreso.

Questo Natale mi invita a riflettere sul passo del vangelo di Luca, perché l'ho sperimentato nel corso di quest’anno. Uscita da Ting'ang'a, mi sono portata in diverse parti del Kenya a visitare scuole. Sono stata in parecchie diocesi dove le suore comboniane non lavorano, partendo la mattina senza sapere dove avrei passato la notte. Ho sempre trovato porte aperte e cuori amici.

Precisamente dove sono andata? Il primo trimestre sono rimasta nelle vicinanze di Ting'ang'a, visitando circa 40 scuole di cui più della metà per la prima volta.

Nel secondo trimestre sono stata nella diocesi di Machakos. Ho ricevuto accoglienza e apprezzamento da parroci e da presidi e insegnanti che in genere capiscono l'importanza di una formazione globale dei giovani. Varie comunità di suore mi hanno ospitato e fatto sentire a casa, facilitando grandemente il mio compito. In Mbumbuni, non essendoci suore, il parroco è stato di una ospitalità straordinaria, dandomi pure il soprannome di sr. Mutano, “Gioia”. Così sono riuscita a visitare più di 60 scuole secondarie, alcuni istituti tecnici e scuole per maestri e infermieri.

Nel terzo trimestre sono andata nella diocesi di Meru per quattro settimane, due delle quali assieme a sr. Fidelia, nigeriana (Medical Missionary of Mary). Le scuole visitate sono state circa 35. Tre settimane di ottobre le ho trascorse nelle mie comunità di Marsabit, Laisamis e Dol Dol, incontrando gli studenti delle scuole di queste zone semi desertiche.

          A Machakos ho trovato il granoturco alto circa un metro e l'ho visto penosamente seccare per mancanza di pioggia. Ovunque ho incontrato tanta siccità, scarsità di acqua e fame. Questa, la leggi negli occhi della gente, poi vedi carcasse di animali, bimbi denutriti, persone magrissime e ti senti impotente. Con sr. Adela abbiamo portato una bimba all'ospedale e lei ha avuto la prontezza di battezzarla; poche ore dopo era già morta. Quando vi è fame, le donne e le bambine sono le più svantaggiate.

Alla fine di ottobre sono tornata a casa, Ting'ang'a. La pioggia non è ancora arrivata, ma è un mondo diverso: la gente ha qualcosa da mangiare. Il primo novembre, i Santi ci benedicono con una breve pioggia e il pensiero va al Meru, all'Ukambani, a Laisamis, a Dol Dol… sperando che la pioggia raggiunga quelle aree. So che nel Nord Italia ha piovuto troppo, causando anche disastri; mi dispiace.

Riguardo al mio lavoro di animazione missionaria, svolto principalmente nelle scuole con gruppi che vanno in media da 100 a 300 giovani, sono felicissima. Sono molto grata al Signore per le innumerevoli occasioni che mi ha offerto. Ho cercato di animare missionariamente non solo studenti e insegnanti ma, in modo più informale, anche suore, preti e chiunque incontravo, almeno con un sorriso! Ringrazio il Signore per l'assistenza che mi ha dato tramite tante persone buone, accoglienti e generose, che mi hanno fatto toccare con mano la sua presenza. Queste persone non sono soltanto quelle incontrate fisicamente, ma siete pure ciascuno di voi, che mi avete sostenuto con la preghiera e l'aiuto economico.

In fatto di bontà e generosità mi trovo molto perdente. Ho ricevuto doni in natura da donne che mi vedevano una sola volta. Per arrivare a Marsabit ho viaggiato tredici ore su un camion che, per questioni meccaniche, è rimasto fermo nel deserto per parecchio tempo. Il conduttore, vedendo che cascavo dal sonno, mi ha fatto sedere sul posto più comodo. Giunta a Marsabit all'una di notte, non riuscivo a trovare il cancello della missione, quand’ecco arrivare dei Tizi in auto che subito sembrava filassero via, ma poi si sono fermati per assistermi, confidandomi che credevano fossi il diavolo! Muovendomi in zone sconosciute avevo spesso bisogno di chiedere informazioni, o davo passaggi a persone che andavano nella mia stessa direzione o lavoravano nel campo educativo, come se il Signore le avesse messe appositamente lì per aiutare me!

Come posso ringraziare ognuno personalmente? Vi chiedo di unire le vostre voci alla mia, nella preghiera, perché un grazie colmo di benedizioni raggiunga ognuno in particolare in questo Santo Natale.

Il Bambino Gesù è ancora in cammino e noi siamo pronti ad aprigli la porta perché crediamo che l'ospitalità non è un valore soltanto africano, ma appartiene a chi è giovane nella mente e nel cuore, ossia libero da paure e pregiudizi e desideroso di ricevere e donare calore e amicizia. Egli ci riscaldi con il suo amore, così da poterlo irradiare a chiunque incontriamo nei 365 giorni del 2001!

Buon Natale a tutti! In attesa di vostre notizie, con affetto e riconoscenza prego per voi e vi abbraccio,

suor Teresa Raimondo

 Indirizzo:

Comboni Missionary Sisters

P. O. Box 490

Kiambu (Kenya)

E-mail: CMSKENYA@maf.org

 

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