giovaniemissione.it

Venerdì Santo 2017
 
Venerdì Santo,  giorno di preghiera e digiuno, giorno di silenzio e contemplazione di un uomo morto in Croce, di un Dio apparentemente annientato dalla classe dirigente che si sentiva minacciata, dai poteri religiosi dell’epoca sconvolti da una divinità fuori dai loro schemi, da un popolo addormentato e venduto al migliore offerente.
 
Siamo vicini al Gran Giorno di Pasqua e gli auguri vanno e

E' notte in Sud Sudan

Venerdì Santo 2017

 

Venerdì Santo,  giorno di preghiera e digiuno, giorno di silenzio e contemplazione di un uomo morto in Croce, di un Dio apparentemente annientato dalla classe dirigente che si sentiva minacciata, dai poteri religiosi dell’epoca sconvolti da una divinità fuori dai loro schemi, da un popolo addormentato e venduto al migliore offerente.

Siamo vicini al Gran Giorno di Pasqua e gli auguri vanno e vengono. Quest’anno non riesco ad scrivere auguri di Pasqua come l’ho fatto altre volte. Quest’anno in me è notte come è notte nel Sud Sudan. Pochi giorni fa conversando con delle missionarie operanti in Sud Sudan, ora in esilio pure loro, si chiedevano se questo esilio durerà ancora un mese o due …  Io, forse con meno ottimismo, ho detto che secondo me se sarà un anno e mezzo ancora, sarà breve! 

Sento che è necessaria questa notte, e penso che sia bene non avere fretta di vedere il mattino. Tra la notte e il mattino c’è uno spazio, quello dell’incontro con l’inconscio, con il più vero IO che possiamo tutti esperimentare,liberi di inibizioni, di censure, di paure  e di falsità. Nei sogni siamo liberi, e ci permettiamo di sentire ciò che desti preferiamo non sentire. Ma la notte non è solo deprivazione di luce, la notte è silenzio, vuoto, solitudine, approfondimento di ciò che viviamo in modo cosciente, ma frettoloso. 

A questo proposito mi viene in mente un misterioso oracolo del libro del Profeta Isaia:

Oracolo sull'Idumea.  Mi gridano da Seir:

«Sentinella, quanto resta della notte?

Sentinella, quanto resta della notte?».

La sentinella risponde: «Viene il mattino, poi anche la notte;

se volete domandare, domandate, convertitevi, venite!». (21,11-12)

YHWH stesso chiede al Profeta di mettere una sentinella che annunci ciò che vede. Isaia stesso diventa quella sentinella vigile, fedele alla notte, attenta a scorgere l’alba di un nuovo mattino o ad annunciare ciò che i suoi occhi vedono a chiunque glielo chiede.  Il profeta non deve per forza annunciare la luce di un nuovo giorno, ma deve vegliare nella notte, custodire il suo mistero e rivelarlo.

Nel nostro Sud Sudan è notte, notte di violenza, di morti senza fine, di fame, di stanchezze, di disoccupazione, notte di silenzio, nemmeno la classe dirigente ha una parola da dire! (e forse è meglio così).È notte di assenza di azioni coraggiose e lungimiranti che  provochino discontinuità in questa storia di guerre sempre ripetute, di trattati di pace falliti perché firmati più per convenzionalità che per convinzione e fermo proposito di scrivere una storia nuova.  È notte di una cittadinanza spesso addormentata, che non prende l’iniziativa di organizzarsi in modo alternativo alle forze armate, che inventi qualcosa di inedito, che segni discontinuità e porti una nuova speranza a tutta la popolazione e non a delle singole tribù. È la notte di un popolo che attende di essere richiamato a ritornare alla loro terra, così come per arte di magia, notte di ingenue aspettative, che presto tutto ritornerà come prima. La notte è lunga e il popolo sembra dormire nell’attesa di annunci facili di un mattino vicino,  ma non è così! Qualcuno si va dalla sentinella a chiedere quanto resta ancora della notte?, è l’alba già vicina? Ma la sentinella risponde: viene il mattino, poi anche la notte! La sentinella parla di una notte che persiste e torna, perché prima che il mattino spunti davvero c’è un cammino interiore da percorrere, un cammino di consapevolezza, di conversione, di domandare e ridomandare per capire che il mattino non è magico, che bisogna tornare alla notte ed imparare a restare nella notte, a sostare in essa con lo spirito vigilante di chi impara a scorgere ciò che c’è nella notte.

La notte non è un passaggio veloce e superficiale verso un nuovo mattino, la sentinella, il profeta non ha fretta in annunciare l’alba, ma fedele a YWHV annuncia ciò che vede! E non ciò che la gente vorrebbe ascoltare. È tempo di conversione, di domandare e di ridomandare, di visitare la notte e rimanere in essa, e lì, eventualmente affrontare la nostra verità individuale e collettiva; e ravvedersi, e cambiare rotta …

Nel silenzio e nell’umiltà di chi non vede l’alba, rimango nella notte, domandando e ridomandando ancora, imparando dalla sentinella a restare fedele alla notte, al silenzio, imparando ad essere vigilante e ad annunciare ciò che i suoi occhi vedono: «Viene il mattino, poi anche la notte; se volete domandare, domandate, convertitevi, venite!».   

 

Sr Lorena Ortiz

Condividi questo articolo:

Registrati alla newsletter