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Mapuordit Dicembre 2016
 
Carissimi, un saluto ed un sorriso da Mapuordit, Sud Sudan. Non sono mai migliorato su questo punto: arrivare a scrivere qualche notizia e condividere qualche impressione su cosa vuol dire vivere l’Avvento ed il Natale con la gente con cui condividiamo, in maniera rilassata e profonda. Invece, arrivo sempre all’ultimo momento.
Spero che questo Avvento sia stato per tutti voi un’occasione per sapersi incontrati, e

Lettera di Natale di fratel Paolo Rizzetto

Mapuordit Dicembre 2016

 

Carissimi, un saluto ed un sorriso da Mapuordit, Sud Sudan. Non sono mai migliorato su questo punto: arrivare a scrivere qualche notizia e condividere qualche impressione su cosa vuol dire vivere l’Avvento ed il Natale con la gente con cui condividiamo, in maniera rilassata e profonda. Invece, arrivo sempre all’ultimo momento.

Spero che questo Avvento sia stato per tutti voi un’occasione per sapersi incontrati, e nell’incontro amati.

Il nostro Dio che è immensità si fa bambino per ricordarci che questo incontro accade oggi e qui. Per questo, viene ad incontrarci, in una mangiatoia, il posto più disordinato che gli potesse venire in mente. Giusto perché a volte pensiamo che il nostro cuore sia il posto più disordinato dove poterlo incontrare….

In Sud Sudan, viene ad incontrare un popolo stanco di guerra, di violenze di corruzione e di nepotismo; di tante, (troppe!) occasioni mancate per far decollare questo giovane Paese verso lo sviluppo integrale; stanco delle promesse di Erode: “Andate a vedere dove si trova il Principe della Pace, perché anch’io venga ad adorarlo”. Questa promessa, sembrava reale in Aprile quando il Vice-presidente, accolto dal Governo esistente, poté rientrare nel Paese dopo circa 2 anni di guerriglia con l’intento di creare un Governo di unità Nazionale con il Presidente. Non ha funzionato: la promessa è stata completamente disattesa a luglio con la riaccensione delle ostilità tra le due fazioni in capitale. Il Vice presidente è uscito ancora dal paese e dalla scena politica, rincorso dal Presidente e dalle sue truppe. In realtà sembra che nessuno dei due fosse veramente interessato a costruire la Pace. Ancora vite umane sacrificate all’altare di interessi particolari. Il Paese è ancora diviso lungo linee etniche per il controllo delle risorse.

Questo Natale, Dio viene a visitare il Sud Sudan la cui gente è in apprensione per vedere se il questo giorno ed il nuovo anno  saranno veramente una festa o l’ennesima occasione per udire il fragore delle armi. La situazione è calma ma tesa. Tutti sanno che con la stagione secca, normalmente le ostilità ricominciano perché gli eserciti si muovono con più facilità. Speriamo di no. Nuovi personaggi si muovono sulla scacchiera politica. Se il Vicepresidente è stato progressivamente isolato dalla comunità internazionale ed il suo ruolo, abilmente conferito ad un altro, il leader del Governo ed il suo apparato militare si vedono sempre più isolati  dai propri cittadini a cui rispondono con il mantenimento di uno stato di polizia teso a stroncare ogni possibile voce alternativa.

Eppure le tre denominazioni cristiane maggioritarie, la Chiesa Cattolica, Anglicana e Presbiteriana hanno parlato con una sola voce, chiamando i vari contendenti al tavolo della Pace. È così che viene Dio: annunciato da voci che gridano in un apparente deserto di indifferenza.

Dio viene a visitare la gente di Mapuordit, i pazienti dell’ospedale, il personale medico e paramedico, ognuno nella propria mangiatoia: storie di ferite personali e di grandi aspettative, non sempre attese. L’ospedale in realtà, più che una serie di mangiatoie solitarie, è la mangiatoia comune dove tutti cerchiamo – speriamo- di fare posto al Bambino per prenderci assieme cura di Lui o di Lei, quale che sia il suo viso per noi oggi. È bello pensare di poterlo accogliere assieme, di avere in fondo la stessa mangiatoia come punto di vista.

Vi mando un caro saluto ed un abbraccio. Affido la Pace del Sud Sudan alla vostra preghiera, come mi affido anch’io.

 

Frat. Paolo Rizzetto MCCJ

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