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Mt 26,1-16: Perchè questo spreco?

Gim Pesaro

GIM – PESARO, 9-10 APRILE 2011

PERCHÉ QUESTO SPRECO?

I discepoli, vedendo ciò, si sdegnarono e dissero: «Perché questo spreco? (Mt 26,6-16)

“Applaudite o denunciate, ammirate o indignatevi,
ma non siate mai neutrali, indifferenti, passivi, rassegnati”  
Raoul Follereau


6 Mentre Gesù si trovava a Betania, in casa di Simone il lebbroso,

Simone era un uomo guarito ma tutti continuavano a chiamarlo “lebbroso”. È evidente perché se fosse stato ancora ammalato non avrebbe potuto accogliere persone e mangiare con loro…
Non continuare a definire te stesso e gli altri in base a ciò che sei stato, definisciti in base a ciò che sei.
Impara a dire con quel altro uomo: “una cosa so: prima ero cieco e ora ci vedo).

DOMANDA
- qual è la situazione che più mi tiene legato e più mi impedisce a chiamare gli altri e a farmi chiamare con un nome nuovo?

CANTICO:
Signore del Cielo,
che disseti il deserto con la tua pioggia,
giunga a te il nostro grazie,
come il suono di mille tamburi,
come il profumo di frutta matura,
come il sorriso dei bambini.
Scendi e balla insieme a noi
Perché è la festa dei tuoi figli
Canto degli indios Guajìros della Colombia

7 gli si avvicinò una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di olio profumato molto prezioso,  e glielo versò sul capo mentre egli stava a tavola

La donna non ha un nome – siamo ciascuno di noi, à la chiesa, l’umanità tutta.
Nella cultura ebraica spargere olio profumato sulla testa dell’ospite era segno di festa e di accoglienza gioiosa (Salmo 23,5; 92,11 e Qo 9,8)

Versa il profumo. - Finché il profumo rimane nel vaso di alabastro il suo profumo non si sparge nell’ambiente, nelle persone… Versa il profumo della fiducia, del perdono, della solidarietà, dell’accoglienza, della conoscenza, della preghiera, dell’impegno, …
Lazzaro era l’uomo che “già manda cattivo odore”, Gesù è l’uomo che profuma, emana buon odore. Dove tu sei si possa dire: qui c’è uno che profuma a Gesù.

Scrivi i tre versetti:
2 Corinzi 2,14:
2 Corinzi 2,15:
Filippesi 4,18:

DOMANDA
- qual è il profumo che faccio più difficoltà a spargere?

 

8 I discepoli, vedendo ciò, si sdegnarono e dissero: «Perché questo spreco?
9 Si poteva venderlo per molto denaro e darlo ai poveri».

Si apre una discussione in cui tutti i discepoli sono coinvolti
Perché non distribuire il denaro che quel profumo valeva?
Il gesto d’amore di quella donna vale di più ed era più urgente: viene sparso sul capo di uno che era condannato a morte, sul capo di uno che tutti consideravano pericoloso, degno solo di essere eliminato
In fondo emerge una visione ristretta delle cose e una contabilità meschina

10 Ma Gesù se ne accorse e disse loro: «Perché infastidite questa donna? Essa ha compiuto un’azione buona verso di me.
11 Perché i poveri li avete sempre con voi, ma non sempre avete me.

L’amore per i poveri deve essere vissuto nell’amore di colui che scelse di identificarsi con loro.
E la comunità, dal canto suo, dovrà avere sempre poveri con sé. Dovrà sempre essere inserita in mezzo a loro.
Sarà sempre composta da poveri: poveri di fatto o che scelgono di essere tali

RACCONTO

Un bambino voleva conoscere Dio. Sapeva che era un lungo viaggio arrivare dove abita Dio, ed è per questo che un giorno mise dentro al suo cestino dei dolci, marmellata e bibite e cominciò la sua ricerca. Dopo aver camminato per trecento metri circa, vide una donna anziana seduta su una panchina nel parco. Era sola e stava osservando alcune colombe.
Il bambino gli si sedette vicino ed aprì il suo cestino. Stava per bere la sua bibita quando gli sembrò che la vecchietta avesse fame, ed allora le offrì uno dei suoi dolci.
La vecchietta sorrise al bambino. Il suo sorriso era così bello che il bambino gli offrì un altro dolce per vedere di nuovo il suo sorriso.
Il bambino era incantato! Al tramonto il bambino, stanco, si alzò per andarsene, però prima si volse indietro, corse verso la vecchietta e la abbracciò. Ella, dopo averlo abbracciato, gli dette il più bel sorriso della sua vita. Quando il bambino arrivò a casa sua ed aprì la porta, la sua mamma fu sorpresa nel vedere la sua faccia piena di felicità, e gli chiese: «Figlio, cosa hai fatto che sei tanto felice?». Il bambino rispose: «Oggi ho fatto merenda con Dio! ». Prima che sua mamma gli dicesse qualche cosa aggiunse: «E sai? Ha il sorriso più bello che ho mai visto!».
Anche la vecchietta arrivò a casa raggiante di felicità.
Suo figlio restò sorpreso per l’espressione di pace stampata sul suo volto e le domandò: «Mamma, cosa hai fatto oggi che ti ha reso tanto felice?».
La vecchietta rispose: «Oggi ho fatto merenda con Dio, nel parco!». E prima che suo figlio rispondesse, aggiunse: «E sai? È più giovane di quel che pensavo!».


12 Versando questo profumo sul mio corpo, lei lo ha fatto in vista della mia sepoltura.

Gesù dà un’interpretazione che va al di là delle intenzioni della donna autrice di quel gesto.
È importante imparare a scoprire in tutto orizzonti nuovi. Orizzonti in cui al centro ci sia la persona, non le cose,

I MURATORI

Tre muratori stavano lavorando in una grande costruzione. .
Una persona si avvicina al primo che per certo aveva una faccia da funerale e gli chiede: “Cosa sta facendo?”.
Il muratore risponde: “Non lo vede? Sto mettendo una pietra sopra l’altra”.
Si avvicina poi al secondo e gli fa la stessa domanda. Costui, certamente meno alterato del primo, risponde: “Sto costruendo una parete”.
E infine si avvicina al terzo, un uomo con il volto gioioso, e gli rivolge la stessa domanda. Costui risponde: “Sto costruendo una grande opera”.
Forse la tua gioia e la tua realizzazione dipendono dai tuoi orizzonti.
Tu sei la persona che vede solo la pietra che sta ponendo sopra l’altra, oppure vedi la parete o vedi la grande costruzione?

DOMANDA

- quali sono i miei orizzonti? Che cosa sogno?
- forse leggo la Parola ma posso dire che mi lascio leggere dalla Parola?


13 In verità io vi dico: dovunque sarà annunciato questo vangelo, nel mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche ciò che ella ha fatto».

Il vangelo che sarà annunciato ovunque è la passione, morte e risurrezione di Gesù.
La passione e morte sono la storia del messia: il suo SI
La risurrezione è il SI del Padre Dio a Gesù e al mondo.

RIFLESSIONE
Non ci sono chiodi che possano impedire a quelle tue braccia di parlare e di parlare di universalità in un abbraccio che tutto include: è l’abbraccio eterno della Trinità.
Ti contemplo bello in tutto il tuo corpo sanguinante e ricordo quella chiesa che ho visto in Colombia dove su una grande croce tu eri raffigurato a grandezza naturale ed eri completamente nudo. Chi ti guardava, con un senso, forse di falso pudore frutto di tradizioni che sanno più di puritanesimo che di purezza, abbassava lo sguardo che cadeva su una scritta posta sul pavimento: Io non mi sono vergognato del tuo peccato e tu ti vergogni della mia nudità?
Ti contemplo e capisco che tu stai dicendo: romani e giudei siete tutti figli e fratelli, ma siete morti che camminano. Io vi do il mio Spirito, non lo tengo per me questo abbraccio del Padre perché anche voi vi sentiate “figli amati” e continuiate a camminare per villaggi e città contagiando tutti con quest’amore del Dio della vita.

14 Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti,
15 e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?» Ed quelli gli fissarono trenta monete d'argento.
16 Da quel momento cercava il momento propizio per consegnarlo.

Siamo di fronte a uno dei fatti più sconvolgenti e sconcertanti.
30 denari è il prezzo di uno schiavo (Ez. 21,32)
A tal prezzo viene venduto il Messia.
E oggi chi sono le persone vendute come schiavi?
E allora perché Giuda ha tradito?
- Voleva un Messia secondo i suoi criteri?
- Voleva creare una opportunità, una pubblicità?
- Voleva un Messia stimato, il Messia della stanza dei bottoni?

DOMANDA
Per quanto abbiamo venduto o stiamo vendendo oggi il Messia?
Perché vendiamo tante persone calpestando la loro dignità e umiliandole?
E io che Messia sogno?


UNA LETTERA DAL CIAD, da Filippo Ivardi


PREGHIERA

C’è un pezzo d’immenso dentro di me.
È un pezzo di cielo che io non ho creato né rubato,
che qualcuno mi ha donato.
Un cielo dai confini non segnati
Perché tu non sei il Dio dei confini ma degli orizzonti.

C’è qualcosa di lassù dentro di me,
che mi fa essere straniero in casa mia,
che sposta verso terre nuove il mio cammino
e verso nuovi cieli il mio cuore,
che colora di finitezza tutto ciò che tocco.

Ci sei sempre tu. O Signore,
anche se io non ti conosco o non cerco di conoscerti.
Ci sei tu ad offrirmi una mano che sa d’amicizia,
a riscaldarmi con un cuore che sa di paternità.
Questo è il mio tutto.

Questo mi basta o dovrebbe bastarmi,
tutto questo lo trovo camminando
e vivendo per l’altro, grazie all’altro, con l’altro.
Tu sei il Dio accampato dentro di me:
bello è l’oggi in cui scopro la tua presenza.
Dio, padre dei popoli,
che ci chiami per nome e ci ami come figli,
fa crescere l’erba per le nostre greggi,
fa crescere i figli come mais al sole,
dacci l’ebbrezza di saperci popolo,
dacci la gioia di chiamarci wayù
e guidaci per cammini di speranza.



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