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Mt 1,18 - 2,12: Per un'altra strada

GIM Pesaro, Dicembre 2010

‘Per un’altra strada’ (Mt.1,18-2,12)

1,18 La nascita di Gesù avvenne in questo modo…… sua Madre Maria….per opera dello Spirito Santo.

Matteo sintetizza in un versetto quanto nel Vangelo di Luca viene descritto in 12 versetti. Riflettendo sull’evento dell’Incarnazione il primo atteggiamento quasi istintivo è quello che ebbe Mosè davanti al roveto ardente, timore e curiosità insieme. Infatti, l’Annunciazione è un roveto ardente in cui è concentrato tutto il mistero messianico. Il mistero dell’Incarnazione è legato a quello della Croce, uno spiega l’altro, uno è radice dell’altro. Sotto la Croce Maria ha vissuto la morte del Figlio e l’amore infinito del Padre per l’umanità. Le radici di questo amore stanno tutte nel sì incondizionato di Maria, il sì al volere del Padre, da cui tutto è nato, in cui tutto ritorna, al quale tutto si riconduce.

Più avanti, ai versetti 22 e seguenti, durante il sogno di Giuseppe, l’Angelo che gli appare, con le sue parole, inquadra tutto l’evento in una precisa prospettiva biblica, profetica: v. 23’Ecco la vergine concepirà e darà alla luce un figlio che sarà chiamato Emanuele,  che significa con- noi -è –Dio.’ Maria vive la sua realtà in unità con il suo popolo, un popolo che si sente amato, che si sa scelto, che sperimenta su di sé il sostegno di Dio. In Maria c’è una dedizione a Dio che è sua e che è di tutto il popolo d’Israele, ella è l’anima, la voce, l’espressione della vocazione del suo popolo, ella vive la triplice coscienza della sua relazione personale con Dio, dell’espressione corale di un popolo e della responsabilità verso tutto quanto è umano.

‘Santa Maria, donna gestante, fontana attraverso cui, dalle falde dei colli eterni, è giunta fino a noi l’acqua della vita, aiutaci ad accogliere come dono ogni creatura che si affaccia a questo mondo. Non c’è ragione che giustifichi il rifiuto. Non c’è violenza che giustifichi violenza. Mettiti, ti preghiamo, accanto a Marilena che  a quarant’anni non sa accettare una maternità indesiderata e si dispera. Sostieni Rosaria, che non sa come affrontare la gente, dopo che lui se n’è andato, lasciandola con il suo destino di ragazza madre. Suggerisci parole di perdono a Lucia che dopo l’aborto non sa darsi pace. Dona il tuo amore a Yayi Bayam Diouf, splendida donna senegalese, il cui unico figlio, Alioune Mar, è morto inghiottito dal mare a ventisette anni, insieme ad altri 80 giovani, mentre cercavano di raggiungere le Canarie a bordo di una piroga. Benedici lei e le altre 375 donne senegalesi che attraverso la loro Associazione cercano di dissuadere le altre donne ad investire le proprie risorse finanziarie per finanziare il viaggio dei figli in Europa ed incentivarle perché, cambiando questa abitudine, andando per un'altra strada, investano in istruzione e attività di microcredito che possano produrre reddito, per dimostrare che il loro Paese può offrire un futuro alle nuove generazioni’.

  • A questo punto domandiamoci: come viviamo noi, nella nostra vita, questa triplice coscienza di essere figli e figlie di Dio, amati da un tenerissimo Padre; di appartenere ad un popolo, condividendo e servendolo; di essere proiettati verso tutti i popoli attraverso una coscienza missionaria? Cioè con un’apertura a tutto il resto dell’umanità, alla luce della Parola di Cristo?

Giuseppe il giusto


vv. 19-20 Il suo sposo Giuseppe, che era giusto e non  voleva esporla al pubblico ludibrio, decise di rimandarla in segreto. Ora, quando già aveva preso tale risoluzione, ecco che un Angelo del Signore gli apparve in sogno per dirgli “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa: ciò che in lei è stato concepito è opera dello  Spirito Santo”.

Giuseppe era giusto, amava Maria, la riteneva la sua sposa e ha deciso di non consegnare nelle mani di una legge inumana ed inappellabile un mistero che neppure le parole dell’Angelo riuscirono a spiegare. Maria si accorse che il ventre le si era curvato come una vela e capì, come ha scritto Don Tonino,’che quella vela non si issava sul suo fragile scafo di donna, ma sulla grande nave del mondo per condurla verso spiagge lontane’.
Non fece in tempo a rientrare in casa, che Giuseppe, incamminatosi per un’altra strada che non era quella della legge e del ripudio, senza chiederle che gli rendesse più esaurienti le spiegazioni fornitegli dall’angelo, se la portò subito con sé. Ed era contento di starle vicino. E l’amore accompagnò per sempre le loro vite; una notte, lei gli disse: Senti, Giuseppe, si muove’. Lui, allora, le posò una mano sul grembo e rabbrividì di felicità.
‘Amo molto tutti voi e amo la giustizia, non approviamo la violenza, malgrado riceviamo violenza. Il padre che vi sta parlando ha ricevuto minacce di morte. Caro fratello, se la mia vita ti appartiene, ti apparterrà pure la mia morte.
"Dopo che Cristo è morto vittima di ingiustizia, ogni ingiustizia sfida il cristiano". Sto camminando con una fede che crea, come l'inverno, la primavera. Attorno a me la gente muore, i latifondisti aumentano, i poveri sono umiliati, la polizia uccide i contadini, tutte le riserve degli Indios sono invase. Con l'inverno vado creando primavera. I miei occhi con fatica leggono la storia di Dio quaggiù.  La croce è la solidarietà di Dio che assume il dolore umano non per renderlo eterno, ma per sopprimerlo. La maniera con cui vuole sopprimerlo non è attraverso la forza né col dominio, ma per la via dell'amore. Cristo predicò e visse questa nuova dimensione. La paura della morte non lo fece desistere dal suo progetto di amore. L'amore è più forte della morte. "La vita è bella e sono contento di donarla.".
Questo è P. Ezechiele Ramin un giusto che, creando primavera, amando la giustizia e le persone concrete, compresi coloro che lo uccideranno, non è andato semplicemente controcorrente, ma ha assunto quella strada altra, stretta, che lo ha condotto all’amore pienamente realizzato. 

Una cosa vorrei dirvi.
E’ una cosa speciale per coloro
che sono sensibili alle cose belle.
Abbiate un sogno.
Abbiate un bel sogno.
Seguite soltanto un sogno.
Il sogno di tutta la vita.
La vita che è un sogno è lieta.
Una vita che segue un sogno
si rinnova di giorno in giorno.
Sia il vostro un sogno che miri a rendere liete
non soltanto tutte le persone,
ma anche i loro discendenti.
E’ bello sognare di rendere felice tutta l’umanità.
Non è impossibile…         
P. Ezechiele Ramin


Spunti per la riflessione:
 
  •  Giuseppe, Maria,  p. Lele e tanti altri hanno dato la loro risposta d’Amore… E tu dove sei?
  •  Che cosa ti dicono con la loro vita?
  •  Da che parte vuoi stare… di quelli che si giocano totalmente o…?
  •  Che cosa vuol dire per te, adesso, “sognare”. Lo fai o troppo spesso guardi la vita con occhi vuoti, senza sentire i profumi, senti ascoltare i rumori, senza toccare con mano ciò che ti circonda…?
  •  Senti l’esigenza di capire e ascoltare quello che il Signore ti dice? qual è la tua missione  di giovane, di studente, studentessa, di  lavoratore, lavoratrice, di figlio, figlia, di  fratello, sorella, di amico, amica…?

Cercare, adorare, cambiare strada


2,1 Dopo che Gesù nacque a Betlemme in Giudea, al tempo del re Erode, ecco giungere dall’Oriente, a Gerusalemme, dei Magi, i quali domandavano: “Dov’è il neonato re dei Giudei? poiché abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti ad adorarlo”.

Cercare la verità ci è necessario, anzi, indispensabile, più dell’aria che respiriamo, più dell’acqua che beviamo, ma è possibile? Dove trovare una via sicura, rapida, efficace, che ci porti verso la ‘verità tutta intera’? Dobbiamo tornare al Vangelo e vedere che nel racconto di Matteo emergono tre reazioni diverse all’annuncio della nascita di Gesù: quella di Erode, quella dei sacerdoti e quella dei Magi.
Per i Magi cercare Dio vuol dire camminare, fissando gli abissi del cielo e sondando i crepacci del proprio cuore: occorre guardare in alto, guardare dentro, guardare oltre…. Adattando un proverbio cinese si potrebbe dire: se vuoi andare per la via diritta che porta a Cristo, lega il tuo carro ad una stella’. La stella è la Parola di Dio, come si legge nella stessa Scrittura che si autodefinisce:‘lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei nostri cuori (1Pt 1,19). Quando poi trovano il Bambino, i Magi aprono gli scrigni e gli offrono i loro doni (v.11). Al di là del significato che da sempre è stato dato ai doni offerti, penso che sia importante, in questi versetti sottolineare il significato di ‘adorazione’ come ‘conoscenza’. I Magi hanno riconosciuto Dio nella forma povera da lui scelta per non schiacciarci  con il peso della sua gloria, e la povertà di Dio è sempre sconcertante, è sempre scandalosa! Di fronte a quel piccolo bambino i Magi hanno fatto un vero salto nella fede e lo hanno adorato.

v. 3 All’udire ciò il re Erode fu preso da spavento e con lui tutta Gerusalemme.

La reazione di Erode è improntata allo sconcerto: il re ‘si turba’ e convoca subito una riunione dei responsabili ufficiali della vita religiosa del paese, cioè i membri dell’aristocrazia sacerdotale di Gerusalemme, gli scribi, ovvero gli interpreti accreditati della legge. Tutti, a loro volta, molto turbati. Infatti, la loro intenzione, neanche tanto segreta, non è quella di conoscere la verità dei fatti, quanto piuttosto di ordire un inganno per far fuori l’ennesimo pretendente al trono e forse questa volta un avversario abbastanza temibile. Erode rappresenta il tipo che ha già fatto la sua scelta: non cerca sinceramente la verità, perché è ostinatamente convinto di averla già trovata. E’ accecato da quello che San Agostino chiamava ‘l’amore di sé fino al disprezzo di Dio’. Erode è stregato dall’idolo del potere che, pur di scongiurare qualsiasi minaccia al suo trono, arriverà ad ordinare la strage degli innocenti.

v. 4 Essi gli dissero: “A Betlemme di Giudea. Infatti così è stato scritto per mezzo del profeta : E tu Betlemme, terra di Giuda, non sei la più piccola fra i capoluoghi di Giuda. Da te nascerà un capo che pascerà il mio popolo, Israele.

L’atteggiamento dei sacerdoti  è quello degli ‘esperti’ delle Scritture: le conoscono a memoria e sanno dire esattamente dove-come-quando deve essersi verificato l’evento, a Betlemme, ma non si muovono. Da gente che non attendeva altro che la venuta del Messia, ci si doveva aspettare che si precipitassero a Betlemme e invece restano comodamente installati nelle loro case, collocati sulle loro cattedre. Si comportano come i cartelli stradali, indicano la strada, ma restano attaccati al palo che li sorregge.  Quello dei sacerdoti e degli scribi di Gerusalemme è l’atteggiamento di chi non cerca la verità, perché la conosce già. Ma l’errore di fondo non è quello di conoscerla, bensì quello di ridurla ad un argomento da insegnare agli altri, al massimo da discutere, ma non la trattano come un messaggio da vivere.
E’ quanto avviene nella nostra vita quando riduciamo Cristo ad un argomento di cui parlare, a oggetto di discussione, più ad una persona che mi interpella, una persona che mi chiama a rinunciare a tutto e a seguirlo. La via che ci conduce alla verità  è la via della stella, quella seguita dai Magi. Loro non ci hanno pensato due volte a mettersi in cammino, hanno lasciato palazzi e stanze dei bottoni, notorietà e comfort e forse dolce vita, e hanno intrapreso un aspro cammino per andare ad adorare un Bambino, quel Gesù che si è fatto carne e sangue, acqua, luce, via per accompagnarci nel nostro incerto e spesso penoso cammino.

v. 12 Quindi, avvertiti in sogno di non passare da Erode, per un’altra via fecero ritorno al proprio paese.

L’ultimo messaggio dei Magi è cercare Dio è cambiare strada. I Magi non sono né turisti né vagabondi, essi hanno cercato e hanno trovato. Poi ‘per un’altra strada fecero ritorno al loro paese’ e certamente non si saranno tenuti la cosa per sé. Perché quando si è trovata la parola che cambia la vita, allora la gioia straripa, proprio come avvenne a loro che – racconta testualmente Matteo – gioirono di una gioia grande assai’. La parola incontrata è incontenibile e il minimo che si possa fare è passarla agli altri. Il cristiano, infatti, è un portavoce, un passa-parola, un ponte tra i popoli, un messaggero di pace.

 "Lascia che i tuoi passi corrano..."
Quando stenti a tenere il passo nel cammino della vita...
spiega la vela, lascia che il vento la gonfi: il Soffio di Dio ti condurrà senza fatica
se solo ti manterrai saldo al timone.
Quando gridi verso di Lui dal fondo del tuo abisso, credi che egli ti ha già preceduto,
non c'è invocazione che vada perduta non c'è anelito che lui non conosca.
Egli ti ha già colmato d’amore.
E allora canta! Grida di gioia! E lascia che i tuoi passi
corrano ancora lesti sul sentiero della vita.
Là dove Egli ha già costellato di luce il tuo cammino…
e assaporerai una beatitudine infinita che darà pace  al tuo cuore.        
(Anonimo)

‘Se non che, il cattolico, avezzo a giudicar delle cose col lume che gli piove dall’alto, guardò l’Africa  non  attraverso il miserabile prisma degli interessi umani, MA AL PURO RAGGIO DELLA SUA FEDE. E scorse colà una miriade infinita di fratelli e sorelle appartenenti alla sua stessa famiglia, aventi un comun Padre su in cielo…. E deviar dal sentiero finora seguito, mutare l’antico sistema, e creare un piano nuovo, che guidi più efficacemente al desiderato fine.

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