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Lasciano tutto e seguono Gesù

GIM Pesaro ottobre 2006

C atechesi GIM ottobre 2006

Missione Giovane: vivi Amo la Speranza

 

"Prendi il largo e gettate le reti" 

Dopo il racconto del battesimo di Gesù, Luca presenta la genealogia che concretamente ci dice come Gesù sia una persona concreta, figlio di Giuseppe, inserito nelle generazioni e nella storia del popolo.

Dopo si narra la vittoria di Gesù tentato dal diavolo nel deserto (4,1-13), poi Gesù appare nella sinagoga tracciando il programma della sua missione evangelizzatrice (4, 18-19). In seguito troviamo Gesù in Cafarnao insegnando con autorità, cacciando demoni e realizzando miracoli (4, 31-44), entrando anche in casa di Simone, curandone la suocera ammalata.

 

La sua fama si estende per tutta la regione (4,37) e arrivando sulla riva del lago una gran folla lo accompagna e lo ascolta, stringendosi attorno a lui per ascoltare la Parola che attrae, risveglia e affascina.

Gesù non aspetta, ma và all’incontro delle persone, là dove loro si incontrano e propone a persone differenti di seguirlo in differenti maniere e con ritmi differenti.

Gesù vive itinerante, insegna con autorità, sceglie i suoi discepoli.

Luca 5,1 Mentre egli stava in piedi sulla riva del lago di Gennesaret e la folla si stringeva intorno a lui per udire la parola di Dio, 2 Gesù vide due barche ferme a riva: da esse i pescatori erano smontati e lavavano le reti. 3 Montato su una di quelle barche, che era di Simone, lo pregò di scostarsi un poco da terra; poi, sedutosi sulla barca, insegnava alla folla.
4 Com'ebbe terminato di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo, e gettate le reti per pescare». 5 Simone gli rispose: «Maestro, tutta la notte ci siamo affaticati, e non abbiamo preso nulla; però, secondo la tua parola, getterò le reti». 6 E, fatto così, presero una tal quantità di pesci, che le reti si rompevano. 7 Allora fecero segno ai loro compagni dell'altra barca, di venire ad aiutarli. Quelli vennero e riempirono tutt'e due le barche, tanto che affondavano. 8 Simon Pietro, veduto ciò, si gettò ai piedi di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». 9 Perché spavento aveva colto lui, e tutti quelli che erano con lui, per la quantità di pesci che avevano presi, 10 e così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Allora Gesù disse a Simone: «Non temere; d'ora in poi uomini pescherai per la vita ». 11 Ed essi, tratte le barche a terra, lasciarono ogni cosa e lo seguirono.

 

La maniera di essere di Gesù


A differenza degli altri evangelisti, Luca racconta la vocazione dei primi quattro pescatori dopo una serie di fatti e miracoli. Questo spiega la generosa adesione di Pietro e dei suoi compagni, una volta che lo conoscevano già, accogliendolo nelle loro case tra i loro familiari.

Nessuno segue qualcuno senza prima conoscerlo almeno un poco …e Gesù conosce bene la storia di quelli che chiama.

Annunciatore itinerante e comunicatore creativo, Gesù sale sulla barca di Simone per essere visto e ascoltato da tutti, con un linguaggio semplice e inculturato. L’espressione “pescatori di uomini” è facilmente capibile da tutti. La barca è il luogo concreto dove la vita “ succede” tutti i giorni, il mezzo di sopravvivenza per molte famiglie.

Gesù arriva “fino alla riva del lago” per partecipare dell’allegria e della sofferenza di quella gente e dei pescatori che stavano in una situazione infruttuosa, dopo una notte di lavoro fallimentare.


La vocazione – disponibilità dei pescatori


Dopo avere annunciato la Parola a tutti, ecco Pietro riceve da Gesù l’incarico di guidare al largo la barca, di avanzare in acque più profonde.

L’incarico di pescare è comune a lui e agli altri: unica missione e fatica comune per tutti.

Sfidando l’esperienza dei pescatori, Gesù ordina a Simone e ai suoi compagni di lanciare le reti in pieno giorno, in un’ora impropria (5,4).

Quante volte avevano calato le reti inutilmente: per un pescatore, non pescare nulla è “il fallimento”. E’ come per l’uomo non essere uomo, sta in gioco la sua identità. Così erano ritornati alla loro vita, lavando le reti.

La prima reazione del pescatore esperto e professionista è questionare Gesù (5,1) che sembra dare un ordine insensato: pescare di giorno dopo una notte infruttuosa.

Il giorno rappresenta Gesù risorto per rischiarare chi sta nelle tenebre.

Pietro spontaneamente e fiducioso ubbidisce. Avanzare significa superare la sensazione di sazietà, rompere con attitudini di rilassamento, investire in iniziative concrete tutto l’entusiasmo che sentiamo dentro.

L’attitudine dei pescatori manifesta la disponibilità a seguire Gesù .

Loro non lasceranno mai di essere pescatori, ma avranno nuove reti e nuove barche che, simbolicamente rappresentano la Chiesa e la sua missione. Gli Atti degli Apostoli continueranno la grande pesca.


Non abbiate paura


Le reti si rompono per la grande quantità di pesci, le barche quasi affondano. Con il cuore affascinato da Gesù, Pietro grida, manifestando la sua piccolezza. “ Allontanati perché sono uomo peccatore” …non ho capito niente… Si sente lontano – per questo gli dice di allontanarsi da lui- e si vede perduto: sa di non essere quello che deve essere e si sente indegno. La sua sterilità ‘ il suo stesso peccato riconosciuto e la lontananza dal Signore, sono il luogo non del suo fallimento, ma della sua chiamata.

Pietro, spaventato e pieno di timore, scopre come Dio è entrato nella sua vita, attraverso le parole e la persona di Gesù che lo tranquillizza dicendo: “Non avere paura, da adesso sarai pescatore di uomini!”.

Adesso è Gesù che dà fiducia a Pietro, portandolo a superare gli ostacoli e dandogli una nuova missione.

Gesù dice a Simone “Non temere” come l’Angelo a Zaccaria (1,13) e a Maria (1,30) cioè “abbi fede”. Sono le parole con le quali Dio si rivolge all’uomo sconvolto dalla sua presenza.


La reazione dei chiamati


Quando Gesù è ascoltato c’e una grande benedizione. Pietro, meravigliato dal risultato della pesca chiede aiuto agli altri compagni (5,7) che diventano corresponsabili.

I chiamati sono persone semplici, lavoratori, sanno ascoltare la Parola di Dio.

La barca di Pietro, che ha pescato nell’obbedienza alla Parola, contiene non solo Pietro, ma probabilmente anche Andrea (i verbi sono al plurale).

Ma oltre alla sua c’è un’altra barca associata alla pesca, che ne condivide le fatiche per “aiutare”. La parola greca che noi traduciamo con aiutarli è syllabasthai. La stessa parola è usata per Maria che “con-cepisce” (1,31) il frutto dell’obbedienza alla Parola.

Ambedue sono “riempite”, simbolo della benedizione di Dio, fino ad affondare: ma non affondano.

E’ un’immagine della Chiesa che, portando i fratelli perduti dalle acque dell’abisso alla salvezza, in realtà concepisce il figlio che si è fatto l’ultimo di tutti. I primi cristiani si definivano “pesciolini” tratti fuori dal mare tenebroso dell’idolatria, dell’impero, dell’odio, e trasferiti sotto la misericordia di Dio.

Vengono nominati anche Giacomo e Giovanni, che in questo stupore , da semplici soci della pesca, diventano compagni. , che hanno in comune la stessa esperienza del Signore e del suo dono.

 

Lasciano tutto e seguono Gesù”
 

Incontrare Gesù e fidarsi della sua Parola porta a considerare tutto il resto secondario rispetto a lui. Lasciare “tutto” significa una rottura radicale (18,18-27), con lo stabilito, le sicurezze, il piacevole…questo esige coraggio!

La grande quantità di pesci nella rete indica simbolicamente il risultato della missione di Gesù, pescatore di Dio che annuncia la buona notizia e sta nella stessa barca di Pietro (la comunità che galleggia sull’abisso) partecipando della nuova missione assunta dai pescatori nel lago che simbolizza il mondo.

Cafarnao era sede dell’industria del pesce esportato fino a Roma.

Gli strumenti della pesca apostolica sono le reti che non fanno morire chi vi è preso ma lo conservano in vita, lo traggono dagli abissi alla luce, dal profondo alla superficie.

Pietro e i suoi compagni non lasciano il lavoro del lago mossi appena dall’entusiasmo della pesca miracolosa. Già erano stati visitati da Gesù, e adesso dopo vari incontri e convivenze con lui, ricevono e accolgono la proposta di “catturare vivi” , delle persone per la vita, togliendole dal sistema e rilanciare il Regno, il sogno di Dio.

 

Come inizio questo nuovo anno GIM?

Che speranza ho, in che confido?

Hai sperimentato anche tu di avere fatto tanto e non avere preso nulla?

Quando e come Gesù ti dice di “andare al largo”, avanzare in acque più profonde?

Lasciarono tutto: cosa significa per me

giocarmi la vita su Gesù?”


 

Altre catechesi del GIM di Pesaro:

 

VIVI DA RISORTO!!! Sii segno del Regno - GIM Pesaro - Giugno 2006

VIVI DA RISORTO!!! Per costruire la Pace diventa pace - GIM Pesaro - gennaio 2006

VIVI DA RISORTO!!! Restituisci la Vita ai più "piccoli" - GIM Pesaro - dicembre 2005

GIM Pesaro - aprile 2005: Profumare la Vita

 

di: Luca Manganelli

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