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VIVI DA RISORTO!!! Sii segno del Regno

GIM Pesaro - Giugno 2006

Dal Vangelo Secondo Marco (16,15-20)

Gesù disse loro: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno. Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la pparola con i prodigi che l’accompagnavano”


Chiudiamo le catechesi GIM con la conclusione del Vangelo di Marco. Probabilmente scritto a Roma, è il Vangelo più antico e serviva ai catecumeni per prepararsi al Battesimo. Vuole aiutare i catecumeni e i lettori di oggi a rispondere a una grande e unica domanda: “Chi è Gesù ?”.

In Marco la prima azione di Gesù è chiamare i suoi discepoli (Mc, 1-16) e l’ultima è inviarli per la missione (Mc 16,15). Il corpo del Vangelo è la preparazione dei discepoli per la missione. Per meglio comprendere la portata del mandato missionario di Gesù, vediamo come, dopo un primo entusiasmo iniziale, Marco è l’evangelista che più ci presenta difetti e mancanze nei discepoli:

  • 1,36-38: sono alla ricerca del successo, del marketing
  • 4,13: non capiscono niente
  • 4,40: sono paurosi, senza fede
  • 4,41: per paura non riconoscono Gesù
  • 6,12-13: ripetono i gesti di Gesù
  • 6,52: hanno un cuore duro, dei veri asini!
  • 8,32-33: Pietro fa autogol…fa il gioco del diavolo.
  • 9,18: diminuisce la fede dei discepoli, finisce la fede del “primo amore”
  • 9,38: pensano di avere il “monopolio” di Gesù, non collaborano.
  • 10,13: non hanno pazienza con i bambini
  • 10, 35-37: sono ambiziosi, vogliono il potere
  • 14,10: traditori
  • 14,40: dormono
  • 14,71: negano Gesù
  • 14,50: abbandonano e fuggono.
  • 16,8: le donne fuggono spaventate e non dicono niente a nessuno.

Il testo di oggi non è originale di Marco, si tratta di un’aggiunta posteriore accettata come ispirata dalla Chiesa solo nel Concilio di Trento (1546).
Sembra strano che Marco abbia voluto concludere il Vangelo con delle donne spaventate, in fuga, che non dicono niente a nessuno. Marco vuole evitare di ridurre il cristianesimo a un mito di risurrezione (il Crocifisso ’ risorto) che ridurrebbe la fede solo ad un entusiasmo.
Marco ci dice che il Risorto è il Crocifisso, che porta la comunità alla contemplazione del Figlio dell’uomo, Gesù di Nazaret di Galilea, il Crocifisso.
Allora è comprensibile il timore e il silenzio delle donne, perché sono sconvolte dalla luce della rivelazione di Dio nel povero Crocifisso, che delude perché supera ogni aspettativa umana, e insieme perché percepiscono il peso e la responsabilità della fede che ne deriva come sequela del Crocifisso stesso.
Ora che il mistero di Cristo è pienamente risolto e svelato, la storia di Gesù continua nella vita e nella testimonianza della comunità inviata in missione in tutto il mondo e ad ogni creatura (16,15).
L’annuncio provoca decisione in chi ascolta, suscitando la fede (credere o non credere nel Vangelo ... ci ricordano le prime parole di Gesù in 1,15) e l’entrata nella comunità per mezzo del battesimo.
Tutti coloro che aderiscono a Gesù nella fede saranno accompagnati da dei segnali.

  • Vs. 17: scacciare i demoni in nome di Gesù e parlare lingue nuove, ci dimostra che l’azione dei discepoli è liberatrice e comunicatrice di un mondo nuovo. Di fatto il primo miracolo di Gesù in Marco è la liberazione di un uomo posseduto da uno spirito cattivo, vincendo e eliminando tutto ciò che despersonalizza, opprime e emargina le persone, comunicando il nuovo linguaggio della vita che libera da ogni alienazione.
  • Vs. 18: prendere serpenti nella mano e bere veleni mortali, ci ricordano i confronti e i possibili conflitti suscitati dalla fede. Chi annuncia il progetto di Dio soffre opposizione impreviste e nascoste (serpenti) o evidenti e aperte (tentativo di avvelenare i discepoli). Anche con Gesù fu così! Ma il Padre che non ha permesso che la morte di Gesù fosse l’ultima parola, così agirà con chi sarà fedele alla missione.
  • Vs. 18b: anche l’imposizione delle mani e la cura dei malati, mette i discepoli in stretta comunione con la pratica di Gesù che fece l’opzione per i poveri, gli esclusi e i sofferenti, curandoli e reintegrandoli nel tessuto comunitario e sociale.

Il vs. 19 segna la fine del cammino terreno di Gesù, portato in cielo, alla destra del Padre. Adesso il suo cammino e la sua storia continuano nei passi e nell’azione della comunità. Gesù non è più fisicamente presente tra i suoi, ma continua vivo nel cuore dei suoi discepoli e missionari.
Gesù supera le barriere del tempo e dello spazio: sta alla destra del Padre, allo stesso tempo aiuta i discepoli di ieri e di oggi, provando, per mezzo dei segni che li accompagnano che il loro insegnamento è veritiero (vs.20b).
Il tempo del Regno (1,15) si apre universalmente attraverso quelli che, credendo in Gesù Risorto, diventano suoi rappresentanti, agenti di cambiamento e di vita nuova in mezzo ai tanti conflitti, schiavitù e oppressioni nel mondo.
Essere in missione significa:

  • aprire gli occhi sull’altro
  • essere alla ricerca di Dio presso tutti i popoli.
  • credere nella nostra vocazione di annunciare Cristo per andare là dove la Chiesa non è ancora presente come comunità di vita o non è ancora sufficientemente sviluppata, ricordiamo che quasi cinque miliardi di persone non conoscono il Vangelo…tra vocazione missionaria e giovani c’è sempre una specie di complicità!
  • combattere la mediocrità: una Chiesa che non genera più missionari è una Chiesa vecchia, annoiata e noiosa.

Gesù si fida di quei discepoli presentati con tanti difetti, li manda nel mondo a nome suo, dicendo “adesso continuate voi ...”. Nessuno ha dato mai tanta fiducia quanta ce ne dà Gesù, pur sapendo chi siamo, nessuno ha creduto tanto in noi!
E la fiducia trasforma, da coraggio, ci rende capaci di sognare e osare, fare cose grandi, miracoli!

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