giovaniemissione.it

Gim Verona (maggio 2005): Amando si vive

 

Amando si vive!

 

Gim Verona, maggio 2005

 

cerca nel sito

  torna alla pagina Catechesi

   scrivici

Veglie e preghiere                                Teologia  della missione                         Sfide per crescere

                                                                                                                                     

                       

La morte di Gesù: il più grande segno di vita!

Dalla lettera alla comunità cristiana di Filippi (2, 3-16)

Non fate nulla per spirito di rivalità o per vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso, senza cercare il proprio interesse, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù,

il quale, pur essendo di natura divina,

non considerò un tesoro geloso

la sua uguaglianza con Dio;

ma spogliò se stesso,

assumendo la condizione di servo

e divenendo simile agli uomini;

apparso in forma umana,

umiliò se stesso

facendosi obbediente fino alla morte

e alla morte di croce.

Per questo Dio l'ha esaltato

e gli ha dato il nome

che è al di sopra di ogni altro nome;

perché nel nome di Gesù

ogni ginocchio si pieghi

nei cieli, sulla terra e sotto terra;

e ogni lingua proclami

che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

Quindi, miei cari, obbedendo come sempre, non solo come quando ero presente, ma molto più ora che sono lontano, attendete alla vostra salvezza con timore e tremore. È Dio infatti che suscita in voi il volere e l'operare secondo i suoi benevoli disegni. Fate tutto senza mormorazioni e senza critiche, perché siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita. Allora nel giorno di Cristo, io potrò vantarmi di non aver corso invano né invano faticato.

 

SALMO

 Se tu, Signore,

avessi soltanto parlato o soltanto fatto i miracoli

avrei solo scoperto la tua grandezza

e insieme la mia piccolezza.

Mi saresti apparso un dio inaccessibile,

diverso e lontano da me.

 

Invece ti ho accolto e ti ho amato

perché hai sofferto angoscia e sudore di sangue.

Nella tua sofferenza ti ho visto come uno di noi

nel dolore non sei un superuomo, ma uno come me.

La croce ti ha fatto paura, come fa paura a me .

Il dolore ti ha fatto dire cose che non avresti voluto dire,

come accade anche a me.

 

Sei della mia razza,

fasciato della mia stessa debolezza

ed hai un cuore che si stanca come il mio.

Sei il Dio del cielo e della terra,

Ma hai voluto diventare mio fratello

nel dolore e nello scoraggiamento,

nella paura e nella morte.

Per questo ti sento incollato alla mia pelle

e ti amo come non ho mai amato nessuno.

 

Sei uno come noi,

ma non sei mai separato dal Padre:

per questo hai la forza di rialzarti

e di andare incontro alla morte.

 

Insegna anche a me, Signore,

a non rimanere per terra quando il dolore mi sconquassa.

Insegnami a cercare, nelle ore buie della vita,

la stella luminosa del Padre.

 

Insegnami a pagare il prezzo del dolore

perché possa comprare la vita.

È partecipando al quotidiano travaglio del mondo,

che geme e soffre in attesa del parto,

che posso vivere il mistero della vita

che ogni giorno viene. Amen

 

LA PIETRA AZZURRA

Il gioielliere era seduto alla scrivania e guardava distrattamente la strada attraverso la vetrina del suo elegante negozio. Una bambina si avvicinò al negozio e schiacciò il naso contro la vetrina. I suoi occhi color del cielo si illuminarono quando videro uno degli oggetti esposti. Entrò decisa e puntò il dito verso uno splendido collier di turchesi azzurri. "E per mia sorella. Può farmi un bel pacchetto regalo?".

Il padrone del negozio fissò incredulo la piccola cliente e le chiese: "Quanti soldi hai?". Senza esitare, la bambina, alzandosi in punta di piedi, mise sul banco una scatola di latta, la aprì e la svuotò. Ne vennero fuori qualche biglietto di piccolo taglio, una manciata di monete, alcune conchiglie, qualche figurina. "Bastano?", disse con orgoglio. "Voglio fare un regalo a mia sorella più grande. Da quando non c'è più la nostra mamma, è lei che ci fa da mamma e non ha mai un secondo di tempo per se stessa. Oggi è il suo compleanno e sono certa che con questo regalo la farò molto felice. Questa pietra ha lo stesso colore dei suoi occhi". L'uomo entra nel retro e ne riemerge con una stupenda carta regalo rossa e oro con cui avvolge con cura l'astuccio. "Prendilo" disse alla bambina. "Portalo con attenzione". La bambina partì orgogliosa tenendo il pacchetto in mano come un trofeo.

Un'ora dopo entrò nella gioielleria una bella ragazza con la chioma color miele e due meravigliosi occhi azzurri. Posò con decisione sul banco il pacchetto che con tanta cura il gioielliere aveva confezionato e dichiarò: "Questa collana è stata comprata qui?". "Sì, signorina". "E quanto è costata?". "I prezzi praticati nel mio negozio sono confidenziali: riguardano solo il mio cliente e me". "Ma mia sorella aveva solo pochi spiccioli. Non avrebbe mai potuto pagare un collier come questo". Il gioielliere prese l'astuccio, lo chiuse con il suo prezioso contenuto, rifece con cura il pacchetto regalo e lo consegnò alla ragazza.

"Sua sorella ha pagato. Ha pagato il prezzo più alto che chiunque possa pagare: ha dato tutto quello che aveva".

 

 

Riflessione: “CERCAMI!”

Cercami nei petali di un fiore,

nel bianco dellÂ’aurora,

nel rosso di un tramonto,

nel profumo di salsedine del mare.

Lì troverai il mio amore.

Cercami nellÂ’amore maturo degli sposi,

nellÂ’entusiasmo inconsapevole del giovane,

nel sorriso di un bambino,

nella forza di un uomo,

nellÂ’amore di una mamma,

nel pianto di chi soffre in silenzio,

nellÂ’ammalato da curare per amare.

Cercami in chi non ha più nulla da perdere perché non ha niente.

Cercami in chi, anche oggi,

è morto per fame, per guerra, per ingiustizia.

Non cercarmi nei santuari,

cercami nei penitenziari,

cercami nellÂ’anziano, che con occhi spenti, dice sempre le stesse cose.

Cercami nel buio delle tue notti,

anche quando lÂ’ultima luce si spegne.

Cercami nel mio diverso credo e colore della pelle,

nella mia difficoltà a parlare una nuova lingua.

Raccogli e asciuga le mie lacrime dÂ’amore e nostalgia.

Cercami sulle panchine di un giardino,

dove sto dormendo forse coperto da un giornale.

Cercami nella pasticca da sballo

e nella siringa infetta.

Lì accanto aspetto che tu mi porga

la tua mano.

Cercami sul ciglio della strada,

dove sono finito a botte o per scelta.

Cercami in un cortile dove vado a prendere

L’“ora d’aria” e dietro le sbarre

che si chiudono, in faccia a me

e aiutami a non sbagliare ancora.

Cercami in un cronicario per persone

un poÂ’ strane e difficili

perché io sono lì.

Non giudicare, amami.

Cercami, se riesci,

nelle stanze del potere,

nei laboratori scientifici,

dove si studiano nuove armi,

negli ipermercati,

nelle chiese che traboccano lusso,

nelle case ormai blindate,

nelle scuole, negli uffici, negli ospedali.

Cercami nei grandi latifondi,

nelle aree industriali.

Cercami dove c’è la guerra.

Tu mi chiedi: “Perché devo farlo?”

Ti rispondo: “Con il tuo amore,

io voglio entrare qui

insieme alle mie creature,

i tuoi fratelli e sorelle.

Non ho altro modo per farlo.

Solo con il tuo amore concreto

io vivo ancora oggi.

Cercami e amami come sei capace.

Non voglio altro.

(Maria Bruna Benedetti)

 

TESTIMONIANZE

Vivo a servizio senza un nome, senza la sicurezza di un ordine religioso, senza appartenere a nessuna organizzazione, senza uno stipendio, senza versamento di contributi per quando sarò vecchia. Sono non sposata perché così scelsi nella gioia quando ero giovane. Lasciai l’Italia dopo 6 anni di servizio ai poveri di uno dei bassifondi della mia città natale. Credevo di non poter donarmi completamente nel mio paese… i confini della mia azione mi sembravano così stretti, asfittici. Trentatré anni dopo, grido il vangelo con la mia sola vita e brucio dal desiderio di continuare a gridarlo così fino alla fine.

Questa la mia motivazione di fondo, insieme ad una passione invincibile per l’uomo ferito e diminuito senza averlo meritato, al di là della razza, della cultura, della fede.(…)

È una vita che combatto e mi distruggo, come diceva Gandhi, mio grande maestro assieme a Vinoba, dopo Gesù Cristo. La mia vita ha conosciuto tanti pericoli, ho rischiato la vita tante volte. Sono stata per anni nel mezzo della guerra. Ho sperimentato nella carne dei miei, di quelli che amavo, la cattiveria dell’uomo, la sua crudeltà e la sua iniquità. E ne sono uscita con una convinzione incrollabile: ciò che conta è soltanto amare.

(Annalena Tonelli )


Certo che ogni tanto si può essere tristi e abbattuti per ciò che ci fanno, è umano e comprensibile che sia così. E tuttavia: siamo soprattutto noi stessi a derubarci da soli. Trovo bella la vita e oso dirlo senza falso pudore. I cieli si stendono dentro di me come sopra di me. Credo in Dio e negli uomini e oso dirlo senza falso pudore. La vita è difficile ma non è grave. Dobbiamo cominciare a prendere sul serio il nostro lato serio, il resto allora verrà da sé: e “lavorare a se stessi” non è proprio una forma d’individualismo malaticcio. Una pace futura potrà essere veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso - se ogni uomo si sarà liberato dall’odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo, se avrà superato quest’odio e l’avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in amore se non è chiedere troppo. È l’unica soluzione possibile. E potrei continuare così per pagine e pagine. Quel pezzetto d’eternità che ci portiamo dentro può essere espresso in una parola come in dieci volumi. Sono una persona felice e lodo questa vita, la lodo proprio nell’Anno del Signore 1942, l’ennesimo anno di guerra.

(Hetty Hillesum)

 

 

CONDIVISIONE E SEGNO (cofanetto per gioielli, ognuno scrive qual è il gioiello della sua vita che vuole offrire al Signore)

 

PREGHIERA FINALE

Giunge la sera e la notte

senza più stelle ci spaventa e noi

non crediamo più a noi stessi

rimani con noi Dio della speranza

temiamo di vedere il tuo sepolcro vuoto

trasformato in fosse comuni di troppi innocenti.

Rimani con noi, Dio della Vita,

abbiamo il cuore ormai fissile

e non sappiamo più regalare gesti d’amore.

Rimani con noi, Dio della tenerezza,

rimani con noi e la tua notizia di pace

possa ancora riempirci di stupore

e accendere in noi lÂ’antica audacia profetica.

Rimani con noi, Dio della Storia.

(Suor Elisa Kidané, in “Fotocopia a colori”)

 

 
 

Entra nella sezione TESTIMONI DELLA CARITA', conoscerai come molte persone ed in modi diversi si sono messe a servizio della pace, della giustizia, della fraternità...

 

 

Visita la sezione GIM, un'esperienza che ti porta a conoscere meglio te stesso e a comprendere come vuoi "esserci" in questo mondo.

 

 

 

Visita le pagine della CAROVANA DELLA PACE, incontrerai realtà che "lottano" ogni giorno per una "Vita piena per tutti"

 

 

Visita il sito delle missionarie comboniane: FEMNIS, il volto femminile tenero e tenace della missione.

 

 

 


Condividi questo articolo:

Registrati alla newsletter