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Novembre 2013: Entra in rete con Gesù. (Mt 4, 18-21)

la chiamata dei primi discepoli

La Diocesi di Tumaco da anni cammina con un “progetto pastorale” che vuole organizzare le parrocchie in Comunitá ecclesiali di base (Cebs): siamo Chiesa solo vivendo in comunitá, e la comunitá non é la Messa della domenica, né il Consiglio Pastorale, o la Catechesi, tutti elementi importanti in una parrocchia, ma non fondamentali: il fondamento della fede é il Desiderio, il sogno che si fa impegno, progetto, di vivere in piccole comunitá ecclesiali, dentro i quartieri, tra vicini di casa. La rete fra queste comunitá é la parrocchia. Stiamo camminando verso questo obiettivo, finora abbiamo organizzato 19 “gruppi di famiglie”, che speriamo poco a poco crescano e si sentano comunitá ecclesiali di base. Per noi non é solo un progetto, é pure una necessitá. Sono poche le persone che si avvicinano alla Chiesa parrocchiale con regolaritá, e uno dei motivi é la paura: la Chiesa é situata alla frontiera tra il quartiere Viento Libre, controllato dalla guerriglia (FARC-EP) e il quartiere Buenos Aires, controllato dai paramilitari “Rastrojos”: é una zona di continui scontri, motivo per cui si mantiene davanti alla Chiesa la presenza dell’esercito e della polizia a fare da cuscinetto tra le due zone in conflitto, anche con il compito di vigilare il ponte di accesso alla cittá considerato dalla guerriglia obiettivo militare. Data questa realtá, dobbiamo avvicinarci ai quartieri e alle loro problematiche. Non é facile organizzare comunitá: la familia allargata, il normale vissuto comunitario del popolo afro colombiano, é stato spezzato dai “desplazamientos” (spostamento forzato di famiglie, o per scappare dalla violenza, o per avvicinarsi a strutture mediche, educative, o laborali) e dalla violenza. Si fa fatica a parlare, e quando c’é un minimo di confidenzialitá per aprirsi e sfogarsi, molte volte é il pianto che spezza le parole. Ogni settimana cerchiamo di illuminare la realtá con la parola di Dio, e cerchiamo di decidere insieme piccoli impegni comunitari settimanali. Sono le coordinatrici dei distinti gruppi a decidere le tematiche, nella loro riunione settimanali del sabato pomeriggio. Da qualche giorno peró é in corso una novitá, che ci lascia tutti stupiti, e che riporto qui a metá articolo perché davvero ci é caduta tra le mani come fulmine a ciel sereno.

 

Una settimana fa i paramilitari del quartiere Buenos Aires se ne sono andati, provisoriamente, per sfuggire dall’attacco, su due fronti, della polizia e di un altro gruppo criminale rivale. Le famiglie si sono riunite ed hanno deciso di non permettere piú che ritornino. Da dieci giorni stanno resistendo: il quartiere si é vestito di bandiere bianche, le pareti si sono riempite di scritte di pace, hanno deciso di distruggere le case dove prima risiedevano i paramilitari come segno chiaro di rifiuto, ad alcune case vuote hanno tolto il tetto, perché a nessun malintenzionato venga in mente di abitarvi. Mi hanno chiesto di celebrare questa domenica, 29 de settembre, una messa di “impegno di pace”, dove tutte le famiglie prometteranno di rimanere unite nella resistenza e neutrali a tutti i gruppi armati presenti in cittá. Sembra un sogno: l’altro giorno abbiamo fatto anche delle riprese televisive …. Fino a qualche giorno fa questo significava prendersi una pallottola in testa …. A una delle dirigenti della comunitá, ho chiesto se non avesse paura che i paramilitari ritornassero: dopotutto sono passati pochissimi giorni dal loro allontanamento. E se tornano, tornano armati e agguerriti. Mi ha sorpreso la risposta: “Anche noi siamo armati, la nostra arma é la fede in Gesú di Nazareth”. Siamo davanti a un momento davvero importante: se la comunitá rimane unita, possiamo cominciare un’epoca nuova per la nostra comunitá. Nel Vangelo Gesú dice: “Venite con me, vi faró pescatori di uomini” (Mt 4,19). Nel quartiere di Buenos Aires la maggioranza sono pescatori: in questi anni molti hanno lasciato il loro lavoro a causa dei continui assalti in mare; rimanere a terra non era sicuramente piú sicuro, data la estrema violenza del quartiere. Se hanno lasciato le reti, non devono perdere questa opportunitá di rimanere in rete tra di loro. Solo in rete si resiste! Chi vuole la pace? Tutti la vogliamo! Chi ha mandato via i paramilitari? Tutto il popolo! Chi ha messo le bandiere bianche della pace fuori dalle case? Tutte le famiglie! Costruiamo rete, e la pace sará un camino possibile, e nessuno sará bersaglio esposto a possibili rappresaglie.

 

P.Daniele Zarantonello.

di: Padre Daniele Zarantonello - edit fmarchese

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