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OTTOBRE 2009 - Il fiume e il deserto

P. Domenico Guarino

Il fiume e il deserto: Impegno e fedeltà.



Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: «Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto».

Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo». Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse: «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordine per te, perché essi ti custodiscano; e anche: essi ti sosterranno con le mani, perché il tuo piede non inciampi in una pietra». Gesù gli rispose: «È stato detto: Non tenterai il Signore Dio tuo». Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato. (Lc 3,21-22; 4,1-13)


Luca e il suo vangelo

Luca ha scritto due libri: il Vangelo e gi Atti degli Apostoli. L'obiettivo della sua opera è dimostrare che la parola di Dio annunciata da Gesù, continua a farsi vita nella predicazione missionaria degli apostoli e delle prime comunità cristiane che sono nate dopo la morte e risurrezione del Maestro.

Nel suo primo libro presenta a Gesù come un camminante. "E' un camminante nella storia dall'infanzia, nella sua attività in Galilea, nel suo lungo viaggio a Gerusalemme, incluso come risuscitato (24,13ss)"1.

Sin dall'inizio della sua opera (Lc 1, 1-4), ci avverte che la sua vuole essere una testimonianza vagliata e ordinata. Nemmeno vuole rinunciare a che il suo vangelo sia essenzialmente una buona notizia per i poveri e gli esclusi. "Al tempo di Gesù, il 90% della popolazione viveva al di sotto della soglia della povertà. La classe dirigente comprendeva soltanto l’uno o il due per cento, ma controllava la massima parte della ricchezza prodotta dalla base contadina attraver­so tributi, tasse e balzelli. Gli stessi abitanti venivano sempre più alienati dalla loro terra e dalle tradizioni per l’effeto di una combinazione di dominio romano, sfruttamento erodiano e controllo da parte del tempio".2  In un contesto così difficile, Gesù diventa la "buona notizia" che si fa storia. Per Luca infatti il "vangelo" è più un'azione che un contenuto. E' lui lo "storico" di una salvezza nella quale ci vuole coinvolgere.

Il testo

Vogliamo evidenziare alcuni aspetti del testo per meglio capire la teologia tipicamente lucana:

"... Quando tutto il popolo fu battezzato": con l'arrivo di Gesù, il tempo delle promesse, rappresentato da Giovanni, si è compiuto (tutto il popolo era stato già battezzato). Per di più, nei vv. 3,19-20, notiamo come Giovanni è già stato incarcerato da Erode, prima del battesimo, e solo dopo discende lo Spirito Santo (3,22) su Gesù che rappresenta l'inizio della salvezza. E' "l'oggi" che si concretizza nella storia (4,21; 19,9). Luca non descrive il battesimo di Gesù, non è questo il suo obiettivo se non quello di dimostrare la sua appartenenza al popolo.

"... stava in preghiera". Luca ama sottolineare questo aspetto mostrando Gesù in preghiera soprattutto nei momenti più importanti della sua vita (3,21; 5,16; 6,12; 9,18.28; 11,1; 18,1). La preghiera è la forza che Gesù attinge da Dio, un esempio per i discepoli e le discepole.

"scese su di lui lo Spirito Santo". Il percorso storico di Gesù (3,22; 4,1.14.18; 4,18) e poi della Chiesa (At 2), sarà marcato dalla presenza dello Spirito. E' da notare che nel testo delle tentazioni, Gesù si muove nello Spirito. E' "pieno di Spirito Santo" come altri personaggi della sua opera (Maria, Elisabetta, la comunità dei discepoli e delle discepole). "In Gesù di Nazaret lo Spirito si lascia vedere, ascoltare, toccare all’interno della storia umana".3

"si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto". Il deserto ricorda il tempo, quarant'anni, di prove e di tentazioni del popolo ebraico. Anche il Giordano era pieno di ricordi: fu il passaggio per entrare nella terra promessa. Dietro, gli Ebrei, si lasciavano una storia di sofferenza e di morte, per entrare nella vita. Il rito di Giovanni ricordava proprio questo: il passaggio dalla morte alla vita. Il Gesù che viene condotto nel deserto è vincitore, si fa obbediente non al concetto di Messia: "Se Tu sei Figlio di Dio" come gli suggerisce il diavolo, ma alla sofferenza del suo popolo che attende da secoli la liberazione.

"ma quando furono terminati ebbe fame". Luca sottolinea la condizione umana di Gesù. Non è un super uomo che entra nel deserto, ma una persona capace di saper riconoscere la propria fragilità e sapendo che la sua vita, dipende da altro o dagli altri. "Il suo essere proclamato 'Figlio prediletto' non lo separa dalla condizione umana, bensì egli resta solidale con l’umanità, accettando su di sé anche la prova che caratteriz­za inevitabilmente l’esistenza umana"4.

La vita

Nel battesimo Gesù vive un'immersione profonda nella storia e nella vita del suo popolo. Scegliendo i poveri fa una scelta di parte e solo così possiamo capire che la sua fedeltà a questa "scelta primaria", nasce dallo scontro (tentazioni) con le logiche vincenti e seduttrici, con le ideologie e le pratiche di potere. Scontro che durerà tutta la sua vita e che lo porterà alla morte sulla croce.

Così come la comunità di Luca rilegge la vita di Gesù nel suo contesto vitale, anche noi vogliamo scoprire "l'oggi" della salvezza nella realtà in cui viviamo.

Alcune riflessioni.

  1. Anche noi siamo tentati. Siamo esposti e tentati a costruire una vita senza l'altro, a seguire i canoni del successo e del denaro facile. I modelli che abbiamo dinanzi vanno in questa direzione. Noi con "ostinata speranza vogliamo camminare con Gesù di Nazaret". Interroghiamoci allora, come cristiani e come chiesa, fino a che punto queste tentazioni non sono già una realtà nella nostra vita e nelle strutture che usiamo e nelle quali ci muoviamo?

  2. Il bisogno di fare delle scelte partendo dagli ultimi e da coloro che soffrono. L'immersione di Gesù nel Giordano è il segno più tangibile della condivisione della sua vita con quella dei poveri d'Israele, gli "anawim". I poveri ci tolgono le bende dagli occhi e ci aiutano vedere la realtà non dall'ottica del profitto o del successo, ma della Vita. La sofferenza di tanti nostri fratelli e sorelle riesce a mettere in discussione le nostre scelte e i nostri progetti personali e comunitari?

  3. L'acqua e lo Spirito ci ricordano il battesimo che abbiamo ricevuto. Forse è arrivato il tempo di "ri-battezzarci" per "ri-scoprire" la "figliolanza" divina che, secondo Paolo, deve portarci a vivere la fraternità e l'uguaglianza (Gal 3,28). Battesimo e comunità allora sono due esperienze relazionate, la prima in funzione della seconda. Siamo battezzati per formare comunità di fratelli, comunità di resistenza alternative al sistema nel quale siamo immersi. Vogliamo essere:

    • Comunità dove i poveri hanno un posto speciale, sono loro i destinatari privilegiati della Buona Notizia.

    • Comunità solidarie, capaci di aprirsi e rispondere ai bisogni e alle necessità degli altri

    • Comunità accoglienti, capaci di accogliere nel cuore e nel corpo quel Gesù di Nazaret che oggi si fa presente, in un modo speciale, nei fratelli e sorelle immigrati.

    • Comunità profetica, che annuncia i segni del Regno e denuncia quelle situazioni che impediscono la vita piena (Gv. 10,10)

    • Comunità fraterne, dove ci si sostiene a vicenda come fratelli, dove tutti hanno la stessa dignità e si supera ogni tipo di disuguaglianza
  1. I "mezzi" e la logica del Regno. Gesù nel deserto non solo rinuncia al potere e al successo, ma anche ai "mezzi" che il sistema usa per rafforzare queste logiche. Ancora una volta, le parole di Brueggemann risuonano con forza e continuano a scuotere le nostre coscienze: "Oggi, la Chiesa americana (possiamo dire anche occidentale) è talmente inculturata nell'ethos consumistico americano che ha ben poca capacità di credere o di agire. Questa inculturazione esiste in qualche misura in tutta la vita della Chiesa, sia negli ambienti progressisti che in quelli conservatori. Probabilmente questa situazione non è nuova, ma oggi sembra particolarmente urgente e pressante. Questa inculturazione non riguarda solo la chiesa in quanto istituzione, bensì ciascuno di noi. La nostra coscienza ha ceduto a false percezioni della realtà e a linguaggi e discorsi idolatrici. La causa intrinseca di questa inculturazione è la nostra perdita di identità in seguito all'abbandono della tradizione della fede"5.

Non ci resta che metterci in cammino, immergerci nel fiume di questa storia e vivere con impegno e fedeltà il nostro essere cristiani.


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1 Commento al vangelo di Luca, Alois Stoger

2 Gesù profeta e Maestro, Herzog
3
Pedron Lino, Vangelo di Gesù secondo Luca

4
A tu per tu con la Parola, Parrocchia San Nicola di Bari

5
 Walter Brueggemann, Immaginazione progetica, pag 25, edizioni EMI

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