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ECONOMIA DIVINA, ECONOMIA DI PACE

Apocalisse 6,1-17


ECONOMIA DIVINA, ECONOMIA DI PACE
“Smascherare i meccanismi del profitto”

Leggi, Rifletti e Prega: Apocalisse 6,1-17

Caminando juntos …

La convivenza di quest’anno ha per tema “dall’individualismo alla comunità”: siamo inseriti in un contesto che ci vuole obbligare all’isolamento, all’inerzia di fronte alla realtà e alla diffidenza rispetto all’ALTRO. Non a queste logiche non ci stiamo, ci vogliamo giocare la vita per altro, per il progetto di Dio. Il progetto di Dio non si costruisce al margine della nostra storia, ma DENTRO di essa. Non vale isolarsi, o crearsi varie vite parallele: la vita di tutti i giorni, quella del cammino spirituale, quella delle esperienze significative, quella … Siamo qui per fare UNITA’ nella nostra vita, la nostra unica vita, e per viverla in COM-UNIONE con altre persone che vogliono tentare fraternità.
Quali sono i percorsi da seguire, le scelte da fare e le sfide da assumere per riaffermare l’impegno urgente di creare comunità di pace e schierarci insieme a favore della vita?
Anche il Natale appena celebrato ci ha ricordato che il Dio di Gesù, il Dio fatto uomo, il Dio nato povero, è un Dio che  viene a portare pace: pace per tutti i popoli !!!

Una Parola da capire  … e da VIVERE!

Oggi ci fermiamo sul capitolo 6 del libro dell’Apocalisse. Siamo nel cuore della seconda parte di questo libro, dove la comunità ecclesiale è chiamata a leggere e  interpretare la dimensione più profonda della  storia che vive.
È Cristo che inizia a sciogliere i sette sigilli del libro della storia, perché la comunità  possa capire il significato vero dei fatti che stanno succedendo. All’aprire i sigilli appaiono cavalli di colori diversi che rappresentano i poteri che continuano a distruggere la vita dei popoli:

1. l’imperialismo (cavallo bianco),
2. la guerra (cavallo rosso),
3. l’ingiustizia sociale (cavallo nero)
4. la morte come conseguenza (cavallo verdastro)

La comunità che si guarda intorno e pensa ai fatti che sta vivendo, nota con sgomento una serie di fattori negativi.
Nella storia della comunità si trova la violenza: gli uomini tendono ad odiarsi e  uccidersi e nei loro rapporti, non rispettano le leggi che si sono date: si calpestano a vicenda.
Accanto alla violenza imperversa l’ingiustizia. È un dramma costante che anche ai nostri giorni perdura. Il cavaliere della fame corre anche oggi nelle baraccopoli dell’Africa e dell’Asia, nelle “favelas” dell’America Latina, nei campi profughi della Palestina….
Insomma guerra, violenza, fame e morte anche oggi corrono come cavalieri per le strade del mondo, seminando il loro carico di sofferenza e di angoscia.

Di fronte a questo ci viene spontaneo chiederci: ma perché questa violenza, questa ingiustizia, questa malattia, questa morte? Di fronte a questi mali, anche se  drammatici, la comunità cristiana non ha il diritto di disperare, perché  al di sopra di essi e della loro apparente onnipotenza, c’è l’onnipotenza vera di Dio che li segue. Perché esiste, immessa proprio nella nostra storia, una forza positiva, in grado di vincerli   e di eliminarli.

È la forza  messianica di Cristo, il Signore  della storia. È  lui che la conduce, anche se i potenti della terra decidono le sorti  dei popoli come se Dio  non esistesse, senza rendersi conto che il loro potere è limitato. Lui è presente e attivo nella vicenda umana, la segue dal di dentro e la trasforma.
Giovanni ci aiuta a scoprire un Dio che ama l’umanità e il creato e questa scoperta gli permette di intuire chiaramente la forza con cui l’impero seduce i cristiani ad abbandonarsi fra le sue braccia.  Vuol ricordare ai suoi ascoltatori che le vie di Dio sono più potenti e più gioiose di quelle dell’impero.
L’Apocalisse  non vuole  tollerare alcun compromesso con il male e neppure noi dovremmo tolleralo e ci chiama ad essere quello che Dio ha sempre voluto che fossimo. La  nostra sequela si basa sulla fede, sulla certezza, che  Dio è più forte di Cesare e dei “cesari” dei nostri giorni.

Chiediti, a questo punto del cammino,
quanto Dio e la sua Parola
hanno provocato qualcosa di nuovo nella tua vita?


Smascherare l’impero del denaro

La denuncia fatta da Giovanni nel libro dell’Apocalisse continua ad essere attuale. Anche oggi l’imperialismo è vigente ed è fin troppo evidente. In nome di questo imperialismo c’è chi dice che i nostri soldati  combatteranno un “conflitto simbolico”, e la guerra la definiscono “giusta”, “umanitaria” o “preventiva”. E non dobbiamo dimenticare che ci sono le guerre dei ricchi e quelle dei poveri, quelle delle risorse e quelle commerciali, quelle del petrolio e quelle dei diamanti.
Anche oggi c’è chi continua a promuovere un’economia di profitto, calpestando la dignità e la vita di popoli interi. C’è chi ha fatto dell’economia il suo “dio” e  allora non è più la persona che conta con la sua  dignità e i suoi bisogni reali. Conta chi produce e spende, escludendo e incrementando così il numero degli impoveriti. Impoveriti dal sistema, dal debito estero, dalle borse, dai mercati, dalle speculazioni finanziare, da una globalizzazione che incrementa i capitali dei ricchi e impoverisce, ancora una volta, i più poveri.
Ormai chi controlla il mondo è chi ha in mano il controllo della finanza, del commercio e dell’informazione. Questo lo dimostra l’operare di organismi internazionali (G8, WTO, FMI, BM) che spesso sono a favore dei paesi più forti e della sovranità del mercato mondiale, sovrastando i diritti umani, favorendo le leggi del mercato e il profitto dei potenti.

È un momento grave per l’umanità stretta dentro un sistema economico – finanziario – militare che permette al 20% di consumare l’83% delle risorse mondiali.
Secondo un’analisi della Banca Mondiale ci sono al mondo 1 miliardo e 250 milioni di persone senza futuro, né possibilità di lavoro, privi di assistenza sanitaria, impediti a frequentare la scuola. Inoltre, stritolati da questo sistema economico, che inneggia al libero mercato, 40 milioni di persone muoiono ogni anno per fame.
Quest’anno gli USA spenderanno $ 500 miliardi in armi($ 250 miliardi l’Europa), $ 60 miliardi per rinnovare le armi atomiche, $ 70 miliardi per lo scudo spaziale. La guerra all’Iraq(gli USA hanno già stanziato $ 100 miliardi) è solo la punta dell’iceberg.
Troppi dati e numeri ci rivelano che le scelte politiche e gli interessi economici delle superpotenze e delle multinazionali non sono al servizio della persona, dello sviluppo dei popoli e del bene comune. Se ci sono 4 miliardi di persone costrette a vivere con 1 o 2  euro al giorno vuol dire che qualcosa non funziona!!! 
E allora chiediamoci: Ma in che mondo viviamo? Viviamo in un mondo di un’opulenza senza precedenti, che uno o due secoli fa sarebbe stato difficile persino immaginare.
Ci sono stati cambiamenti importanti, ma le privazioni, la miseria e l’oppressione sono grandi. Esistono problemi vecchi e nuovi: povertà persistente, bisogni primari insoddisfatti, carestie, fame di massa, violazione di diritti politici elementari e di libertà fondamentali, disprezzo diffusissimo per gli interessi e il ruolo attivo delle donne, migrazioni di massa, minacce sempre più gravi all’ambiente e alla sostenibilità economica  e sociale del nostro modo di vivere.

Ti senti un “capitalista”, perché si e perché no?

 

È “l’impero del denaro” quello che oggi domina nel nostro mondo, perché il motore che spinge l’intero meccanismo è il denaro, dunque la finanza.
Esso ha 3 capisaldi:

• il più importante è il primato dell’economia. Dobbiamo dirlo con chiarezza: nella nostra società, il primato aspetta al settore economico; a decidere tutto sono gli attori delle forze economiche. I politici sono i burattini di turno. In realtà, gli uomini che prendono decisioni chiave nel nostro paese sono pochissimi, ed appartengono al mondo della finanza, non della politica.
• Altro aspetto fondante, per l’impero del denaro, è quello militare: le armi più che a difendere Patrie minacciate  o confini, sono sempre state utilizzate per salvaguardare interessi, privilegi, e lo sfruttamento dei deboli.
• Infine, e qui viene l’ultimo caposaldo, dobbiamo accettare il fatto che tale sistema non si reggerebbe senza il sostegno di una ideologia imperante divulgata, quasi imposta, dalla stampa, dalla TV, e dagli altri media. I mezzi di comunicazione, in Italia come altrove, sono controllati ossessivamente dalle forze economiche.

È  “un impero” che conduce alla morte!!! Se continuiamo a vivere e a consumare così, fra 50 anni sarà troppo tardi per cambiare, non ci sarà più tempo. Di questo passo… non c’è futuro!!!

Nella tua famiglia, nella tua parrocchia o nel tuo gruppo quanto  parli di pace e che cammini proponi?


L’impegno di tutti

È proprio conoscendo meglio Cristo che saremo capaci di fare una valutazione più oggettiva di questa realtà.
Di fronte all’ingiustizia e alla prepotenza nei rapporti umani, Gesù colpisce il male alla radice: ci esorta a vincere il nostro egoismo, ad amare gli altri con la stessa comprensione che abbiamo spontanea-mente verso noi stessi; ci invita a prevenirci nel bene, facendo prima agli altri quello che vorremmo fatto a noi(Mt 7,12); ci invita a non lasciarci vincere dal male, ma a vincere il male con il bene(cf Rm 12,21); ci invita a superare la violenza fratricida, dalla presa di coscienza che ogni essere umano è ugualmente figlio del Padre(cf Mt 5,43-48).C’è bisogno di promuovere un’economia che non si basa sulla competizione, ma sulla cooperazione, sulle  necessità di tutti i cittadini e sul rispetto dell’ambiente.
Non dimentichiamoci che il cambiamento comincia dalle nostre scelte singole, personali, e dal lavoro che sapremo fare perché diventino scelte di tutti.
L’impegno, se si vuol cambiare, deve essere di tutti. Ma quasi sempre siamo pessimisti e ci chiediamo: quali soluzioni sono possibili? Il peccato più grave della nostra società è lasciarsi andare ad un  senso di impotenza che contagia tutti. Smettiamola di dire che non possiamo far nulla per cambiare le cose. Ora tocca a noi…. La pace è nelle nostre mani! Siamo chiamati ad assumere le nostre responsabilità nei confronti della storia.
O riusciremo a globalizzare la vita o diventeremo collaboratori della globalizzazione della morte.

1. Prima di tutto ricordiamo che il potere è dell’economia; che non sono i politici a decidere: è l’economia che decide.
2. In secondo luogo, se vogliamo riuscire a leggere la realtà in modo critico, è necessario fare prima silenzio. Bisogna trovare il tempo per fermarci e riflettere e pregare, da soli o con altri, meglio ancora. Prendiamo in mano la Bibbia e confrontiamola con questa realtà.

Noi abbiamo il potere di decidere. Ce la possiamo fare perché c’è in ballo l’umanità, è in ballo la vita. Il nostro motto deve essere: resistere! Man mano che la persona si converte, sente e deve sentire l’urgenza di trasformare la struttura e la cultura dominante.
Unendo le nostre forze si può fare qualcosa di più e le nostre scelte personali, possono essere più incisive.
Le cose che si stanno facendo forse agli occhi dei potenti possono essere insignificanti, ma noi sappiamo, perché ci crediamo, che sono nodi che si van tessendo e creano una grande rete e che già stanno creando sensibilità nuova, scelte coraggiose, anche nelle nostre piccole comunità, nei nostri gruppi, nelle nostre famiglie.
Parlo del Boicottaggio, bilanci di giustizia, banca etica, stili di vita, gas, commercio equo e solidale, sobrietà… consumare in modo più attento e critico… informazione alternativa.
Sono scelte che diventano denuncia al sistema economico imperante; che  ci aiutano a credere che un nuovo mondo è possibile; che creare primavera di pace non è un’utopia; che smascherare i meccanismi del profitto si può e che un’economia di solidarietà nasce dal basso.

Allora… siempre adelante!!! Y… juntos seguimos resistiendo!!!


Quali sono le scelte concrete che faccio fatica a fare, per essere più incisivo e contribuire a trasformare il sistema vigente in un’economia di pace?

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