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Mc 10.1-16: Gesù nel segno della fedeltà nell'amore

Gim Roma, maggio 2009

 

Gesù nel segno della fedeltà nell’amore (Marco 10,1-16)

       Testi per approfondire: Dt, 24,1-4; Mt 19,9; 1Cor7,10-16; Ger 3,8; 1Gv 1;1-2;1-10; Gen 5,2

Il cammino oltre il Giordano
La lettura ci da una fotografia della famiglia di Dio e la natura inclusiva di Dio e nello stesso tempo ci da una fotografia della religione secondo due modelli. Nella storia del testo Marco ci mostra Gesù dando una nuova dignità alle donne e ai bambini. Il suo cammino oltre il Giordano vuol dire andare aldilà delle frontiere nella pratica della religione e della barriere culturali del suo tempo.
Il brano si trova tra la seconda e la terza predizione della sua passione nella sua marcia verso Gerusalemme. Forse è lì per onorare il suo precursore (Giovanni il Battista). Comunque Gesù è lì per stare con le classi dimenticate d’Israele. Così ci mostra le priorità della sua Missione, dando dignità a coloro che erano intrappolati dalle tradizioni patriarcali. Gesù dà alle donne uno stato paritario uguale a quello dei maschi e ai bambini uno status prioritario nella sua azione. Gesù sfida il legalismo di una certa cultura e presenta la compassione come il più alto attributo di fedeltà al Regno di Dio.
Dov’è il nostro cammino oltre il giordano nelle nostre comunità, società…? Chi sono coloro che chiedono l’acceso all’umana dignità, chi non ha voce alla tavola del nostro tempo? Qui troviamo Gesù dando a tutti il diritto alla dignità, prendendoli tra le braccia, in un abbraccio di compassione e di tenerezza.

Secondo il suo solito
La parola solito nell’originale vuol dire l’abitudine di fare, ma nello stesso tempo è la radice della parola di Etica, che significa operare con integrità di carattere. L’ethos di Gesù è di essere tra la gente, sempre guarendo, insegnando, condividendo con loro, questo era il suo solito amare senza misura. Gesù ha una missione e lo scopo di tale missione è la salvezza uguale per tutti (da dove cominciare la sua missione…dai più abbandonati…)

Per metterlo alla prova cominciarono a domandare
Perché uno fa domande? Ci sono diversi motivi per cui una persona domanda forse per imparare qualcosa di nuovo, oppure per aumentare i già esistenti pregiudizi. Oltre il Giordano (non è più terra santa) è un luogo propizio dove Gesù ci porta per venir fuori in verità per capire meglio cosa uno vuole fare senza le sicurezze delle tradizioni e delle leggi, per essere vero a se stesso e verso Dio. I farisei volevano trovare motivi per accusare e arrestare Gesù, ma Gesù è sempre in cammino, non si ferma, non ha tempo da perdere.
Mettere alla prova Gesù vuol dire anche tentarlo come satana si adoperò nel deserto per farlo cadere.  Chi mette alla prova sono proprio le autorità religiose e coloro che sono seguaci di Gesù devono aspettarsi questo tipo di prove. Anche gli stessi discepoli agirono in modo simile verso colui che scacciava i demoni nel nome di Gesù e glielo vietarono (Mc 9,38-40). Qui troviamo una chiave di minaccia per i farisei e discepoli, loro odiano coloro che fanno quello che loro stessi da soli devono fare (mentalità che esclude). Comunque, dobbiamo riconoscere che se facciamo ciò che Dio ci dice di fare troveremo dei nemici, saremo tentati e messi alla prova.

          Il titolo di Satana rivela tre diversi aspetti:

  •    Satana: che equivale a diavolo e viene tradotto come l’accusatore.
  •      Demone: viene dalla parola che significa “manipolare il destino”. Satana ha questa ossessione di manipolare il destino delle persone da fatto che non può governare su Dio. Allora il male si può descrivere come l’usare e manipolare gli altri per il proprio bisogno di piacere, accettazione, o potere; che sono le tre tentazioni di Gesù.
  •  Tentatore: che vuol dire denigrare (screditare) il lavoro di Dio quando viene a toccare la loro temporale autorità.
    Questi esempi ci mostrano le differenze tra l’ethos di Gesù e l’ethos di Satana. Gesù era disponibile, accessibile e aperto. Satana utilizza la manipolazione come la forma primaria di modus operandi.

    Capiremo se ci avviciniamo a Gesù se ci moviamo dai desideri nascosti verso l’integrazione, la trasparenza e la consistenza.

Cosa vi ha comandato Mosè?
I farisei camminano su due strade che portano una all’autogiustificazione e l’altra alla manipolazione. Ciò che diventa evidente nel brano sono due visioni di vivere la religione una dentro un contesto di litigi e l’altra quella di Gesù che vive la religione in un contesto di comunione e non favorire pochi. I farisei sanno che Gesù è dalla parte della legge mosaica (secondo le loro tradizioni); ma nello stesso tempo vogliono cambiare la loro posizione e accusarlo di essere troppo misericordioso (compassionevole) con il peccato. Se Gesù nega la loro interpretazione apre una voragine nell’etica situazionale (dove cultura, politica, o influenzare negativamente i principi morali) (Dt 24,1-4).
Si può notare che la prospettiva del brano fino a questo punto è maschile. La donna non ha scelta in materia; le donne erano dei beni. La legge di Mosè proteggeva le donne fino a un certo grado domandando almeno due testimoni e l’ordine di divorzio (documento legale). L’unico diritto che avevano in questa situazione era la dote, che doveva essere gestita da qualcun altro, cioè un fratello o uno scriba, perché le donne non potevano gestire proprietà o soldi. Ci troviamo non più con una questione di giustizia sociale ma d’interpretazione legale.
Il matrimonio era combinato dalla famiglia, in modo particolare, dal padre. Il legalismo dovrebbe essere l’ultimo denominatore comune per valutare il trattamento umano (schiavitù, nazismo, ecc. ).
Il legalismo dei farisei è il punto di partenza di ogni accusa alla compassione di Gesù verso i più deboli, più poveri, più abbandonati…I farisei usano il legalismo per condannare gli altri e scusarsi loro.
Non domandano a Gesù come una persona può vivere l’adesione al contratto matrimoniale. A Gesù chiedono di giustificare o razionalizzare la natura peccatrice dell’uomo. Gli hanno domandato di dare un’interpretazione legalista allora fino a che punto una persona può arrivare a peccare senza perdere la salvezza. Possiamo vedere che Gesù non risponde secondo la base concettuale messa in atto dai farisei. Questa non è un lezione di fondamentalismo. Gesù risponde a un livello più alto. Peccato è peccato; e non è mai giustificabile, ma viene salvata la persona.  
Comunque Gesù nonostante è tormentato dai farisei, lui è in mezzo ad atti di compassione. Gesù non è venuto per condannare i peccatori, è venuto per restaurare i figli di Dio entro una relazione più profonda con lui e non con la legge.

La durezza di Cuore
Gesù condanna ai farisei di sclerocardia, cioè la durezza di cuore. Non è una condizione fisica ma spirituale. I farisei hanno perso la capacità di vedere oltre le loro lenti della legalità a scapito delle vita di donne e bambini e la stabilità della famiglia.
Quanto spesso abbiamo visto simili ingiustizie inflitti sulle persone a nome della legalismo?

  •  Un sistema in favore di ricchi che esclude i poveri
  •  Le politiche economiche che sfruttano le risorse delle generazioni future
  •  Le leggi dell’immigrazione che sfruttano il lavoro a buon mercato di persone mentre chiudono le porte ai diritti umani di base.  

L’atteggiamento farisaico del legalismo non è cambiato in duemila anni. Questo è un esempio di ciò che succede quando poche persone hanno la capacità politica, finanziaria e legale per manipolare una gran parte dell’umanità. Questo è sclerocardia, ma forse possiamo chiamare sclerosistema la durezza del sistema contro i diritti umani.

           

Dall’inizio della creazione
I farisei fanno riferimento a Mose ma Gesù li spiazza facendo riferimento al disegno di Dio sul matrimonio. Ci troviamo qui su due livelli diversi uno che va a prendere in considerazione un dettaglio del piano di Dio mettendolo come lo scopo finale della loro missione e azione. Ci sono due domande che emergono com’è il disegno di Dio e la sua modalità? e come l’alleanza matrimoniale dovrebbe operare? Gesù risponde citando Genesi 2,24. Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne.
Mentre i farisei vedevano il matrimonio come una questione legale, Gesù lo vede come una questione spirituale. I due diventano uno. Questo non è un accordo legale oppure una combinazione consensuale soltanto, è un trapiantare il proprio cuore dentro il corpo di un'altra persona. L’io narcisista non esiste più. I farisei voglio razionalizzare sulla questione, è una questione che non tocca loro personalmente neppure emotivamente, comunque non possono cambiare il disegno di Dio. Gesù continua dicendo che se ci è stato concesso è per la durezza di cuore, cioè per la fragilità umana. Gesù vuole dire ai farisei di fermare la loro razionalizzazione sulla legge e si mettano ad aiutare le persone a crescere a diventare responsabili, più mature e di non limitarsi alla lettera della legge. In altre parole Gesù sta dicendo loro di “cambiare mestiere”. Gesù sta dicendo che non soltanto le loro premesse sono sbagliate, ma anche il centro della loro vita è in errore.

Commettere adulterio contro di lei
Gesù piuttosto che guardare fuori oltre il loro impegno, libertà e responsabilità, vuole che affrontino in fondo la questione. Anche i discepoli sono rimasti colpiti dalla risposta di Gesù.
Mt 19, 10 Gli dissero i discepoli: «Se questa è la condizione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi».11 Egli rispose loro: «Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Il matrimonio è una unione santa e permanente. Questo è il disegno di Dio. Non tutti possono capirlo di questo Gesù è consapevole.
I farisei stavano cercando di trovare il modo per far finire il matrimonio legalmente, invece di aiutare perché continuasse e per prevenire le eventuali difficoltà e sfide. Come il nostro sistema legale ed economico considerano il matrimonio?

Se lei divorzia il suo marito
Il punto di vista di Gesù è fondamentale perché presenta la donna dal non contare niente a essere uguale al maschio. Gesù presenta come l’uomo può abusare della donna seguendo la legge e ci dice che tutti siamo uguali agli occhi di Dio. I farisei stavano cercando le motivazioni per un giusto divorzio invece Gesù passa alla questione di come stabilire l’uguaglianza tra le persone. 

Loro portarono da Gesù dei bambini
I farisei hanno cercato di umiliare Gesù davanti alla folla e causare imbarazzo. I farisei stanno argomentando il fatto del divorzio e Gesù sta benedicendo i bambini, le vittime più vulnerabili della rottura della famiglia. Si vede come l’atteggiamento dei farisei è ridicolo.
Sappiamo che i farisei erano i dottori della legge, gli interpreti della legalità nel popolo e Gesù se ne frega delle loro questione e non li guarda neanche, è impegnato con i bambini.
Gesù ignora i farisei e si mette a benedire i bambini, come possiamo capire quest’azione?
I discepoli non riescono a capire che cosa è prioritario in questo momento, non colgono la priorità della missione di Gesù e del Regno di Dio. Benedicendo la santità della famiglia amando questi piccoli bambini era l’obiettivo di Gesù. Prendendo i bambini e abbracciandoli, che bel segno di tenerezza, di attenzione e compassione. Secondo te qual è la priorità dell’azione dei farisei e quella di Gesù?

Lasciate che i bambini vengano a me
Lasciate che i bambini vengano a me. Non impedire a nessuno di avvicinarsi a Dio e forse la legge questo provoca molte volte che invece di unire e creare comunione, ci divide e ci separa dagli altri.
Gesù paga il riscatto per questi piccoli.

Il regno di Dio appartiene a loro
Vuol dire che il Regno di Dio è proprietà delle persone vulnerabili, povere e abbandonate, cioè Dio lo ha donato a loro. 
Matteo ci presenta 4 strade per il paradiso:
Coloro che riscattano i più piccoli (Mt 10,6).
Coloro che ospitano, provvedendo dal punto di vita materiale, emozionale e  spirituale (Mt 10,41)
Coloro che si prendono cura dei piccoli (Mt 10,42)
Coloro che diventano piccoli come bambini (Mt 18, 3)
Non possiamo affrontare la questione del Regno di Dio senza prendere in considerazione coloro che sono i più dimenticati e più emarginati.

Cominciò a benedirle
Gesù è più impegnato a dare un futuro a questi bambini che a onorare i vecchi e le loro grandezze.
È un tocco che segna questi bambini e li predestina verso una prospettiva di futuro, consegna loro il testimone.
Ai farisei piace argomentare su punti morti della legge oppure i discepoli trattando di accontentare la classe influente,invece Gesù dichiara il destino dei bambini.

 

 

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