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R…ESISTENZA E DIALOGO è stato il tema di quest'anno.
R …ESISTENZA del popolo d'Israele che, attraverso la tormentata ricerca nelle notti del mondo, è chiamato da Dio a fare esperienza di liberazione, a celebrare la Pasqua, a uscire dall'Egitto per vivere come popolo e incontrarsi con il Dio degli oppressi… A fare ALLEANZA. A credere che Dio ha un sogno e che ha bisogno anche di lui, del suo impegno e della sua collaborazione per realizzarlo.
E' Dio che va a prendere Mosè e gli dice: "Mosè! Ho udito il grido del mio popolo!"(Es 3,7)… e gli affida un SOGNO: Dio sogna e vuole per il suo popolo un'economia di uguaglianza, una politica di giustizia e una religione della libertà di Dio(Alex Zanotelli).
Ma anche a noi, in questo cammino Gim, Dio ci ha fatto udire il grido di tanti popoliÂ…. e anche a noi ha affidato un SOGNO!!!
Abbiamo tentato di lasciarci PROVOCARE dall'esperienza di Mosè, del Faraone, del popolo oppresso o oppressore, e abbiamo visto che è anche la storia, l'esperienza delle nostre R…ESISTENZE, della nostra voglia di vivere, delle nostre liberazioni, della nostra Pasqua, del nostro incontro e scontro con il Dio degli oppressi e con i sistemi oppressori, di un cammino che ci ha provocato, ci ha fatto sognare. Che ci ha scomodato o forse…. lasciati indifferenti, che ci ha fatto uscire, o restare, nelle tormentate notti del mondo che portiamo dentro o che ancora fuggiamo.
Un cammino che ci ha fatto scoprire quali sono i nostri "vitelli d'oro", i nostri idoli, quelli che ci costruiamo su misura…. Quelli che non ci scomodano perché…. "hanno occhi e non vedono, orecchi e non odono, bocca e non parlano",….. Che ci ha fatto salire sul monte come Mosè…ma dal quale siamo chiamati a scendere. A scendere per liberare, per lottare, per sporcarci le mani….per continuare il cammino. Per non TRADIRE IL SOGNO DI DIO.
Magari sentiamo che in noi o intorno a noi NON E' CAMBIATO NIENTE…, che i FORTI continuano ad essere forti e i DEBOLI sempre più deboli. Forse ci è sembrato un'utopia. MA RICORDIAMOCI……..
"Non bisogna aver paura dell'utopia. Mi piace ripetere: quando si sogna da soli, non è che un sogno, quando si sogna in molti, è già realtà . L'utopia condivisa è la molla della storia.
Non bisogna aver paura di essere solo una goccia d'acqua. Sono le gocce d'acqua riunite che formano i ruscelli, i fiumi, gli oceani. E bisogna ricordarsi che alla sorgente non ci sono molte gocce d'acqua riunite.
Non bisogna aver paura di essere impotenti di fronte all'onnipotenza dei dirigenti e dei governi. Loro passano, il popolo rimaneÂ….
Non bisogna aver paura di essere considerati semplici di fronte alla scienza dei sapienti e degli specialisti….. Non è necessario formulate teorie per immaginare e vivere la giustizia e la solidarietà ". (dom Helder Camara)
® Di quale grido di liberazione ti sei fatto carico?
Ø Il popolo d'Israele ha tradito il sogno di Dio!!! …"vedendo che Mosè tardava a scendere dalla montagna, si affollò intorno ad Aronne e gli disse: 'Facci un dio che cammini davanti a noi'…"(Es 32,1). Il racconto inizia con una richiesta ad Aronne, da parte del popolo, che nasce dall'impazienza. Può essere vista come difficoltà a riconoscere la presenza di Dio anche nei momenti difficili. Ma Dio non si rende presente secondo le nostre forme e tantomeno eliminando i suoi inviati.
Anche noi ci STANCHIAMO E CI DIMENTICHIAMO IN FRETTA!!! FACCIAMO TANTI BEI PROPOSITI… ABBIAMO BUONE INTENZIONI e poi… di fronte alle difficoltà ci scoraggiamo. Anche noi vogliano il nostro dio, fatto su misura, che non ci scomodi, che rispetti i nostri tempi, che cammini dove noi vogliamo e … non dove lui ci vuol condurre. Un dio che non mi scomodi, che non mi impegni, che non mi chieda niente, ma al quale solo io possa chiedere. Anche noi oggi vogliamo tutto e subito, ci costa aspettare, bruciamo tappe e tempi.….
Mi sembrano appropriate, a questo punto, le parole del vescovo di Verona rivolte ai giovani: "So bene che respirate una cultura del tutto aliena del senso della croce, intenta a rimuovere da voi ogni forma di fatica. Vi è promessa una vita felice all'insegna del denaro facile, del tutto e subito, del divertimento a ogni costo, del successo illusorio. Chi vi parla e insegna in questo modo vi tradisce, perché dice il falso e vi mostra una vita che non esiste; vi carica di altre croci, come il senso del vuoto interiore e dell'insignificanza del vivere. Ricordate che la vita umana per se stessa è segnata dalla sofferenza. Ognuno è chiamato a portare la propria. Ogni croce buttata giù finisce inevitabilmente per fare inciampare voi e altri che con voi camminano. Soprattutto di quelle richieste dalla fedeltà al progetto di Dio che richiede la gioiosa fatica della coerenza".
Ø Ed è così che "Aronne rispose loro: Togliete i pendenti d'oro… e portateli a me… Egli li ricevette dalle loro mani e li fece fondere in una forma e ne ottenne un vitello di metallo fuso"(Es 32,2). Era come i vitelli d'oro che il re Geroboamo aveva fatto mettere davanti ai santuari reali di Betel e Dan nel regno d'Israele.
Anche a noi piace imitare i "modelli importati", quelli o quello che i mass media vogliano farci credere sia il più bello, … o il migliore, … o il più forte….se è americano o inglese.. meglio ancora!!!! Allora il vitello d'oro diventa il simbolo, l'emblema di una società che fa dei soldi, le carte di credito, i giochi in borsa, le vincite miliardarie delle lotterie, il bene supremo. Il vitello d'oro diventa allora immagine del rifiuto del Dio della libertà , il rifiuto del Patto del Sinai.
® Quali sono i vitelli d'oro che ti sei costruito o hai accettato dai sistemi di turno?
Ø "Allora il Signore disse a Mosè: Va', scendi, perché il tuo popolo, che tu hai fatto uscire dal paese d'Egitto, si è pervertito"(Es 32,7). Mosè scende, rompe le tavole della legge, e così rimane rotta l'Alleanza tra il popolo e Dio…. E' IL TRADIMENTO DEL SOGNO!!!
Dio è adirato con il suo popolo e manifesta a Mosè l'intenzione di distruggerlo e di fare di lui il padre di un nuovo popolo. Ma Mosè intercede davanti a Dio e lo supplica così: "Perché, Signore, divamperà la tua ira contro il tuo popolo, che tu hai fatto uscire dal paese d'Egitto con grande forza e con mano potente.."(Es 32,11).
Mosè assume ancor di più il ruolo di mediatore e intercessore presso Dio, perché come ogni profeta, sta dalla parte di Dio, ma anche dalla parte del popolo. Non si può essere appassionati di Dio, senza essere appassionati dell'uomo. S. Agostino dice: "Cammina attraverso l'uomo e giungerai a Dio".
Scrive don Fausto, della comunità "don Milani" di Sorisole (BG): "la mia scelta è sempre stata quella di non mancare all'appuntamento col soffrire e il morire dell'uomo di oggi, sulla strada soprattutto. E' un incontro che mi ha sempre restituito la visione di un volto misericordioso, quello dei poveri, appunto così identico, così reale come è il volto di Cristo".
Dio è fedele e non può venire meno a tutto quello che ha promesso… E Mosè lo sa.
Dio non si stanca di volerci bene!!! La supplica di Mosè mostra la sua intimità con Dio; egli conosce bene le ragioni del cuore di Dio. Il Dio della Bibbia infatti non si presenta come un essere immobile, completamente disinteressato alle scelte degli uomini, senza sentimenti. Al contrario, è un Dio che si adira, ma anche di misericordia, di amore, di grazia. Mosè lo sa e allora l'intercessore tenta di convincerlo a lasciare la sua ira. Mosè riesce nel suo intento e Dio si commuove di fronte alle sue parole.
® Quale Sogno sai di aver tradito?
® Comboni come Mosè, ha sperimentato che "L'onnipotenza della preghiera è la nostra forza". Qual è stata la tua esperienza a questo riguardo?
Ø ALZATI, vivi da RISORTO, fai PASQUA: "Su, esci di qui tu e il tuo popolo… verso la terra che ho promesso con giuramento.." (Es 33,1) Dio non si stanca di chiamarci!!!
Chi ha fatto esperienza di Lui non si SCORAGGIA, sa RICOMINCIARE, METTERSI IN CAMMINO. E così il popolo si mette in cammino, si fida nuovamente di Dio!!!
Forse ci siamo dimenticati che siamo PELLEGRINI e molte volte preferiamo essere TURISTI. Il turista va' dove vuole, perché compra, paga…e poi torna dove vuole, dove ci sono le sue comodità , dove ha costruito le sue sicurezze… Il pellegrino no!!! Va' perché ha una meta, sa che c'è qualcuno che lo aspetta, si fida di lui, e va senza perdere tempo, con il desiderio di giungere a destinazione.... Noi SIAMO CHIAMATI AD ESSERE PELLEGRINI SULLE STRADE DEL MONDO!!! come dice il canto "… pellegrini di Dio e nel cuore del mondo".
® Vivi da "turista" o da "pellegrino di Dio"? Perché?
Ø In questo pellegrinare Dio è con noi, è nostro compagno di viaggio: "Mosè a ogni tappa prendeva la tenda e la piantava fuori dell'accampamento (…) A questa tenda (…) si recava chiunque volesse consultare il Signore" (Es 33,7). In pochi versetti la parola TENDA viene usata 11 volte.
Ci viene spontanea la domanda: Dove un popolo che non ha dimora stabile può incontrare Dio?
Dio è presente dove c'è l'uomo. Il Dio della Bibbia è un Dio appassionato dell'uomo. La tenda dove Mosè incontra Dio non viene collocata tra le tende del popolo (e viene detto per 3 volte), ma fuori dell'accampamento.
Dio non rifiuta di manifestarsi al suo popolo; tuttavia chi lo vuole incontrare deve uscire dalle cose di ogni giorno, da ciò che è abituato a vedere e in cui si rifugia. Anche Elia sul monte, per incontrare il Signore deve uscire dalla caverna in cui cercava protezione (1 Re 19,11).
® Quali sono le caverne dove ti rifugi e da cui il Signore ti chiama a uscire per incontrarlo?
Ø Ancora una volta Mosè sale sulla montagna e lì il Signore è disposto a fare nuovamente l'Alleanza con il suo popolo: "Ecco io stabilirò un'alleanza: in presenza di tutto il popolo io farò meraviglie,.." (Es 34,10-28). Ma una volta arrivato sul monte è Dio che scende e va incontro all'uomo… non disdegnando di entrare concretamente nella loro storia, di fermarsi e di parlare con loro, disposto nuovamente a rinnovare il suo patto, a diventare AMICO DELL'UOMO!!!
Però questa amicizia deve portarci a una NOVITA' DI VITA che ci impegni a vivere in FEDELTA', ad aprirci all'altro, ai suoi bisogni e necessità : a riscoprirci "figli" e a vivere come fratelli diventando benedizione per gli altri.
Ø Mosè, dopo 40 giorni e 40 notti, scende dal monte per incontrarsi nuovamente con il suo popolo, per continuare il cammino di liberazione, per far sì che il Sogno di Dio diventi realtà . Però ne scende trasformato: "…non sapeva che la pelle del suo viso era diventata raggiante, poiché aveva conversato con lui" (Es 34,29).
Chi ascolta realmente la Parola di Dio viene trasformatoÂ…
Anche il cammino GIM ci ha fatto salire sul monte, ci ha fatto incontrare con il Dio della Vita: nella preghiera, nella condivisione, nell'Eucarestia, nell'amicizia vissuta come dono e servizio, nell'incontro con il povero e con i testimoni che ci hanno annunciato e denunciato le sofferenze e la voglia di vivere dei crocifissi della storia del Sud del mondoÂ….
Magari ci siamo entusiasmati, scomodati, allontanatiÂ… ma gli altri, che incontriamo a casa, a scuola, sul lavoro, nel gruppoÂ…. CI HANNO VISTI CAMBIATI NEL NOSTRO MODO DI VIVERE, DI RELAZIONARCI, DI ESSERE, DI IMPEGNARCI?
Hanno capito che l'incontro con Dio, il cammino fatto, le esperienza vissute, hanno cambiato la nostra vita?
Se siamo rimasti uguali abbiamo perso tempo, ci siamo illusi e abbiamo deluso gli altriÂ… ABBIAMO TRADITO IL SOGNO DI DIO!!!
® Il tuo modo di essere, le tue scelte, la tua presenza, lascia indifferente gli altri o scomoda e provoca?
Ø L'ESODO CONTINUA NELLA NOSTRA VITA. Continua nel grido delle vittime dei sistemi oppressori; delle economie neo liberali che escludono dai loro programmi l'80% della popolazione mondiale; che indebitano i paesi del Sud del mondo prestando e poi vendendogli armi; che obbligano popoli interi a attraversare mari e oceani vittime delle mafie organizzate che promettono paradisi artificiali e poi buttano in mare le prede scomode dei loro traffici loschi; dei milioni di bambini costretti a lavorare per arricchire le multinazionali, fabbricanti dei nuovi "vitelli d'oro" imposti da pubblicità che paghiamo a caro prezzo, e ai quali è negato l'accesso alla scuola perché poveri; di donne fatte schiave e poi vendute sulle strade delle nostre città e paesi per soddisfare gli istinti di chi per 30 denari continua a tradire il sogno di Dio, mascherandosi dietro falsi moralismi e falsi perbenismi. …
Questo grido non può lasciarci INDIFFERENTI!!! Deve impegnarci, provocarci, scomodarci. Deve portarci a gridare con la nostra vita che rifiutiamo questo sistema e dobbiamo chiedere ai cristiani delle nostre comunità , alle nostre famiglie, ai nostri gruppi, che ragioni hanno per non rifiutarlo.
Abbiamo bisogno di nuovi Mosè che continuino a rompere le tavole della Legge e di cristiani più convinti che, come Gesù, continuino a scacciare i venditori dai templi. E di profeti come Oscar Romero che continuino a gridare dal pulpito "Torturano, ammazzano e preferiscono all'uomo i loro capitali"; di uomini e donne autentici e coraggiosi come don Tonino Bello che non si stanchino di ripeterci: "Attento a dove appoggi le mani! Sporcale pure, immergile nella storia del mondo, ma non ti sporcare il cuore".
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