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Chirombera è un ragazzo di strada

dopo il World Social Forum a Nairobi, gennaio 2007

 

 

CHIROMBERA:

Street life & Social Forum Africano

Appunti e riflessioni sul WSF 07 Kenya

 

 Korogocho, 17 Febbraio 2007

Chirombera è un ragazzo di strada, o meglio un giovane di strada di Korogocho. Il suo vero nome è Samuel Mwangi. Ha già i suoi 18 anni passati e quasi tutti a sniffare colla. Ha diversi fratelli e sorelle ma la sua famiglia come quella di tanti bambini di strada è disgregata e anche gli altri fratelli e sorelle hanno altri grandi problemi. A Nairobi si contano più di 60.000 bambini di strada molti di loro dediti allo sniffing, piccola delinquenza e a una vita assurda per molti di noi. Chirombera è stato uno dei tanti protagonisti del World Social Forum di Nairobi, il cosiddetto primo Forum Sociale Mondiale Africano.

Chirombera, sempre con la sua bottiglietta di colla al naso, è uno dei tanti ragazzi e giovani che va in discarica ogni giorno per cercare cibo, carta, vetro e plastica per poter sopravvivere e comprarsi la colla. Gli piace molto passare quasi ogni giorno a visitare la nostra comunità nella nostra baracca a Gitathuru, uno dei 7 villaggi di Korogocho. E noi cerchiamo logicamente di proporgli un percorso di recupero con gli altri bambini e ragazzi. Gli piace soprattutto chiacchierare, intrattenerci con le sue esilaranti battute e imitazioni di vari personaggi famosi o meno con una capacità straordinaria. Si sente a casa propria. Lo conosco da tanto tempo e devo dire però che non l’ho mai visto triste….e non solo perché sniffa. Ci porta sempre allegria quando viene, anche se a volte pieni di impegni… e intrattiene anche i tanti ospiti che regolarmente abbiamo in casa. Sembra quasi che abbia trovato un suo equilibrio di vita e di futuro che non può essere lungo soprattutto perché legato alla colla e alla sua salute mentale e fisica. E’ uno dei tanti giovani che ha accettato in maniera passiva la sua marginalizzazione. E sono milioni in questo mondo…sia a Nord che a Sud.

E’ uno dei tanti esclusi di questa società keniana che divide i ricchi dai poveri in maniera così esclusiva e visibile: il 56% della popolazione del Kenya (17,5 su 33 milioni) vive in povertà con meno di 1 dollaro al giorno.

Chirombera e noi tutti che viviamo a Korogocho (120.000 abitanti in 1 kmq) siamo simbolicamente uno dei tanti “prodotti” di una “globalizzazione impazzita svenduta” come un processo economico, politico, culturale, mediatico e sociale che vuole diminuire le sperequazioni sociali tra categorie di cittadini del mondo. Invece ad ogni forum ci contiamo noi delegati e contiamo anche quanti poveri in più questo fenomeno sta causando per l’introduzione di politiche neoliberiste e capitaliste sempre più aggressive con unico risultato il profitto. Più di 1 miliardo di persone vive nelle baracche di questo mondo….come Korogocho, come Kibera, come Mathare per citare alcuni degli oltre 200 slums di Nairobi che conta oltre 2,5 milioni di baraccati su oltre 4 milioni di cittadini. Questi 2,5 milioni di baraccati vive in meno del 5% della terra di Nairobi che appartiene al governo!! Speculatori privati ci hanno costruito baracche e le hanno date in affitto. A chi? A chi se vuol restare a Nairobi deve vivere in una baracca, cioè i poveri, giovani in cerca di lavoro e futuro, donne che molto spesso sono single mothers cioè ragazze madri. Gli animali del Nairobi National Park vivono molto meglio della gente di Korogocho e degli altri slums. Un vero apartheid socio-economico e politico!!

….ma nel mondo ce ne sono più di 200.000 di baraccopoli secondo statistiche delle Nazioni Unite. Nei prossimi 10 anni potrebbero esserci il doppio dei baraccati….cioè tra 2 e 3 miliardi di persone. Condannate ad una vita assurda ai margini di città piccole o grandi e dell’economia nazionale, più vicini alla miseria che alla povertà, senza servizi, sanità, educazione e tanta insicurezza e illegalità. Questo è il mondo migliore che sogniamo??

E’ questo il mondo di Chirombera; di Lucy, una giovane ragazza in cerca di un futuro migliore e il sogno di un lavoro semplice e decente, tante aspettative e poche possibilità, di Wan’gombe un anziano che spera ancora di ottenere un pezzo di terra comunitario riconosciuto dallo Stato, di Moses che lotta con la sua malattia, l’asma e la TB, causata dall’enorme discarica di Dandora proprio davanti alla nostra chiesa di St. John che produce diossina e tantissimi acidi che ci uccide tutti lentamente; di Benta che ha lasciato la prostituzione per cercare una vita migliore in una cooperativa di donne. E’ il volto e nomi di tanti che costruiscono la storia del mondo qui come a Rio de Janeiro, Roma, Bombay, New York, Sydney. Sconosciuti, emarginati, dimenticati ma importanti per questo mondo diverso che cerchiamo, che speriamo! Volti che riflettono la loro vita a volte umiliata ma che raccontano anche tanta vitalità e resistenza! Tanti volti e storie legati a tutti i temi che hanno trattato i 1200 incontri di Kasarani e oltre: acqua, ambiente, lavoro, slums, Epa, donne, guerre, pace, diritti umani, nomadi, debito, giovani, vita di strada e tanto altro.

E’ questa gente semplice che è stata protagonista del social forum di Nairobi!! Senza di loro questo primo forum africano non avrebbe avuto senso!! Soprattutto non avrebbe avuto il “successo” che poi gran parte dei delegati ha riconosciuto all’intera manifestazione. Una lode e un incoraggiamento che l’Africa e gli Africani avevano bisogno. Per una settimana al centro del mondo, almeno di quello sociale!! Della società civile, dei poveri, delle chiese, dei movimenti che vogliono davvero un mondo diverso! Con lo slogan “Another world is possible even for the slum dwellers!” (Un altro mondo è possibile anche per i baraccati!), migliaia di baraccati da tutta Nairobi e anche di altre parti del mondo hanno invaso il Moi Sports Center di Kasarani, un grande centro sportivo alla periferia di Nairobi (vicinissimo a Korogocho) ma molto spesso precluso normalmente al loro ingresso.

Si dice che i partecipanti a questo World Social Forum mondiale siano stati 45/50 mila da tante parti del mondo. Questa cifra non ha contato gli slum dwellers che invece hanno partecipato alle varie attività, celebrazioni, festival, seminari organizzati direttamente nelle baraccopoli. Iniziative decentralizzate e organizzate dal Kutoka/Exodus Network, una rete di parrocchie della chiesa cattolica presente e attiva nella pastorale ministeriale e sociale negli slums di Nairobi. Solo domenica 21 gennaio c’erano quasi 20 mila persone in oltre 10 slums e parrocchie diverse di Nairobi. Poi martedì ancora incontri decentrati su problemi quali terra, demolizioni, sfratti, lavoro, aids ecc. migliaia di persone locali e tanti delegati del WSF 07.

Molti italiani e di tante altre nazionalità hanno potuto entrare dentro alcuni slums e vedere con i loro occhi le assurdità di un mondo globalizzato che divide il mondo tra ricchi e poveri e ha come frutti la baraccopolizzazione del mondo! Molti ancora oggi continuano a scrivermi ringraziandoci della possibilità che abbiamo dato loro di aprire gli occhi!! Abbiamo visto….non possiamo nasconderci ora! Cose inimmaginabili ma che “nascondono” gente e giovani con un profondo rispetto della vita, voglia di resistere e di futuro. E a Korogocho tutti i delegati presenti sono rimasti di stucco quando dopo una lunga e vivace celebrazione eucaristica molti della nostra gente li hanno accolti per qualche ora nelle loro baracche! Non come turisti ma come “studenti per la vita…”. Che lezione per noi italiani abituati ai nostri immigrati…..a chiudergli la porta in faccia…in tanti modi!

L’idea portante era di portare il social forum alla gente e non costringere la gente ad andare a Kasarani al social forum a prezzi proibitivi. Infatti una delle battaglie fatte durante questo social forum africano è stata proprio quella di ridurre il prezzo di ingresso per i Keniani. Quando parlo di keniani mi riferisco a coloro che non hanno l’opportunità di partecipare a questi grandi raduni e conferenze mondiali che molto spesso si organizzano in questa città cosmopolita. Non coloro lautamente sponsorizzati dalle tante ONG (organismi non governativi) che pullulano Nairobi (sono più di 3.000 in città…. se ne sparissero l’80% la vera società civile affiorerebbe prepotentemente!!). I baraccati, studenti, poveri, disoccupati, donne, bambini e ragazzi di strada, operai, pastoralisti, contadini, pescatori ecc. coloro che sempre sono ai margini della nostra società e dei media e non hanno l’opportunità di far sentire la loro voce.

Il vero social forum dovrebbe dare a loro la voce e non privilegiare solo ONG locali e internazionali, istituzioni lontane dalla gente, enti locali, provinciali e regionali, chiese e piattaforme ecumeniche solo perché sono organizzati e hanno i soldi per esserci. A questo proposito vorrei sottolineare che per i delegati ad un social forum che si svolgono in realtà come quella di Nairobi dove la sperequazione ricchi e poveri è così evidente, è molto più rispettoso e dignitoso alloggiare in posti che non siano a 4 o 5 stelle oppure in lodges preparati ad hoc dall’organizzazione locale. La speculazione fatta da alcune agenzie locali avallate dagli organizzatori che portavano delegati addirittura a 50/100 km lontani da Nairobi è così assurda che grida vendetta al cospetto dei poveri!! Sapendo che c’erano ancora tantissimi posti letto a disposizione a prezzi molto modici proprio perché era un social forum e non un economic forum!!!

Soprattutto se queste istituzioni parlano a nome loro, dei poveri e delle categorie sociali più svantaggiate! Non è mai la stessa cosa! Sentire e vedere i volti e i sorrisi dei baraccati che hanno potuto entrare e partecipare ai vari seminari e workshops di Kasarani e negli slums ti riempiva il cuore! Erano felici di poter esserci e di poter dire la loro. Molti di loro hanno potuto per la prima volta essere anche tra i nomi dei relatori di alcune conferenze. E si è sentita la differenza!!

Anche il nostro amico Chirombera era felice! Per tutta la durata dei 4 giorni a Kasarani andava su e giù con i suoi amici per gli stand a curiosare e ad entrare nei vari seminari ad ascoltare un po’. La sua partecipazione si è concretizzata in molti modi ma soprattutto quando mercoledì mattina, ultimo giorno di Kasarani, una cinquantina di giovani e bambini di strada hanno attaccato e distrutto lo stand del Windsor Club che vendeva ogni giorno almeno 2000 coperti e a prezzi proibitivi per Keniani….solo per ricchi o europei. E guarda caso questo Windsor Club è di proprietà del Ministro degli Interni. Coincidenza casuale?? Qualcuno dice…corruzione!! I ragazzi hanno distrutto in pochi minuti il tutto e soprattutto hanno mangiato a crepapelle. La polizia osservava da lontano ma non è intervenuta proprio per evitare violenze inutili. La fame dei ragazzi valeva di più di quattro tavoli e coperti per chi poteva permettersi prezzi assurdi. Poi il gruppo si è diretto verso un altro stand del Norfolk hotel….stessa storia di proprietà…un altro pezzo grosso!! Stavolta la polizia ha evitato l’attacco dialogando con i ragazzi ma…….quanti altri tipo Norfolk e Windsor c’erano a Kasarani?? Gli hawkers, cioè venditori ambulanti che girano la città per sbarcare il lunario, venivano automaticamente scacciati ai cancelli….non potevano entrare a vendere la loro povera mercanzia a prezzi molto più bassi.

Un’azione quella dei bambini e ragazzi di strada forse da condannare ma nel contesto in cui si è svolto il tutto credo che sia stato un esproprio popolare giustificato e che lanciava agli organizzatori un grande messaggio!!! Chi veramente invitiamo al World social forum?? I ricchi o i poveri?? E Chirombera è stato uno dei protagonisti….quando ce lo raccontava gli brillavano gli occhi e le memorie si fermavano alle torte e alle spremute che si era mangiato e bevuto. Ma anche alla forza e alla determinazione che hanno avuto nel discutere con la polizia e altra gente sulle motivazioni della loro azione, sui loro diritti calpestati, sulla sfrontatezza dei ricchi. Spero non ci siano altri strascichi legali a questa azione da parte del ministro e della polizia perché sarebbe come condannare un’altra volta i poveri a restarsene per sempre chiusi nelle loro baraccopoli e nei loro mondi diversi perché davvero Korogocho, Kibera, Mukuru sono molto diverse da Muthaiga. E’ davvero un altro mondo!! Quello dei ricchi e dei poveri! Un mondo che i ricchi non vedono mai ma che i poveri conoscono attraverso la televisione ormai ponte assurdo di due mondi che non si incrociano. La globalizzazione…..e la frustrazione e rabbia dei poveri cresce!! Questo è il vero social forum……

I prezzi del social forum erano assurdi…..duplicati o triplicati dipende dal prodotto. L’acqua costava da 40 a 100 scellini a bottiglia….!! (tra 0,50 – 1 euro) Una softa, soda locale, che di solito costa 10/12 scellini a Kasarani costava 40 scellini!!! Il cibo africano, keniano o altro…di solito molto economico a Kasarani ti veniva 10 o venti volte di più. La coca cola o fanta una delle tante multinazionali contestate dal social forum che trovavi anche dentro lo stadio e consumata tranquillamente dai delegati nei propri hotel o alberghi senza che nulla fosse. Lo stand della Banca Mondiale in grande posizione e spazio.

Un’altra assurdità era di chiedere la registrazione solo via telematica attraverso il computer. In un continente africano che ha una percentuale bassissima di accessibilità al computer, l’organizzazione mondiale ha voluto che proprio in Africa si cominciasse ad iscriversi al forum via telematica!! Grandissima trovata….infatti nei mesi precedenti il sistema globale è saltato due volte rallentando tutto e tutti. Chi ce la faceva dopo due ore di pazienza al computer…se sbagliava doveva ritornare daccapo. E l’idea di avere dei mediatori telematici (mai esistiti) per iscrivere la gente degli slums era davvero naif in un mondo dove il computer è ancora molto lontano dall’immaginario della gente comune. Per mesi e mesi stesso ritornello….tutto via computer e poi alla fine si è fatto tutto a mano….se non addirittura a voce…..!!

Se non stiamo attenti stiamo trasformando questi “social forum” in un “economic forum”….dove i protagonisti non sono le persone locali e soprattutto i poveri ma solo i delegati “stranieri”, i wazungu, i bianchi, i turisti che possono permettersi questi prezzi e questi viaggi!! Ma senza neanche tante colpe da parte loro. Credo che gli organizzatori locali e internazionali devono farsi molti mea culpa su molte cose se vogliono in un futuro prossimo assumersi di nuovo il coordinamento di un forum che merita di essere fatto di nuovo in Africa.

E’ un continente messo ai margini mondiali in tutti i sensi: politico, economico, culturale, sociale, spirituale. Grandi potenzialità inespresse perché una piccola elite ricca detiene il potere economico e politico praticamente in tutti i paesi africani gestendo un potere che con la violenza o manovre politiche o false promesse riescono sempre ad avere la meglio su un popolo africano che sta crescendo non solo in numero ma in coscienza. E questo è stato il più bel regalo di questo social forum in terra africana. L’aver saputo dare testimonianza al mondo che anche in Africa si possono organizzare forum mondiali soprattutto dalla gente comune che ha voluto a tutti i costi entrare dentro l’organizzazione delle varie attività anche senza l’autorizzazione degli organizzatori locali che avrebbero dovuto invitarli ad essere protagonisti insieme a loro e non solo a una piccola elite di ONG che si è avocata il diritto di gestire tutto lo show.

Anche per questo credo che gli organizzatori internazionali WSF devono essere coscienti a chi affidano l’intera organizzazione. Scegliere chi sa dialogare e coinvolgere le masse, le organizzazioni sindacali, le chiese, tutti coloro che hanno il diritto di parlare e partecipare, la vera società civile e non chi difende interessi personali o di gruppo. Chi è realmente in contatto con le grassroots (la base) e non solo nominalmente!! O un social forum con la gente, i poveri e gli emarginati al centro e protagonisti di esso o altrimenti nessun social forum!!!

L’organizzazione locale di Nairobi che non ha saputo coinvolgere i media e con esso la gente. Anche durante il forum si è notato una grande impreparazione e superficialità e disorganizzazione in vari ambiti. Per tutto l’anno scorso abbiamo aspettato con pazienza che qualcosa apparisse all’orizzonte e nei mesi che passavano noi della piattaforma ecumenica (rete di chiese cattoliche e protestanti) abbiamo cercato di essere disponibili e nel nostro piccolo di fare iniziative, preparare depliant o comunicati sul world social forum. Moltissima gente non sapeva nemmeno cosa era il social forum e anche durante i giorni del forum non c’è stato un grandissimo interesse dei media, che non erano stati preparati, se non richiami negativi su alcuni aspetti del forum. Ha fatto molto meglio la stampa internazionale dando il giusto e dovuto risalto alla prima e grande iniziativa sociale africana!

Due articoli soltanto, da settembre 06 a gennaio 07, sui giornali locali presentando il social forum come un’opportunità per il turismo locale, gli alberghi, i cibi, le tasse, i parchi nazionali e così via. Credo forse che avessero sbagliato località e forum….forse doveva essere Davos!! E anche il modo molto nascosto e velato di annunciare che questo forum mondiale era contro il neoliberismo e capitalismo quasi per la paura che il governo avrebbe bloccato il tutto. Credo proprio che era anche questo uno dei tanti motivi del perché l’organizzazione locale non appariva mai in pubblico e non si esponeva in dibattiti preparatori alla televisione, sui giornali e nei comizi. Si dice che non avessero fondi sufficienti per pubblicità e altre iniziative ma credo sia dovuto anche al fatto che è mancata una fiducia di fondo da parte di tante organizzazioni e governi mondiali per la gestione e trasparenza dei fondi. Ma proprio su questo invece gli organizzatori locali dovevano far leva sulla mobilitazione delle masse delle baraccopoli proprio per dimostrare che non sono indispensabili masse di denaro per mobilitare la gente. Ci vogliono idee, creatività e pazienza!! Una sfida persa…! E alla fine eravamo 50.000 come dicono invece dei 150.000 annunciati da almeno un anno! E avremmo potuto essere 200.000!!! Invece il focus del comitato organizzativo era sulla gestione economica del forum e non sulla presenza della gente. O meglio sulla qualità di produrre denaro per contenere i costi e non sulla qualità della crescita di coscienza della gente, dei poveri, dei veri soggetti dei 7 social forum che sono già avvenuti nella storia. O si cambia o si chiude!!

Infatti la nostra lunga lotta durata quasi 3 mesi per ottenere il ribasso del prezzo per i baraccati e di tutti coloro che non ce la facevano a pagare la tariffa imposta ha avuto successo proprio nell’ultimo mese. Il comitato internazionale ha accettato di ridurre da 500 (circa 5 euro) a 200 (circa 2 euro) scellini per i 4 giorni a Kasarani….cifra ancora molto alta per chi guadagna nemmeno 1 euro al giorno (le entrate medie di un baraccato di Nairobi è da 2 a 5 mila scellini al mese per chi ha un lavoro). Era infatti questo uno dei tanti ostacoli che abbiamo incontrato in questo cammino di avvicinamento al social forum africano. Tavola della Pace, Libera, UISP e altri amici ci hanno aiutato come Kutoka Network a pagare l’entrata per 1700 baraccati di Nairobi, ma erano molto pochi rispetto alle richieste ricevute. L’odissea per avere i pass e i programmi ve la risparmio non ne vale la pena, ma il giorno dell’inaugurazione 20 gennaio fino al pomeriggio non avevamo ancora nessun pass per la nostra gente. Finalmente ci danno l’ok per mezzogiorno ma quando qualcuno di noi va per ritirarli ci dicono che non sono pronti, manca il timbro dell’organizzazione. Se volete fatevelo voi. Allora ci mettiamo di buona lena….e invece di 1700 pass timbrati si continua fino a 4500. Il tutto distribuito gratuitamente a baraccati di tanti slums. Un esproprio popolare che ha dato l’opportunità di entrare a migliaia di baraccati che ci hanno regalato la loro gioia e vitalità per tutto il tempo del social forum!! Altri poi hanno sfondato i cancelli. Altre migliaia e migliaia presenti nei vari slums alle varie iniziative decentrate!!

All’inizio del forum siamo partiti con la marcia della pace da Kibera, la baraccopoli più grande dell’Africa 800 mila abitanti, a ovest della città proprio per dare un abbraccio di pace e solidarietà a tutti i delegati arrivati in città. Ce l’abbiamo fatta ad organizzarla con diversi baraccati….c’erano moltissimi stranieri….non molti Keniani il primo giorno ad Uhuru Park, forse tutti insieme 20 mila delegati!

Abbiamo voluto terminare ancora da un’altra baraccopoli, anzi attraverso tante baraccopoli dalla parte est della città dove c’è la stragrande maggioranza delle baraccopoli, proprio l’ultimo giorno del forum. Partenza da Korogocho con oltre 12.000 partecipanti e moltissimi dalle baraccopoli. Una maratona di 16 km organizzata per la prima volta ai social forum mondiali da noi del Kutoka Network in collaborazione con gli amici di Libera e UISP. Seguiva anche la marcia finale del forum sullo stesso percorso. Tutti con una maglietta con scritto: “Maratona tra gli slums per i diritti di base!!” Una maratona un po’ speciale con una partecipazione speciale di Paul Tergat, campione mondiale di maratona che si è sorpreso anche lui a vedere tante migliaia di persone nel nostro cortile della chiesa proprio di fronte alla grande discarica. Si è emozionato e ha promesso che verrà a trovarci per dare speranza e testimonianza di un uomo che dalla povertà ne è uscito e ha molto da ridare all’umanità. Verrà a trovare la gente che quotidianamente vive e corre questa maratona della vita….con sofferenza ma con dignità, senza lamentarsi e con orgoglio ogni giorno alla mattina si mette in moto alle 5 quando ancora è buio per raggiungere un posto di lavoro per chi è fortunato, una speranza di trovare almeno lavoro per un giorno…oppure fra qualche giorno o settimana! Un popolo di camminatori, di corridori per la vita….per 5 o 10 km al giorno …. anche questo è stato il forum! Sport e giustizia sociale! La gente faceva ressa per avere la propria maglietta quasi come se fosse d’oro!! Ma mi insegnava ancora una volta che tutto è prezioso qui! Anche una maglietta!! Migliaia e migliaia di persone per strada hanno accolto e incitato tutti, maratoneti e camminatori…con gioia e incoraggiamenti hanno accompagnato il finale di questo social forum che ha visto di nuovo la partecipazione della gente comune, dell’Africa che conta davvero, della cittadinanza attiva e desiderosa di cambiamento! Quel giorno i baraccati hanno fatto un’invasione pacifica della città fino all’Uhuru Park! Dalla periferia al centro! Un’altra Nairobi è possibile! Un’altra Africa è possibile!! Ha vinto Peter Maina, 25 anni, un giovane di Mukuru slum! Dopo la sua vittoria nel suo slum è stata fondata una società sportiva per maratoneti! Ha voluto dedicare la sua vittoria proprio alla dignità di tutti i poveri e dei baraccati del mondo…perché vinca davvero la Solidarietà e la Vita!

E’ stato un grande momento e coronamento per il grande lavoro di tanti mesi del Kutoka Network e di tutti i baraccati. Nuove sfide, network e tanto lavoro sono davanti a noi!

E’ stato un forum caratterizzato anche dalle varie chiese e religioni presenti qui in Africa. Una delle tante caratteristiche e peculiarità di questo misterioso e stupendo continente! Si è vista davvero una presenza massiccia di varie chiese e denominazioni attive e presenti alle frontiere della sofferenza umana dove molto spesso non esiste lo Stato ma è presente una comunità cristiana o musulmana che lotta per la dignità e la giustizia e non per proselitismo. Molte delle lotte sociali e per i diritti umani passano attraverso il sangue e le sofferenze di comunità religiose che danno la vita in posti sperduti di questo bellissimo ma ancora molto sconosciuto e pericoloso continente! Per molti che venivano da altri continenti e estrazioni politiche, sociali e religiose è stata una piacevole sorpresa!! Per molti altri una conferma del grande lavoro umile e nascosto di tante comunità cristiane e religiose perché il continente sia rispettato e riconosciuto nelle sue istanze di giustizia, solidarietà, convivialità e di pace. Un forum che rimarrà per sempre nei ricordi e nelle menti di molti di noi, africani, italiani, baraccati, religiosi e tutti i delegati. L’Africa è giovane! Un Africa che vuole vivere e vuole gridare la propria forza, bellezza e audacia.

Ho un sogno: che davvero questo forum ritorni in Africa e organizzato dalla gente, dalla vera società civile che lotta e soffre ma che proprio attraverso questa passione ha molto da raccontarci e insegnarci. Al prossimo social forum probabilmente Chirombera sarà ancora tra i protagonisti!! Ma stavolta dalla parte di chi parlerà della sua storia e della sua voglia di Vita! Se solo lasciasse un po’ da parte la sua costante testardaggine…..e la colla….ma tutto è possibile!
Anche per Chirombera un vita diversa è possibile!!

Questo forum africano ha visto anche la firma finale ad un documento molto importante per tutti noi che abbiamo lottato in questi ultimi tre anni con la campagna W Nairobi W!! La vice ministra agli affari esteri Patrizia Sentinelli ha firmato ufficialmente un accordo con il governo Keniano per convertire il debito Kenya/Italia di 44 milioni di euro in politiche di sviluppo nell’ambito della sanità, educazione, acqua e baraccopoli. Korogocho farà parte di questa possibilità sempre sperando che il governo keniano mantenga le promesse di impegno. Proprio per questo stiamo mettendo a punto meccanismi di monitoraggio. Si aprono nuove speranze e nuovi orizzonti!! Devo e dobbiamo dire grazie a tanti di voi che in questi anni avete sostenuto questa campagna sia in Italia che in Kenya. Più di 150.000 cartoline sono state mandate dal settembre 2004 al governo italiano e alla CEI (Conferenza Episcopale Italiana) chiedendo proprio di portare a termine ciò che erano gli impegni e promesse del giubileo 2000. Ricordate?? Condonare i debiti….!! Credo che siamo sulla strada buona….anche questo è stato il forum….Per dirci ancora una volta che un mondo diverso è possibile se la gente si unisce!! E anche un’Italia diversa è sicuramente possibile!!

Ah dimenticavo!! Vorremmo continuare a dialogare con te e voi su questo social forum e su ciò che significa Korogocho e baraccopoli, dove va l’Africa, sulla società civile e tanto altro nei prossimi mesi quando con un gruppo di giovani artisti di Korogocho (danzatori, acrobati, musicisti) verremo in Italia con Luca Clochiatti un giovane volontario che lavora con gli alcolisti e bambini di strada del nostro slum. Con tutti loro ci piacerebbe incontrarvi e dialogare sulle strade, piazze, scuole, università, parrocchie, comuni, province e regioni. Ma anche su un campo di calcio….per dire basta al razzismo e alla povertà! Basta cliccare sul nostro sito www.korogocho.org per conoscere l’itinerario che toccherà 20 città italiane dal 22 aprile al 4 giugno 07.

C’è un proverbio swahili che mi piace molto e che rispecchia la forza e la voglia dell’Africa di emergere:

 

 UMOJA NI NGUVU!! UTENGANO NI UDAIFU!!

L’UNIONE E’ FORZA!! LA DIVISIONE E’ DEBOLEZZA!!

 

Qui a Korogocho la gente lo usa spesso!! Dentro un contesto sociale locale e mondiale che divide, noi vogliamo rispondere con questo proverbio!!

Ma anche con PAMOJA TUNAWEZA!! INSIEME POSSIAMO FARCELA!!

                                                                      

Padre Daniele Moschetti e comunità di Korogocho 

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