Chirombera è un ragazzo di strada
dopo il World Social Forum a Nairobi, gennaio 2007
CHIROMBERA:
Street life & Social Forum Africano
Appunti e riflessioni sul WSF 07 Kenya
Chirombera, sempre con la sua
bottiglietta di colla al naso, è uno dei tanti ragazzi e giovani che va in
discarica ogni giorno per cercare cibo, carta, vetro e plastica per poter
sopravvivere e comprarsi la colla. Gli piace molto passare quasi ogni giorno a
visitare la nostra comunità nella nostra baracca a Gitathuru, uno dei 7
villaggi di
E’ uno dei tanti esclusi di questa società keniana che divide i ricchi dai poveri in maniera così esclusiva e visibile: il 56% della popolazione del Kenya (17,5 su 33 milioni) vive in povertà con meno di 1 dollaro al giorno.
Chirombera e noi tutti che
viviamo a
….ma nel mondo ce ne sono più di
200.000 di baraccopoli secondo statistiche delle Nazioni Unite. Nei prossimi 10
anni potrebbero esserci il doppio dei baraccati….cioè tra 2 e 3 miliardi di
persone. Condannate ad una vita assurda ai margini di città piccole o grandi e
dell’economia nazionale, più vicini alla miseria che alla povertà, senza
servizi, sanità, educazione e tanta insicurezza e illegalità. Questo è il mondo migliore che sogniamo??
E’ questo il mondo di Chirombera; di Lucy, una giovane ragazza in cerca di un futuro migliore e il sogno di un lavoro semplice e decente, tante aspettative e poche possibilità, di Wan’gombe un anziano che spera ancora di ottenere un pezzo di terra comunitario riconosciuto dallo Stato, di Moses che lotta con la sua malattia, l’asma e la TB, causata dall’enorme discarica di Dandora proprio davanti alla nostra chiesa di St. John che produce diossina e tantissimi acidi che ci uccide tutti lentamente; di Benta che ha lasciato la prostituzione per cercare una vita migliore in una cooperativa di donne. E’ il volto e nomi di tanti che costruiscono la storia del mondo qui come a Rio de Janeiro, Roma, Bombay, New York, Sydney. Sconosciuti, emarginati, dimenticati ma importanti per questo mondo diverso che cerchiamo, che speriamo! Volti che riflettono la loro vita a volte umiliata ma che raccontano anche tanta vitalità e resistenza! Tanti volti e storie legati a tutti i temi che hanno trattato i 1200 incontri di Kasarani e oltre: acqua, ambiente, lavoro, slums, Epa, donne, guerre, pace, diritti umani, nomadi, debito, giovani, vita di strada e tanto altro.
E’ questa gente semplice che è
stata protagonista del social forum di Nairobi!! Senza di loro questo primo
forum africano non avrebbe avuto senso!! Soprattutto non avrebbe avuto il
“successo” che poi gran parte dei delegati ha riconosciuto all’intera
manifestazione. Una lode e un incoraggiamento che l’Africa e gli Africani
avevano bisogno. Per una settimana al centro del mondo, almeno di quello
sociale!! Della società civile, dei poveri, delle chiese, dei movimenti che
vogliono davvero un mondo diverso! Con lo slogan “Another world is possible even
for the slum dwellers!” (Un altro mondo è possibile anche per i
baraccati!), migliaia di baraccati da tutta Nairobi e anche di altre parti del
mondo hanno invaso il Moi Sports Center di Kasarani, un grande centro sportivo
alla periferia di Nairobi (vicinissimo a
Si dice che i partecipanti a questo World Social Forum mondiale siano stati 45/50 mila da tante parti del mondo. Questa cifra non ha contato gli slum dwellers che invece hanno partecipato alle varie attività, celebrazioni, festival, seminari organizzati direttamente nelle baraccopoli. Iniziative decentralizzate e organizzate dal Kutoka/Exodus Network, una rete di parrocchie della chiesa cattolica presente e attiva nella pastorale ministeriale e sociale negli slums di Nairobi. Solo domenica 21 gennaio c’erano quasi 20 mila persone in oltre 10 slums e parrocchie diverse di Nairobi. Poi martedì ancora incontri decentrati su problemi quali terra, demolizioni, sfratti, lavoro, aids ecc. migliaia di persone locali e tanti delegati del WSF 07.
Molti italiani e di tante altre
nazionalità hanno potuto entrare dentro alcuni slums e vedere con i loro occhi
le assurdità di un mondo globalizzato che divide il mondo tra ricchi e poveri e
ha come frutti la baraccopolizzazione del mondo! Molti ancora oggi continuano a
scrivermi ringraziandoci della possibilità che abbiamo dato loro di aprire gli
occhi!! Abbiamo visto….non possiamo nasconderci ora! Cose inimmaginabili ma che
“nascondono” gente e giovani con un profondo rispetto della vita, voglia di
resistere e di futuro. E a
L’idea portante era di portare il social forum alla gente e non costringere la gente ad andare a Kasarani al social forum a prezzi proibitivi. Infatti una delle battaglie fatte durante questo social forum africano è stata proprio quella di ridurre il prezzo di ingresso per i Keniani. Quando parlo di keniani mi riferisco a coloro che non hanno l’opportunità di partecipare a questi grandi raduni e conferenze mondiali che molto spesso si organizzano in questa città cosmopolita. Non coloro lautamente sponsorizzati dalle tante ONG (organismi non governativi) che pullulano Nairobi (sono più di 3.000 in città…. se ne sparissero l’80% la vera società civile affiorerebbe prepotentemente!!). I baraccati, studenti, poveri, disoccupati, donne, bambini e ragazzi di strada, operai, pastoralisti, contadini, pescatori ecc. coloro che sempre sono ai margini della nostra società e dei media e non hanno l’opportunità di far sentire la loro voce.
Il vero social forum dovrebbe dare a loro la voce e non privilegiare solo ONG locali e internazionali, istituzioni lontane dalla gente, enti locali, provinciali e regionali, chiese e piattaforme ecumeniche solo perché sono organizzati e hanno i soldi per esserci. A questo proposito vorrei sottolineare che per i delegati ad un social forum che si svolgono in realtà come quella di Nairobi dove la sperequazione ricchi e poveri è così evidente, è molto più rispettoso e dignitoso alloggiare in posti che non siano a 4 o 5 stelle oppure in lodges preparati ad hoc dall’organizzazione locale. La speculazione fatta da alcune agenzie locali avallate dagli organizzatori che portavano delegati addirittura a 50/100 km lontani da Nairobi è così assurda che grida vendetta al cospetto dei poveri!! Sapendo che c’erano ancora tantissimi posti letto a disposizione a prezzi molto modici proprio perché era un social forum e non un economic forum!!!
Soprattutto se queste istituzioni parlano a nome loro, dei poveri e delle categorie sociali più svantaggiate! Non è mai la stessa cosa! Sentire e vedere i volti e i sorrisi dei baraccati che hanno potuto entrare e partecipare ai vari seminari e workshops di Kasarani e negli slums ti riempiva il cuore! Erano felici di poter esserci e di poter dire la loro. Molti di loro hanno potuto per la prima volta essere anche tra i nomi dei relatori di alcune conferenze. E si è sentita la differenza!!
Anche il nostro amico Chirombera era felice! Per tutta la durata dei 4 giorni a Kasarani andava su e giù con i suoi amici per gli stand a curiosare e ad entrare nei vari seminari ad ascoltare un po’. La sua partecipazione si è concretizzata in molti modi ma soprattutto quando mercoledì mattina, ultimo giorno di Kasarani, una cinquantina di giovani e bambini di strada hanno attaccato e distrutto lo stand del Windsor Club che vendeva ogni giorno almeno 2000 coperti e a prezzi proibitivi per Keniani….solo per ricchi o europei. E guarda caso questo Windsor Club è di proprietà del Ministro degli Interni. Coincidenza casuale?? Qualcuno dice…corruzione!! I ragazzi hanno distrutto in pochi minuti il tutto e soprattutto hanno mangiato a crepapelle. La polizia osservava da lontano ma non è intervenuta proprio per evitare violenze inutili. La fame dei ragazzi valeva di più di quattro tavoli e coperti per chi poteva permettersi prezzi assurdi. Poi il gruppo si è diretto verso un altro stand del Norfolk hotel….stessa storia di proprietà…un altro pezzo grosso!! Stavolta la polizia ha evitato l’attacco dialogando con i ragazzi ma…….quanti altri tipo Norfolk e Windsor c’erano a Kasarani?? Gli hawkers, cioè venditori ambulanti che girano la città per sbarcare il lunario, venivano automaticamente scacciati ai cancelli….non potevano entrare a vendere la loro povera mercanzia a prezzi molto più bassi.
Un’azione quella dei bambini e
ragazzi di strada forse da condannare ma nel contesto in cui si è svolto il
tutto credo che sia stato un esproprio popolare giustificato e che lanciava
agli organizzatori un grande messaggio!!! Chi
veramente invitiamo al World social forum?? I ricchi o i poveri?? E
Chirombera è stato uno dei protagonisti….quando ce lo raccontava gli brillavano
gli occhi e le memorie si fermavano alle torte e alle spremute che si era
mangiato e bevuto. Ma anche alla forza e alla determinazione che hanno avuto
nel discutere con la polizia e altra gente sulle motivazioni della loro azione,
sui loro diritti calpestati, sulla sfrontatezza dei ricchi. Spero non ci siano
altri strascichi legali a questa azione da parte del ministro e della polizia
perché sarebbe come condannare un’altra volta i poveri a restarsene per sempre
chiusi nelle loro baraccopoli e nei loro mondi diversi perché davvero
I prezzi del social forum erano assurdi…..duplicati o triplicati dipende dal prodotto. L’acqua costava da 40 a 100 scellini a bottiglia….!! (tra 0,50 – 1 euro) Una softa, soda locale, che di solito costa 10/12 scellini a Kasarani costava 40 scellini!!! Il cibo africano, keniano o altro…di solito molto economico a Kasarani ti veniva 10 o venti volte di più. La coca cola o fanta una delle tante multinazionali contestate dal social forum che trovavi anche dentro lo stadio e consumata tranquillamente dai delegati nei propri hotel o alberghi senza che nulla fosse. Lo stand della Banca Mondiale in grande posizione e spazio.
Un’altra assurdità era di chiedere la registrazione solo via telematica attraverso il computer. In un continente africano che ha una percentuale bassissima di accessibilità al computer, l’organizzazione mondiale ha voluto che proprio in Africa si cominciasse ad iscriversi al forum via telematica!! Grandissima trovata….infatti nei mesi precedenti il sistema globale è saltato due volte rallentando tutto e tutti. Chi ce la faceva dopo due ore di pazienza al computer…se sbagliava doveva ritornare daccapo. E l’idea di avere dei mediatori telematici (mai esistiti) per iscrivere la gente degli slums era davvero naif in un mondo dove il computer è ancora molto lontano dall’immaginario della gente comune. Per mesi e mesi stesso ritornello….tutto via computer e poi alla fine si è fatto tutto a mano….se non addirittura a voce…..!!
Se non stiamo attenti stiamo trasformando questi “social forum” in un “economic forum”….dove i protagonisti non sono le persone locali e soprattutto i poveri ma solo i delegati “stranieri”, i wazungu, i bianchi, i turisti che possono permettersi questi prezzi e questi viaggi!! Ma senza neanche tante colpe da parte loro. Credo che gli organizzatori locali e internazionali devono farsi molti mea culpa su molte cose se vogliono in un futuro prossimo assumersi di nuovo il coordinamento di un forum che merita di essere fatto di nuovo in Africa.
E’ un continente messo ai margini mondiali in tutti i sensi: politico, economico, culturale, sociale, spirituale. Grandi potenzialità inespresse perché una piccola elite ricca detiene il potere economico e politico praticamente in tutti i paesi africani gestendo un potere che con la violenza o manovre politiche o false promesse riescono sempre ad avere la meglio su un popolo africano che sta crescendo non solo in numero ma in coscienza. E questo è stato il più bel regalo di questo social forum in terra africana. L’aver saputo dare testimonianza al mondo che anche in Africa si possono organizzare forum mondiali soprattutto dalla gente comune che ha voluto a tutti i costi entrare dentro l’organizzazione delle varie attività anche senza l’autorizzazione degli organizzatori locali che avrebbero dovuto invitarli ad essere protagonisti insieme a loro e non solo a una piccola elite di ONG che si è avocata il diritto di gestire tutto lo show.
Anche per questo credo che gli organizzatori internazionali WSF devono essere coscienti a chi affidano l’intera organizzazione. Scegliere chi sa dialogare e coinvolgere le masse, le organizzazioni sindacali, le chiese, tutti coloro che hanno il diritto di parlare e partecipare, la vera società civile e non chi difende interessi personali o di gruppo. Chi è realmente in contatto con le grassroots (la base) e non solo nominalmente!! O un social forum con la gente, i poveri e gli emarginati al centro e protagonisti di esso o altrimenti nessun social forum!!!
L’organizzazione locale di Nairobi che non ha saputo coinvolgere i media e con esso la gente. Anche durante il forum si è notato una grande impreparazione e superficialità e disorganizzazione in vari ambiti. Per tutto l’anno scorso abbiamo aspettato con pazienza che qualcosa apparisse all’orizzonte e nei mesi che passavano noi della piattaforma ecumenica (rete di chiese cattoliche e protestanti) abbiamo cercato di essere disponibili e nel nostro piccolo di fare iniziative, preparare depliant o comunicati sul world social forum. Moltissima gente non sapeva nemmeno cosa era il social forum e anche durante i giorni del forum non c’è stato un grandissimo interesse dei media, che non erano stati preparati, se non richiami negativi su alcuni aspetti del forum. Ha fatto molto meglio la stampa internazionale dando il giusto e dovuto risalto alla prima e grande iniziativa sociale africana!
Due articoli soltanto, da settembre 06 a gennaio 07, sui giornali locali presentando il social forum come un’opportunità per il turismo locale, gli alberghi, i cibi, le tasse, i parchi nazionali e così via. Credo forse che avessero sbagliato località e forum….forse doveva essere Davos!! E anche il modo molto nascosto e velato di annunciare che questo forum mondiale era contro il neoliberismo e capitalismo quasi per la paura che il governo avrebbe bloccato il tutto. Credo proprio che era anche questo uno dei tanti motivi del perché l’organizzazione locale non appariva mai in pubblico e non si esponeva in dibattiti preparatori alla televisione, sui giornali e nei comizi. Si dice che non avessero fondi sufficienti per pubblicità e altre iniziative ma credo sia dovuto anche al fatto che è mancata una fiducia di fondo da parte di tante organizzazioni e governi mondiali per la gestione e trasparenza dei fondi. Ma proprio su questo invece gli organizzatori locali dovevano far leva sulla mobilitazione delle masse delle baraccopoli proprio per dimostrare che non sono indispensabili masse di denaro per mobilitare la gente. Ci vogliono idee, creatività e pazienza!! Una sfida persa…! E alla fine eravamo 50.000 come dicono invece dei 150.000 annunciati da almeno un anno! E avremmo potuto essere 200.000!!! Invece il focus del comitato organizzativo era sulla gestione economica del forum e non sulla presenza della gente. O meglio sulla qualità di produrre denaro per contenere i costi e non sulla qualità della crescita di coscienza della gente, dei poveri, dei veri soggetti dei 7 social forum che sono già avvenuti nella storia. O si cambia o si chiude!!
Infatti la nostra lunga lotta durata quasi 3 mesi per ottenere il ribasso del prezzo per i baraccati e di tutti coloro che non ce la facevano a pagare la tariffa imposta ha avuto successo proprio nell’ultimo mese. Il comitato internazionale ha accettato di ridurre da 500 (circa 5 euro) a 200 (circa 2 euro) scellini per i 4 giorni a Kasarani….cifra ancora molto alta per chi guadagna nemmeno 1 euro al giorno (le entrate medie di un baraccato di Nairobi è da 2 a 5 mila scellini al mese per chi ha un lavoro). Era infatti questo uno dei tanti ostacoli che abbiamo incontrato in questo cammino di avvicinamento al social forum africano. Tavola della Pace, Libera, UISP e altri amici ci hanno aiutato come Kutoka Network a pagare l’entrata per 1700 baraccati di Nairobi, ma erano molto pochi rispetto alle richieste ricevute. L’odissea per avere i pass e i programmi ve la risparmio non ne vale la pena, ma il giorno dell’inaugurazione 20 gennaio fino al pomeriggio non avevamo ancora nessun pass per la nostra gente. Finalmente ci danno l’ok per mezzogiorno ma quando qualcuno di noi va per ritirarli ci dicono che non sono pronti, manca il timbro dell’organizzazione. Se volete fatevelo voi. Allora ci mettiamo di buona lena….e invece di 1700 pass timbrati si continua fino a 4500. Il tutto distribuito gratuitamente a baraccati di tanti slums. Un esproprio popolare che ha dato l’opportunità di entrare a migliaia di baraccati che ci hanno regalato la loro gioia e vitalità per tutto il tempo del social forum!! Altri poi hanno sfondato i cancelli. Altre migliaia e migliaia presenti nei vari slums alle varie iniziative decentrate!!
All’inizio del forum siamo partiti con la marcia della pace da Kibera, la baraccopoli più grande dell’Africa 800 mila abitanti, a ovest della città proprio per dare un abbraccio di pace e solidarietà a tutti i delegati arrivati in città. Ce l’abbiamo fatta ad organizzarla con diversi baraccati….c’erano moltissimi stranieri….non molti Keniani il primo giorno ad Uhuru Park, forse tutti insieme 20 mila delegati!
Abbiamo voluto terminare ancora
da un’altra baraccopoli, anzi attraverso tante baraccopoli dalla parte est
della città dove c’è la stragrande maggioranza delle baraccopoli, proprio
l’ultimo giorno del forum. Partenza da
E’ stato un grande momento e coronamento per il grande lavoro di tanti mesi del Kutoka Network e di tutti i baraccati. Nuove sfide, network e tanto lavoro sono davanti a noi!
E’ stato un forum caratterizzato anche dalle varie chiese e religioni presenti qui in Africa. Una delle tante caratteristiche e peculiarità di questo misterioso e stupendo continente! Si è vista davvero una presenza massiccia di varie chiese e denominazioni attive e presenti alle frontiere della sofferenza umana dove molto spesso non esiste lo Stato ma è presente una comunità cristiana o musulmana che lotta per la dignità e la giustizia e non per proselitismo. Molte delle lotte sociali e per i diritti umani passano attraverso il sangue e le sofferenze di comunità religiose che danno la vita in posti sperduti di questo bellissimo ma ancora molto sconosciuto e pericoloso continente! Per molti che venivano da altri continenti e estrazioni politiche, sociali e religiose è stata una piacevole sorpresa!! Per molti altri una conferma del grande lavoro umile e nascosto di tante comunità cristiane e religiose perché il continente sia rispettato e riconosciuto nelle sue istanze di giustizia, solidarietà, convivialità e di pace. Un forum che rimarrà per sempre nei ricordi e nelle menti di molti di noi, africani, italiani, baraccati, religiosi e tutti i delegati. L’Africa è giovane! Un Africa che vuole vivere e vuole gridare la propria forza, bellezza e audacia.
Ho un sogno: che davvero
questo forum ritorni in Africa e organizzato dalla gente, dalla vera
società civile che lotta e soffre ma che proprio attraverso questa passione ha
molto da raccontarci e insegnarci. Al prossimo social forum probabilmente Chirombera sarà ancora tra i protagonisti!!
Ma stavolta dalla parte di chi parlerà della sua storia e della sua voglia di
Vita! Se solo lasciasse un po’ da parte la sua costante testardaggine…..e la
colla….ma tutto è possibile!
Anche per Chirombera un vita
diversa è possibile!!
Ah dimenticavo!! Vorremmo continuare a dialogare con te e voi su
questo social forum e su ciò che significa
C’è un proverbio swahili che mi piace molto e che rispecchia la forza e la voglia dell’Africa di emergere:
UMOJA
NI NGUVU!! UTENGANO NI UDAIFU!!
L’UNIONE E’ FORZA!! LA DIVISIONE E’ DEBOLEZZA!!
Qui a
Ma anche con PAMOJA TUNAWEZA!! INSIEME POSSIAMO FARCELA!!

