Carovana Nord Ovest
Firenze, 2 ottobre - La carovana chiamata a cancellare quelle parole che feriscono come pietre
Firenze, 2 ottobre 2008
La Carovana del Nord oggi è arrivata a Firenze e si è preparata per l'organizzazione di questi due giorni della tappa centrale. Prima di arrivare in Toscana però abbiamo fatto una breve sosta a Carpi, Modena, per incontrare alcune persone che si sono mosse, e continuano a farlo, nella cittadina per affermare che la gestione di acqua, gas e rifiuti deve essere pubblica.
Ci siamo fermati con loro per poco tempo ma è stato davvero molto importante: ancora una volta abbiamo manifestato tutto il nostro appoggio a chi si batte per garantire l'uso pubblico di risorse naturali come l'acqua e si impegna sul territorio contro la privatizzazione di alcuni servizi.
Arrivati a Firenze, siamo stati dapprima accolti dai comboniani e poi abbiamo iniziato il nostro lavoro vero e proprio.
Innanzitutto due incontri fra le mura della curia fiorentina, il saluto con tanto di augurio per l'impegno che stiamo portando avanti da parte del vescovo, Mons. Claudio Maniago, e una lezione teologica sulla figura di San Paolo, testimone importantissimo nella cristianità e molto attuale per aver lottato contro l'impero. Don Andrea Bigalli ci ha lanciato qualche provocazione, come ad esempio il fatto che l'annuncio della Parola è difficile non tanto perché la Parola si lascia effettivamente incatenare ma perché troppo facilmente sono le persone che cedono al clima soffocante della società.
La richiesta è di esercitare l'intelligenza, nel portare avanti il nostro messaggio, perché di essa necessitano tutti i linguaggi sovversivi.
Trascorso questo momento, i carovanieri si sono dati al volantinaggio nel centro di Firenze; come sempre, in questi casi, le reazioni delle persone erano per lo più differenziate; ricordiamo però molto bene alcuni volti, soprattutto quelli di chi si è fidato da subito e ci ha ringraziato per il nostro impegno a favore della pace e contro tutte le discriminazioni che tendono a vedere la persona non in quanto essere umano, ma come inserita in etichette e categorie.
Questo è stato in parte anche l'argomento principale della conferenza, cui abbiamo partecipato, tenuta dall'antropologa Geneviève Makaping, donna africana, camerunense, italiana e calabrese.
Una donna davvero formidabile, che ha saputo parlare con coraggio e determinazione.
Il tema della serata è stato “Vinci la paura, accogliendo l'altro”, e la discussione partiva dalla visione di un filmato Appunti fiorentini, girato da alcuni ragazzi, sul tema del razzismo: fenomeno attuale più di quanto si possa immaginare; seppur rimane nascosto fintanto bisogna metterci la faccia, questa piaga della nostra società esce allo scoperto in vari atteggiamenti che abbiamo nella vita di tutti i giorni.
Ancora una volta, il messaggio è che non si può essere indifferenti rispetto a tante parole e pensieri che come pietre uccidono e fanno male. Il vizio di etichettare e di parlare di razza, concetto più che mai insulso in quanto non gode di alcun fondamento naturale, porta le persone a “negare le diversità e a non riconoscere la dignità dell'altro”. “Nessuno nasce tale” dice la nostra testimone, "ognuno si costruisce attraverso le scelte di tutti i giorni"; a noi l'invito a considerare l'altro come lo specchio di noi stessi, lo specchio sono gli occhi degli altri.
Geneviéve Makaping parla con tanta forza alla platea, la sua voce risuona nella sala, la sua esperienza di antropologa e scrittrice la rende davvero capace di esprimere in modo chiaro la sua denuncia a chi è complice di tutte le odierne forme di sfruttamento. E alla fine, solo poche parole, “Non siate razzisti, grazie”.

