Carovana Nord Ovest
Verona, 1 ottobre - L'incontro con il Nord Est e una giornata piena di riflessioni
Verona, 1 ottobre 2008
Oggi vorrei iniziare questa pagina di diario con una riflessione che viene da un fatto di cronaca che si è incontrato/scontrato con la nostra Carovana.
Ma prima una contestualizzazione: questa mattina ci siamo ritrovati con la carovana Nord-Est, a Verona, per continuare il cammino insieme. La loro ultima tappa è stata Vicenza, è stato il protestare con il movimento “No dal Molin” contro la costruzione della base militare americana.
Ma accanto alla protesta, la proposta. L'appoggio al referendum del 5 ottobre per chiedere agli abitanti di esprimere la propria opinione a riguardo.
Ebbene, è di oggi la notizia che forse il referendum sarà abrogato, negando così un diritto fondamentale della persona: far sentire la propria voce, avvalendosi della libertà di espressione.
La questione è davvero molto importante, in questo modo infatti sembrano venire meno i principi cardini della democrazia e noi, come Carovana della Pace, non possiamo e non dobbiamo rimanere indifferenti tutto questo.
Allo stesso tempo, ampliando gli orizzonti la riflessione arriva a coinvolgere una realtà molto più vasta, e si pongono determinati interrogativi suscitati dallo sconforto intorno alla mancanza di consapevolezza da parte della società civile: dove siamo arrivati? cosa sta succedendo all'uomo se non trova più la capacità di indignarsi di fronte a chiari segni di restrizione delle nostre libertà?
Crediamo che in questo momento sia necessario un atteggiamento che, a prima vista, può sembrare paradossale. Innanzitutto il silenzio, ma un silenzio produttivo: prendersi tempo per riflettere, per pensare, per valutare le proprie scelte e la passività con cui troppo spesso reagiamo a quelle di altri, soprattutto se ingiuste.
E poi, una volta meditato il nostro ruolo, oggi, come uomini e cittadini, a noi il compito di elevare un grido, di far sentire la nostra voce, di (e siamo sempre qui...) liberare la Parola: dichiariamo ancora una volta la nostra opposizione a qualsiasi ostacolo al riconoscimento della dignità della persona, in favore del libero pensiero, nella necessità di risvegliare quel sentimento che don Milani ben esprimeva con le parole "I care", ovvero un “prendersi cura” nei confronti delle realtà che ci stanno a cuore.
Al di là di questo la giornata di oggi è stata un insieme di tantissime esperienze diverse, di testimonianze differenti e di momenti in cui si alternava la speranza e la voglia di schierarsi.
Stando a Verona è stato inevitabile sentirsi in dovere di manifestare la propria posizione nella polemica suscitata nella città dal sindaco Tosi, riguardo il divieto di affiggere le bandiere della pace, in quanto simbolo politico. La bandiera della pace NON ha nessuna valenza politica, rappresenta un ideale a cui aspiriamo e nel quale ci ritroviamo. Abbiamo, così, girato per le strade della città con le bandiere arcobaleno, ribadendo in questo modo la nostra posizione.
Questo pomeriggio ci siamo ritrovati in duomo a Verona per un momento di preghiera, durante il quale abbiamo ascoltato la testimonianza di padre Andrés Tamayo, dell'Honduras, che ci ha parlato del suo impegno politico a favore del suo Paese, del suo camminare fianco a fianco del suo popolo, ricordandoci che l'esistenza va giocata con e per gli altri.
La sera abbiamo partecipato all'incontro a Verona sul tema “Nella mia città nessuno è straniero”, ascoltando ancora la testimonianza di Ciotti, questa volta affiancato da Trevisi, vice-questore di Verona, che ha scritto un libro proprio sul tema dell'immigrazione, mettendosi nei loro panni e riconoscendo le difficoltà che queste persone trovano nel momento in cui giungono in Italia e devono fare i conti con la nostra legge. Inoltre abbiamo ascoltato i racconti di vita di quattro giovani donne immigrate, di provenienza diversa, con le loro differenti esperienze, date dai differenti contesti in cui si sono trovate e dalle differenti persone incontrate sul loro cammino.
Concludo con alcune parole del Vescovo Tonino Bello, che ci ha ricordato proprio don Ciotti durante la serata: “Non voglio sapere chi è Dio, mi basta sapere da che parte sta”. Siano di conforto al nostro impegno...

