Limone: Da Limone partono le Carovane di Comboni
Limone: Da Limone partono le Carovane di Comboni
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| Martedì 7 settembre è partita dalla chiesa di Limone sul Garda la carovana della pace 2004, che fin dall’inizio ha voluto porsi nella dimensione del cammino attraversando con una fiaccolata le vie del paese. La prima tappa è stata la casa natale di San Daniele Comboni, dove circa *** persone, tra cui tantissimi giovani, si sono riunite per ascoltare i testimoni della Chiesa e della società civile e riflettere sulle situazioni di ingiustizia vicine e lontane, animati dallo stesso sogno di condividere con gli ultimi la costruzione di un mondo migliore. Nell’atmosfera di grande entusiasmo le parole di Paolo Barnard, giornalista RAI della trasmissione Report, hanno avuto il sapore di un amaro realismo. Egli ha messo in luce il fallimento del pacifismo e della lotta al capitalismo, ricordando ad esempio come la guerra in Iraq sia stata condotta nonostante il forte dissenso dell’opinione pubblica. Ha quindi invitato la società civile organizzata ad impiegare in modo più proficuo le sue energie passando da una politica di slogan manifestati in piazza ad una progettazione concreta di cosa significa realmente costruire un mondo diverso. Rivolgendosi al popolo di Porto Alegre nel documento “Per un mondo migliore” si domanda: “Quanto costa un mondo migliore? Quanto costerà il mio caffè? E internet? Quanti posti di lavoro si perderebbero?…Chiedo agli economisti di Porto Alegre di studiare, calcolare e divulgare i prezzi, in termini di mezzi richiesti per la fattibilità, prezzi e rinunce al consumo, mutamenti di stili di vita, perdita di occupazione e strategia per riconvertirla, equilibri politici, crescita economica. Non conoscere quei prezzi, non divulgarli non farsene carico è precisamente ciò che condannerà Porto Alegre a parlare al vento, tante belle parole ma nessun seguito fra la gente. Dunque il fallimento.” Parole forti, quindi, ma che non hanno tolto la speranza perché questa autocritica ha dato il via ad una nuova partenza, spronando la gente ad informarsi, dibattere, prendersi carico degli esatti costi di un mondo migliore e scoprire nuove arti per comunicare e per creare consenso attorno a questi temi. E i cristiani? Padre Alex Zanotelli ha risposto con le parole di Hurley, arcivescovo cattolico di Derbey: “Scopo della chiesa è operare con Cristo nella trasformazione dell’umanità. E’ giunto il momento di dedicarsi alla trasformazione sociale”. Il missionario comboniano ha quindi richiamato il primato della missione, in cui l’annuncio del Vangelo converte l’uomo e lo chiama a diventare egli stesso testimone nella società in cui vive. Prendendo spunto dal documento elaborato dai giovani della Carovana egli ha sottolineato quanto sia necessario ritornare al Vangelo per rileggerlo insieme, a piccoli gruppi, e impostare la propria vita sulla Parola, come facevano le prime comunità cristiane. Con le parole di padre Alex la carovana della Pace si rivolge ai cristiani invitandoli a riscoprire e tradurre la Buona Novella nel campo dell’economia e della non violenza, mettendosi alla sequela del Cristo che ha sognato per il suo popolo una vita alternativa al sistema, capace di fraternità e di pace. Sotto il cielo stellato di Limone riecheggia il monito di papa Giovanni XXIII,che alla vigilia del secondo Concilio Vaticano, invitava la Chiesa a mettersi dalla parte dei poveri e a diventare povera. Al termine della serata, sulle note del canto “Shalom”, sono stati unti con l’olio di Limone i carovanieri, che percorreranno l’Italia incontrando le comunità cristiane e la società civile. La Carovana si propone di interrogare le coscienze e di dialogare insieme per costruire un mondo dove sia veramente “VITA PIENA PER TUTTI”. Comboni lasciò Limone, girò l’Europa per trovare consenso, organizzò tante carovane dirette verso il Sudan per realizzare il “Piano di rigenerazione dell’Africa” ed ancora oggi queste nuove carovane seguono il suo sogno. |

