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Alessano: "La Follia della Ragione", scritto di L.Nicolardi

Alessano: "La Follia della Ragione", scritto di L.Nicolardi

 

La Follia della Ragione

intervento di L.Nicolardi, sindaco di Alessano alla Marcia della Pace S.M. di Leuca - Alessano

 
Chiedere il consenso per legittimare una guerra è operazione quanto mai subdola e pretestuosa che non mette a tacere le proprie coscienze circa le conseguenze che una risoluzione armata del conflitto comporta, in termini di violazioni dei diritti umani, di vittime innocenti, di distruzione di ingenti quantità di patrimonio storico e naturale, le cui ripercussioni si avranno per molte generazioni future.

Essere legittimati, avere ragione, dimostrare la fondatezza delle proprie opinioni attraverso l'esibizione di documenti scritti o parlati, questo sembra essere oggi la preoccupazione principale di ognuno di noi, a cominciare dai nostri governatori.

Assistiamo impotenti ad un intenso dibattito, sulle pagine dei giornali, nei talk show televisivi, nelle piazze e nelle case che vede contrapposti i fautori del conflitto armato e i loro oppositori. E' triste constatare che c'e' ancora qualcuno che pensa che ci possano essere ragioni umane capaci di legittimare una guerra. La guerra e' una follia. Folle e' colui che pensa di risolvere le controversie internazionali con l'uso di eserciti; folle e' colui che finge di indignarsi di fronte alla violenza della guerra e che cerca la razionalità nelle sue azioni. Non manca giorno in cui qualcuno non cerchi di convincerci che esiste una guerra giusta, una giusta causa per cui valga la pena ammazzare o farsi ammazzare. Non ci sono ragioni che giustifichino una guerra. La demarcazione di una linea di confine, la differenza di razza e quella di religione, un attentato terroristico, per quanto grave esso sia; gli interessi privati dei potenti che ci governano non sono ragioni sufficienti per giustificare lo sterminio di un popolo.

La violenza genera violenza, non costruisce la pace. Il terrorismo si deve combattere con le armi della democrazia e gli eserciti devono essere impiegati come strumenti per costruire la pace e non per esaltare la guerra. Al grido assordante delle loro armi di distruzione, che violano i diritti umani, dobbiamo contrapporre l'urlo dei "costruttori di pace", fatto di tante piccole voci sommesse che quotidianamente lavorano per un mondo libero da ogni genere di violenza e dalla minaccia della guerra.

"La pace - dice don Tonino Bello - e' solidarietà col prossimo. E' insonnia perché la gente stia bene. E' condividere col fratello gioie e dolori, progetti e speranze. E' portare gli uni i pesi degli altri con la tenerezza del dono. La pace e' frutto della giustizia". E' la costruzione mentale di ogni individuo che ripudia la guerra come strumento di costruzione della società civile. Dobbiamo impedire alla nostra società civile di continuare a costruire sacrari e monumenti che ricordano e commemorano i caduti di vecchie e nuove guerre, tristi luoghi della memoria che stanno a testimoniare lo stato di barbarie che la società raggiunge ogni qual volta perde la ragione e la razionalità lascia il posto alla follia. Ogni qual volta che un governatore incita il popolo alla guerra dobbiamo essere preparati a rispondere con le armi della pace che sono la giustizia, la tolleranza e la solidarietà.

Luigi Nicolardi

Sindaco di Alessano (LE)

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