FEDELI NELLA VITA DI OGNI GIORNO
di P.Casaldaliga e
J.M.Vigil
Quanto è pieno il mondo di persone che giocano a fare i potenti e
poi cadono, si smentiscono, falliscono nelle piccole cose. Gli autori,
in questo breve testo, vogliono aiutarci a gettare in noi le fondamenta
per essere autentici e coerenti costruttori di sogni, non germogli che
si spezzano al primo soffio di vento.
Uno spirito
rivoluzionario si trova sempre ad affrontare, in un modo o
nell’altro, la tensione fra utopia e realtà.
L’utopia è sempre così
u-topica, così «senza luogo qui», così «in altro luogo», da
rifiutarsi persino di prender luogo nelle nostre vite. Paradossalmente è
più facile dare la propria vita in un gesto eroico che offrirla
nella fedeltà quotidiana, nell’oscurità dell’anonimato
e delle piccole cose d’ogni giorno. È più facile amare
le grandi «cause» a distanza che incarnarle nell’impegno di
tutti i giorni. Sono più facili i grandi gesti solenni in faccia a una
platea che la fedeltà ai piccoli dettagli quotidiani vissuti
nell’oscurità e nell’anonimato, giorno dopo giorno.
«E’ più facile conquistare
la libertà che amministrarla ogni giorno», diceva Bolívar. È
più facile riuscire vittoriosi in una rivoluzione che continuarla con
una mistica sostenuta negli anni seguenti. È più facile
un’insurrezione eroica che la «rivoluzione
quotidiana» nella società e in ciascuna delle nostre vite.
La
spiritualità liberatrice non è
uno spirito di libertinaggio, di anarchia. Sarebbe questa una falsa
liberazione. La nostra è una spiritualità disciplinata, anche a
motivo della rivoluzione a cui vuole servire. Si vive giorno per giorno.
E’ una spiritualità disciplinata negli orari, riservando il suo
tempo a ogni cosa: al lavoro, al riposo, allo stare insieme, alla
preghiera…
Quanto più saremo utopici,
quanto più slancio e potenza avrà la nostra mistica, tanto più ci sarà
bisogno di canali, di argini, per non disperdersi prodigando inutilmente
le proprie energie… È impossibile essere autentici senza una
disciplina e un autocontrollo che programmino man mano la propria vita e
le sue attività… I
rivoluzionari più in gamba sono stati un esempio di disciplina e di
autocontrollo. La libertà e la festa possono dar semplicemente adito a
malintesi, accessi, esagerazioni indebite. Disciplina, ordine, metodo,
progetti, valutazioni, fedeltà nelle piccole cose, costanza, tenacia…
sono tratti distintivi del nostro spirito. E’ il «realismo» delle
persone «autenticamente e coerentemente utopiche».
«L’utopia ha un suo calendario».
Affrontare la vita giorno per giorno è vivere
nella realtà concreta della lotta per le utopie, è avere la capacità
di sopportare senza scandali insuperabili e senza stanchezze improntate
a disfattismo la miseria e la cattiveria presenti in tutte le opere
umane quando siano viste da vicino, nel campo di battaglia che è la
realtà senza idealizzazioni.
La fedeltà nella vita di ogni
giorno è anche, sul piano individuale, il senso di coerenza e di unità
della vita personale, il superamento di ogni schizofrenia della doppia
faccia o della doppia morale.
L’ascesi del controllo di sé,
della maturità psichica, dell’armonia dei rapporti con gli altri
nei vari ambiti (famiglia, gruppo di lavoro, movimento popolare,
sindacato, impegno politico, lavoro pastorale, militanza sindacale o
politica, ecumenismo, riposo, tempo libero…) viene sempre più
considerata oggigiorno come un requisito necessario per la credibilità
personale di ogni militante, per l’autenticità di ogni persona, per
la santità di ogni cristiano. Mantenersi aperti alla critica e crescere
in questa vera ascesi che è la critica comunitaria, come pure esigere
da se stessi la realizzazione coerente della democrazia nel modo di
lavorare e di vivere insieme al popolo, al proprio gruppo, ecc., sono
altrettante autentiche esperienze spirituali.
Si tratta anche di ascesi
dell’armonia, dell’equilibrio: per non aver saputo condurre giorno
per giorno una vita armoniosa, molti militanti hanno distrutto la loro
famiglia, la loro affettività, il loro equilibrio personale, la loro
utopia politica; alcuni cristiani hanno anche distrutto la loro
prospettiva di santità…
La fedeltà reale nella vita
d’ogni giorno implica il superamento dell’autoillusione in cui
vivono quelli che provano una grande indignazione etica di fronte alle
ingiustizie nazionali o mondiali, quelli che sentono una profonda «compassione»
nei riguardi degli oppressi lontani, impegnandosi anche generosamente in
un determinato campo di lavoro dove si fanno notare, ma non provano
simultaneamente nessuna compassione verso i più vicini, non
hanno coscienza dei propri doveri verso chi sta loro attorno nel
proprio ambito familiare (moglie, marito, figli, genitori, nonni), comunitario (l’attenzione per le cose collettive, la partecipazione
responsabile ai lavori comunitari, il non essere di peso agli altri, la
collaborazione con gli abitanti del posto, l’igiene, aver cura
dell’ambiente…), di immediata realtà quotidiana (le imposte,
gli obblighi fiscali, le leggi riguardanti la viabilità…).
Certe vite monastiche classiche,
certe forme di segregazione claustrale che hanno avuto il loro valore in
altre epoche, non sempre sarebbero oggi il modo migliore di rispondere
alla solidarietà umana e alle responsabilità sociali. Non basta
ritirarsi in solitudine per vivere con Dio e lottare col diavolo.
Bisogna affrontare la sfida del bene e del male anche nella
solidarietà
con i fratelli. Con questo non neghiamo la validità di vocazioni
specifiche alla contemplazione radicale, sempre però in spirito di
solidarietà, come vocazioni oranti, come testimonianze della
trascendenza, oggi più necessarie che mai, in mezzo a un mondo opaco e immediatista…
È nella
vita di ogni giorno che
è più difficile superare le incoerenze personali, la contraddizione
tra utopia, ideali, generosità, gesti nobili ed eroici da una parte, e
dall’altra egoismi nella vita matrimoniale, familiare, comunitaria o
di gruppo di lavoro, corruzione, mancanza di responsabilità nelle
piccole cose, debolezza in cose umane come
la gola, l’immaturità sessuale, l’alcol… È nella nostra
condotta quotidiana che diventano palesi a coloro che ci stanno intorno
quei medesimi atteggiamenti viziosi di fondo che passano spesso
inosservati a noi stessi (ansia di primeggiare, personalismo, orgoglio,
strumentalizzazione degli altri, irresponsabilità…).
L’armonia personale richiede
interiore coerenza strutturale della persona: si tratta di una profonda
armonia e coesione tra l’opzione fondamentale della persona, i suoi
atteggiamenti di fondo, e i suoi atti concreti. Solo quando c’è
coerenza tra questi tre piani esiste armonia, autenticità, veracità
nella persona. E questo a tutti i livelli: individuale, intimo, privato,
comunitario-locale, di vicinato, militante, economico, pubblico… La
testimonianza sarebbe il segno più grande di veracità. Il
martirio ne
sarebbe il segno supremo.
L’utopista, il rivoluzionario, il
santo caratterizzato dallo spirito liberatore è una persona coerente:
la sua fedeltà muove dalla radice della sua persona per arrivare fino
ai minimi dettagli che gli altri trascurano: l’attenzione ai piccoli,
il rispetto totale ai subordinati, l’estirpamento dell’egoismo e
dell’orgoglio, la preoccupazione delle cose comuni, il generoso
impegno nei lavori non rimunerati, l’onestà nei confronti delle leggi
pubbliche, la puntualità, il riguardo per gli altri nella
corrispondenza epistolare, il non fare distinzione di persone, il non
lasciarsi comprare dal denaro… La delicata fedeltà quotidiana è la
migliore garanzia della credibilità delle
nostre utopie. Più coltiveremo l’utopia, più vivremo la
quotidianità!
Dice un proverbio che «ogni uomo
ha il suo prezzo»: di fronte a una certa offerta (per una quota più o
meno grande di denaro, potere, protagonismo, comodità, sesso, fama,
adulazione…) ogni persona finisce qualche giorno per cedere, per
vendere la sua coscienza, la sua dignità, la sua onestà… La
corruzione è, a molti livelli, una piaga impressionante nei nostri
paesi. L’uomo e la donna nuovi, ripieni di spirito, sono davvero
incorruttibili anche nel piccolo, anche nei giorni grigi.
Il giorno-per-giorno è il test più
affidabile per mostrare la qualità della nostra vita e lo spirito da
cui è animata. E’ qui che occorre dimostrare la verità di parole
d’ordine come: «Essere ciò che si è. Dire
ciò che si crede. Credere ciò che si predica. Vivere ciò che si
proclama. Fino alle ultime conseguenze e nelle piccolezze della vita
quotidiana».
Questa del giorno-per-giorno viene
a essere una delle principali forme di «ascetica» della nostra
spiritualità. L’eroismo della realtà quotidiana, domestica,
abituale, l’eroismo della fedeltà che arriva fino ai dettagli oscuri
e anonimi. La fedeltà vissuta giorno per giorno viene a essere uno dei
principali criteri di autenticità. Perché «quelli che possiedono il
messaggio di liberazione non sono gli stessi che
liberano realmente».
Dimmi come vivi una giornata
comune, una giornata qualsiasi, e ti dirò se è valido il tuo sogno di
un domani diverso.
L’utopia non è una chimera.
Deve affrontare l’«incredibile inerzia del reale» (Guardini), «l’insopportabile
leggerezza dell’essere» (Kundera).
Il kairós
può essere vissuto solo nel kronos e va accolto oggi, ogni
nuovo giorno…