|
KARIOBANGI PARTE PER UN VIAGGIO VERSO LA VITA
(Di Oluoch Japheth e Jacob Odhiambo)
Il 9
novembre 2003 rimarrà sempre vivo nei ricordi dei membri
della Parrocchia di Kariobangi. Questo rimarrà nella storia
come un giorno in cui la Parrocchia di Kariobangi partì per
un viaggio verso la vita. Liberi dalla minaccia della pioggia circa un
migliaio di persone si presentarono per il pellegrinaggio
mattutino a Kibera.
All'inizio, fu il panico tra gli iscritti al pellegrinaggio,
perchè fu annunciato che
coloro che partecipavano si sarebbero dovuti riunire alla
Parrocchia di
Kariobangi alle 5.30a.m.. Pochi credevano che le persone che
arrivavano da S. John di Korogocho avrebbero affrontato
l’insicurezza per arrivare in tempo. La paura fu superata quella mattina. Alle 5.45a.m., la Chiesa era piena;
i nastri erano appuntati sui loro petti.
Quando
partimmo per il pellegrinaggio verso la vita l’emozione era
nell’aria. Decine di bandiere PACE (la parola italiana
per PEACE), con i loro colori dell’arcobaleno,
l’arcobaleno delle nostre diversità, aggiungevano bellezza
al pellegrinaggio. Grandi ritratti di Comboni e stendardi che
invocavano il suo sogno “Salvare l’Africa per mezzo
dell’Africa”, “Africa o morte” completavano questa
bellezza.
Un
rosario
fu recitato dalla Parrocchia di Kariobangi alla Chiesa
Cattolica di Santa Teresa, la nostra prima
tappa. Il rosario poteva essere di tanto in tanto interrotto
da canzoni e danze. Rivolgendosi ai partecipanti nellla
Parrocchia di S. Teresa Padre
Daniele Moschetti, Sacerdote in
carica della Chiesa Cattolica di S. John, disse che la scelta
di S. Teresa come prima tappa non era casuale. Disse che S.
Teresa era il centro di molti slums. Stava al centro dello
slum di Kibera, Mathare e Korogocho, i più grandi di
Nairobi. Disse che secondo una ricerca del “Kutoka
Inter-slums Network”, la sola Nairobi aveva 130 slums.
Era perciò importante pregare per il nostro paese e le nostre
famiglie che volevano la pace. Egli sottolineò la necessità
di amare i poveri.
John Ochieng,
un catechista dalla Chiesa di S. John invitò le Congregazioni
a emulare Daniele Comboni che difese i poveri. “Anche i
cimiteri e le camere mortuarie separano i ricchi e i poveri. I
ricchi non sono seppelliti nello stesso posto dei poveri”,
aggiunse. John Ochieng, che è anche il coordinatore
del centro Boma per il recupero dei bambini di strada,
denunciò la condizione dei poveri che lavorano per molte ore
nelle Aree Industriali ma che sono terribilmente sottopagati.
“la mia gioia più grande è che noi siamo capaci di
lavorare insieme e unire la nostra condizione in una sola
voce”, aggiunse.
Detto e
fatto tutto ciò, iniziò la seconda fase del viaggio verso la
vita. Il tempo fu scandito da silenzi per
riflettere sulla nostra pace interiore. Ciò fu
molto importante poiché la pace e la giustizia nascono nel
cuore umano. Non ci potranno mai essere pace e giustizia
per tutti se gli individui non avranno liberato i loro
cuori e perdonato se
stessi.
Alle nove,
la folla entusiasta fu introdotta nel Parco di Uhuru. Padre Umberto, il capo dei Comboniani in Kenya, si unì a noi.
Huruma Zone facilitò i
procedimenti. Rivolgendosi alle persone riunite, Mr. Ojwang,
presidente del
consiglio parrocchiale, ripeté l’importanza
della pace e della giustizia per la Comunità
Cattolica. Disse che era importante che le famiglie
praticassero la pace e la
giustizia. “Moltissimi giovani
stanno abbandonando la Chiesa a causa della mancanza di
modelli di ruolo dei loro genitori. Se le comunità Cristiane
non sono unite, molti altri sono bloccati ad unirsi alla
Chiesa”, disse.
Nel
frattempo, Padre Mario, il sacerdote della Parrocchia di
Kariobango Holy Trinity disse che il pellegrinaggio è come un
viaggio verso la vita. Disse che era come il rinnovamento dei
nostri voti battesimali ad essere servitori del prossimo.
Disse che il pellegrinaggio a Kibera era l’inizio di ciò
che Padre Raul (sacerdote della parrocchia Christ The King,
Kibera) chiama relazione di “gemelli fraterni”. “Questo
è il risultato dell’Arcivescovo Ndingi che consigliò alle
Parrocchie di Kariobangi e Christ the King di iniziare una
campagna per la costruzione della pace. Entrambe avevano
patito a causa di scontri tribali, dell’insicurezza e dei
problemi della terra che avevano condotto alle lotte di
Mungiki e Talebani”. Egli disse anche che le nostre missioni
avevano una visione di fede e di pace e lodò la parrocchia di Shilanga per essersi data il nome di
Daniele Comboni. Il momento più importante della giornata fu
dunque l’inaugurazione della parrocchia di Shilanga.
In
conclusione, il Pellegrinaggio di Kibera e la Campagna per la
pace sono solo alcune delle ultime iniziative degli abitanti
degli slums per affrontare i problemi che li riguardano.
Un’iniziativa di questo genere è il Kutoka Interslums
Network. Un'idea di Padre Daniele Moschetti e Fratel Fimbrr
tra gli altri, il Kutoka (Esodo in Kiswahili) Network nacque
nel febbraio 2002 a Mji Wa Furaha, il Centro Nazionale
Cattolico dei Giovani, da dodici parrocchie. Ha il sogno di
dare buone notizie dagli slums usando la stampa. Questo
contraddice la corrente principale dei mass media che non
vedono alcuna buona notizia da dare dagli slums. La rete
gestirà “sauti ya Ghetto”, un programma settimanale di
Radio Waumini, la Radio Cattolica. Esso metterà in risalto
molti problemi riguardanti gli slums, come quelli della
droga, dell’educazione e dei bambini di
strada. Per esempio,
la rete organizzerà una maratona il 14 dicembre 2003 per creare
consapevolezza sull’uso di alcool e droghe. La rete si
impegna anche a discutere due volte al mese specifici
argomenti come la revisione delle Costituzioni del Kenya
attualmente in corso.
Credo che
questi interventi diretti
esaudiranno alla lunga il sogno di Comboni “Salvare
l’Africa per mezzo dell’Africa”. |