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GIM Pesaro: Un cuore giovane! Sulle tracce di Gesù...

Preghiera iniziale, novembre 2008

Preghiera Iniziale GIM Pesaro - 15 Novembre ’08

Un cuore giovane!
Sulle tracce di Gesù…

           Mc 1,14-20
14 Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: 15 «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».

16 Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 17 Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini». 18 E subito, lasciate le reti, lo seguirono.

19 Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti. 20 Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono.

             

Un cuore che non si stanca

Il mese scorso ho ricevuto questa bellissima lettera da parte di padre Cristian, mio compagno di noviziato e attualmente impegnato come missionario in Sudan:

Avevo lasciato Fangak ormai da 20 giorni, spostandomi di villaggio in villaggio. Un giorno arrivai nel villaggio di Angelina: arrivai molto stanco per la lunga camminata sotto il sole. Ero un po’ amareggiato perché alla messa erano venuti solo un gruppo di ragazzi, molto distratti e rumorosi, e due adulti: una donna anziana, ormai cieca, e il catechista. Nessuno aveva partecipato alla comunione; e così era accaduto anche l’anno precedente. Stavo valutando queste cose quando Angelina – una ragazza tredicenne - mi portò il tè e il cibo.
L’ho guardata con gratitudine perché l’avevo vista trafficare a lungo: andare al fiume a prendere l’acqua, andare a chiedere lo zucchero e le foglie di tè a chi ne aveva, andare a mungere la mucca, pestare la durra fino a ridurla a farina e cucinarla. Le ho detto: ‘Sarai stanca’.
Lei mi ha guardato e ha risposto sorridendo:
‘Taa ke loida ce bi ciui’ (‘Ho un cuore che non si stanca’).
Allora ho capito: il corpo può anche essere stanco di lavorare, di confrontarsi con fatiche e delusioni, ma il cuore che vuole bene non si stanca
”.

Per me questa lettera è un gioiello prezioso; per questo voglio condividerla con tutti voi.
Non dobbiamo preoccuparci se la giornata di oggi è stata un mezzo insuccesso, se non tutte le persone hanno risposto come noi ci aspettavamo, e se ci sentiamo mancare un po’ le forze.
L’importante è non perdere la voglia di lottare, di camminare e di cantare; l’importante è sentirci nel cuore di Dio, e allora Lui non permetterà che il nostro cuore si stanchi.

Dobbiamo investire molte energie nel nostro cuore, e nel cuore della gente, perché è la nostra principale ricchezza: se viene meno il cuore, se si stanca il cuore, viene meno tutto il resto.
In tutto quello che facciamo, dunque, dobbiamo puntare al cuore della persona. A volte realizziamo tante attività, preoccupati del successo ‘esterno’ di queste iniziative: partecipazione di massa, applausi, etc.
Ma in molti casi queste attività non toccano quel luogo sacro in cui la gente sceglie il suo tesoro e prende le sue decisioni. Meglio allora fare una sola attività, e forse non molto rumorosa, ma saper arrivare al cuore delle persone.

Da una lettera di FR. Alberto Degan,
Guayaquil, Ecuador, Aprile 2007

            

Canta il sogno del mondo

Ama, saluta la gente
Dona, perdona
ama ancora e saluta
(nessuno saluta
del condominio,
ma neppure per via)

Dai la mano aiuta
comprendi dimentica
e ricorda
solo il bene.
E del bene degli altri
godi e fai
godere.

Godi del nulla che hai
del poco che basta
giorno dopo giorno:
e pure quel poco
se necessario, dividi.

E vai,
vai leggero.
dietro il vento e il sole
e canta.
Vai di paese in paese
e saluta saluta tutti
il nero, l'olivastro
e perfino il bianco.

Canta il sogno del mondo:
che tutti i paesi
si contendano
d'averti generato

David Maria Turoldo


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