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... poi rimango solo. la preghiera e la speranza di don Tonino Bello

...poi rimango solo

la preghiera e la speranza di don Tonino Bello

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Questa preghiera è tratta dal Diario di don Tonino Bello durante la marcia a Sarajevo nel 1992, con 500 operatori di pace partiti da Ancona, quando già don Tonino era indebolito dalla sua malattia. Il vescovo morirà pochi mesi dopo, nell'aprile 1993.

visita anche la pagina del Giubileo degli Oppressi '02 e della Carovana della Pace '03

 

Poi rimango solo, e sento per la prima volta una gran voglia di piangere.

Tenerezza, rimorso, o percezione del poco che si è potuto seminare e della lunga strada che rimane da compiere?

Attecchirà davvero la semente della nonviolenza? Sarà davvero questa la strategia di domani? È possibile cambiare il mondo con i gesti semplici dei disarmati?

È davvero possibile che, quando le istituzioni non si muovono, il popolo si possa organizzare per conto suo e collocare spine nel fianco di chi gestisce il potere?

Fino a quando questa cultura della nonviolenza rimarrà subalterna? Questa impresa contribuirà davvero a produrre inversioni di marcia?

Perché i mezzi di comunicazione di massa, che hanno invaso la Somalia a servizio di scenografie di morte, hanno pressoché taciuto su questa incredibile scenografia di pace?

Ma in questa guerra allucinante chi ha veramente torto e chi ha ragione? E qual è il tasso delle nostre colpe di esportatori di armi in questa delirante barbarie che si consuma sul popolo della Bosnia?

Sono troppo stanco per rispondere stasera. Per ora mi lascio cullare da una incontenibile speranza. Le cose cambieranno, se i poveri lo vogliono.

                                                                                                        (don Tonino Bello, Sarajevo, Dicembre 1992)

 

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