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Lettera da Camaldoli

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Mio Dio, Mio Dio bambino, povero come l'amore,
piccolo come un piccolo d'uomo
mio Dio bambino umile come la paglia dove sei nato,
mio piccolo Dio che impari a vivere come noi
questa nostra vita,
che domandi attenzione e protezione,
mio Dio incapace di difenderti
e di aggredire e di far del male, mio Dio,
che come un bambino altro non sai fare
che amare e domandare amore,
insegnaci che non c'è altro senso,
che non c'è altro destino che diventare come Te.
E allora in tutto il mondo, in questa notte
può essere un immensa Betlemme.
E qui e ovunque la Vergine torna a partorire
ancora il suo figlio impossibile,
ovunque ci siano semplicemente uomini veri.
Se ti chini su te stesso, sul tuo intimo,
su quella parte di te che non riveli a nessuno,
né all'amico, né alla madre, né allo sposo, 
se ti chini sul tuo segreto più profondo,
là dove nascono i sogni e l'amore,
là vedrai emergere un volto che non è il tuo volto
ma quello del Figlio della bellissima,
il volto del Dio amabile,
un bambino che cingerà per sempre in un abbraccio
l'amarezza di ogni sua creatura malata di solitudine.

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