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GIM Pesaro: Tocca la Parola di Vita!

ottobre 2004

Missione Giovane...

  ...che Vinca la Vita!

 

GIM di Pesaro Ottobre 2004

 

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Teologia della Missione Catechesi Sfide per Crescere

    

Tocca la Parola di VITA!

   

- CANTO -

 

“DIO è vita!!” nelle parole di Giovanni

 

Il vangelo di Giovanni è chiamato anche “quarto” vangelo perché nella Bibbia occupa il quarto posto ed è diverso dai primi tre, che per il fatto di essere molto simili tra loro sono chiamati sinottici. Ultimamente ne è stato riscoperto il valore e la forza trasformatrice per l’attuale momento storico. Come succede per la maggior parte dei libri della Bibbia, non sappiamo esattamente chi ha scritto questo vangelo; dietro a qualsiasi libro biblico c’è sempre una comunità di fede. La stesura del vangelo è attribuita ad un discepolo anonimo, conosciuto come il discepolo AMATO (nel vangelo troviamo riferimenti a questo discepolo). In realtà è più probabile che il vangelo abbia origine da una comunità: quella di Giovanni. L’importanza principale di questo scritto è dovuta al motivo per cui è stato realizzato: “ Sono stati scritti questi segni perché crediate che Gesù è il Cristo, il figlio di Dio, e perché credendo, abbiate la vita nel suo nome “ Gv. 20,30-31

Il Vangelo è stato scritto per raccontare alcuni SEGNI realizzati da Gesù diventati importanti nella storia della comunità, per portare la stessa, e i lettori, a credere in Gesù Cristo, e in suo nome entrare nella VITA!!!

Dai SEGNI concreti di Gesù il vangelo ci parla di FEDE e VITA!

I simbolismi usati da Giovanni avevano uno scopo di protezione dalla persecuzione dell’Impero Romano e dal disfacimento delle comunità cristiane che erano comuni in quel periodo. Fin dall’inizio Giovanni ci dice che il centro della rivelazione di Dio è la vita. Dal Padre al figlio, dai testimoni ai fedeli la vita cresce come PARTECIPAZIONE, COMUNIONE, ALLEGRIA.

Per Giovanni, Gesù è lÂ’inviato di Dio, il missionario che rivela lÂ’Amore del padre e ci chiama a prendere una decisione: a favore o contro la vita, aprirsi alla fede che genera impegno, intesa come inizio della vita nuova alla quale siamo tutti chiamati in comunità. 

 

   

1-LA COMUNITAÂ’ GIOVANNEA

La comunità di Giovanni nasce anni dopo la morte di Gesù, e soffre tantissimo le persecuzioni dei Giudei, tanto da dover emigrare verso luoghi lontani dalla Palestina. Facendo forza sulla comunità, cercano di difendersi dallÂ’oppressione dellÂ’impero romano e dai primi sintomi di disgregazione interna. La comunità raccoglie gli esclusi di quel tempo: oltre che fisici, il nucleo del gruppo cristiano era rappresentato dai giudei espulsi dalla sinagoga per aver accettato Gesù come il Figlio di Dio, acquisendo così una nuova visione della realtà. Simbolo della loro resistenza sono le donne, numerose e sempre presenti nei momenti difficili; e insieme si organizzano seguendo la Parola e il  Discepolo Amato.  

 

KOROGOCHO COMUNITAÂ’ DI SPERANZA

 La baraccopoli è disgregazione e al tempo stesso unità. EÂ’ disgregazione strutturale: economica, culturale, sociale, familiare. EÂ’ unità: perché nella baraccopoli non hai senso come singolo, hai senso solo se appartieni..ad una comunità cristiana, ad una chiesa tradizionale, ad un gruppo di auto aiuto..lÂ’importante è appartenere. Perché quando non hai nulla la tua ricchezza più grande è lÂ’altro e la tua salvezza è il Signore (“Baba”: il padre), non puoi permetterti il lusso di essere individualista o senza Dio. Modi di vivere questi propri della nostra società del “tutto e subito”, di frequente utilizzati come scappatoie per evitare il confronto con lÂ’altro che ti chiede di uscire da te stesso per incontrarlo. A Korogocho abbiamo incontrato le piccole comunità cristiane e ci siamo resi conto di quanto esse siano le colonne portanti della vita dello slum: la comunità ti permette di farcela, ti sostiene moralmente, ti accompagna spiritualmente, ti visita se sei malato e ti porta da mangiare se i tuoi figli sono a digiuno da troppo tempo. Questo è il miracolo della vita a Korogocho: la condivisione. Persone che condividono lotte e speranze, medicine e cibo, fede e lavoro.

   Silvano e Laura

 

Spunto per la riflessione:

La comunità di Giovanni ha scritto il vangelo. La comunità di Korogocho sta scrivendo il suo vangelo… e io? Vivo in una comunità? Insieme alla mia comunità sto scrivendo il quinto vangelo?

 

2-NOZZE DI CANA Gv. 2,1-11

 

“NOI PROGRAMMIAMO, DIO CI SPROGRAMMA”

 

“ Mi chiamo Filippo ho 27 anni e vengo da Pesaro; sono uno scout e, in quella grande famiglia, ho trascorso le avventure più belle inseguendo sogni e progettiÂ… La mia vita prosegue tra studi, amici, scout, e con lÂ’avvento dellÂ’adolescenza divento un ragazzo “ribelle” e insofferente; i risultati scolastici sono pessimi (finirò Ragioneria in un istituto privatoÂ…) frequento gli Ultras della locale squadra di calcio e, in sostanza, preferisco il disimpegno. In questo periodo confesso apertamente che ricercare il disegno di Dio sulla mia vita era lÂ’ultimo dei miei pensieri!!! Con il servizio però tornava puntualmente la seduzione per una strada di dedizione totale e senza riserve al Signore, ma come altre volte solito vecchio copione: preso coscienza della strada necessaria per arrivare ad una decisione seria, fuggo clamorosamente.                                                                      Finita lÂ’Università parto per lÂ’Uganda, esperienza che ha “programmato” tutti i miei progetti! Mi sono accorto che più ti abbandoni nelle mani di Dio, più ti senti felice e tutto quello che il Signore ti chiede per essere tutto suo te lo ridà in maniera abbondante in altri modi. Dal momento in cui decisi di “buttarmi” non passava giorno in cui non scoprissi la profondità dellÂ’Amore di Dio, ed è un Amore liberante che ti permette di accettarti per quello che sei comprendendo che Dio non ti desidera diverso perché ti ama così, e così ti ha sempre pensato “fin dal grembo materno”.          

                        Filippo Mondini

 

Spunto per la riflessione:

Partendo dall’esperienza di Filippo sento che la mia vita fa “acqua”? Sento la necessità di trasformare l’acqua (la mia vita) in vino? Come?

 

  3-GUARIGIONE DEL FIGLIO DI UN FUNZIONARIO DEL RE Gv. 4,46-54

 IL FABBRICANTE DI SOGNI

Ho girato in lungo e in largo in compagnia del mio violino e il vento dei viaggiatori  mi è rimasto sempre amico. Conosco tutti i ponti i marciapiedi e le stazioni e in ogni posto e in ogni luogo ho lasciato una canzone.
Mi esibisco per i passanti per i poveri e i signori perché non esiste uomo senza musica nel cuore e suono per le ragazze per le serie e le sfrontate perché non esiste donna che dica no a una serenata.
E giro col mio violino per le piazze e per le strade la gente intorno balla e trova il tempo per sognare.
Ogni sera conto i soldi sparsi in fondo al mio cappello mi addormento sotto un soffitto ricoperto dalle stelle. Trovo sempre un pasto caldo nei mercati e nelle fiere perché dove c'è un violino tutti quanti sono allegri .

E giroÂ…

Ho incontrato mille donne e ogni donna l'ho incantata con la storia del vagabondo e la saggezza della strada i bambini mi fanno festa e stanno in fila per sentire perché sanno che il musicista è un vecchio amico da seguire.
E giroÂ…
Da molti anni non mi chiedo più quale posto è la mia casa ho scoperto che la mia casa è insieme a me dovunque vada cammino senza legami ho solo il vento che mi insegue e il tempo non mi riguarda perché il tempo mi appartiene.
E giroÂ…

Modena City Ramblers

 

 

Spunto per la riflessione:

Come metto a disposizione degli altri le mie passioni e la mia gioia di vivere soprattutto verso i “malati” o più bisognosi?

 

 

4-GUARIGIONE DI UN INFERMO ALLA PISCINA DI BETZAETAÂ’ Gv 5,1-18

UN FIORE ALBANESE

Mi chiamo Belsny e fino all’età di 16 anni ero una ragazza tranquilla come tutte le altre. Vivevo nel calore della famiglia, anche se con problemi. Economicamente non potevo studiare, e i fornelli in cucina erano la mia unica aspirazione… Finchè sognando una vita migliore sono fuggita con un ragazzo verso l’Italia: era inverno, non me lo scorderò mai! Arrivai alla Perugina, trovai cose che neanche per sogno potevo sapere… La vita di strada come prostituta era la vera realtà, che ho “accettato” solo con le “mazzate”. Ero finita schiava delle situazioni più brutte, di un mondo schifoso di uomini che fanno di sé Dio. Così ho continuato a vivere tra le bastonate del “pappone” quando non bastavano i soldi che portavo e le umiliazioni di un lavoro disumano.

Ho tentato più volte il suicidio, ma il Signore mi ha tenuto in vita, perché potessi uscirne, grazie la Papa Giovanni XXIII che mi ha accolto come fossi una loro figlia, per testimoniare con la mia lettera per dire basta a questa schiavitù. Ora vado in chiesa, quando prima ridevo della chiesa e delle sue preghiere. Ora vado, prego, ascolto la Parola che mi pronuncia ogni giorno il Signore nella mia vita. Prego per me, la mia famiglia e per le tante ragazze che stanno soffrendo. Che il Signore le protegga e dia loro la forza di uscirne. Ah! Ho iniziato la scuola che tanto sognavo…

 

Spunto per la riflessione:

Il paralitico e Belsny sono stati aiutati a uscire dalla loro schiavitù. Sono cosciente che ci sono tante persone che hanno bisogno di me per cominciare una nuova vita?

5-MOLTIPLICAZIONE DEI PANI Gv 6,1-15

SE CI FOSSE GESUÂ’Â…

 

Sono due miliardi gli uomini che soffrono la fame.
Il numero potrebbe decrescere ma, come al solito, l'interesse dei pochi (potenti) prevale sul destino dei molti (fragili)
. Il fatto è che centinaia di milioni di persone nel mondo lottano ogni giorno contro la fame perché gran parte del terreno arabile viene oggi utilizzato per la coltivazione di cereali ad uso zootecnico piuttosto che per cereali destinati all'alimentazione umana. I ricchi del pianeta consumano carne bovina e suina, pollame e altri di tipi di bestiame, tutti nutriti con foraggio, mentre i poveri muoiono di fame.

L'ironia dell'attuale sistema di produzione è che milioni di ricchi consumatori dei paesi industrializzati muoiono a causa di malattie legate all'abbondanza di cibo - attacchi di cuore, infarti, cancro, diabete - malattie provocate da un'eccessiva e sregolata assunzione di grassi animali; mentre i poveri del Terzo mondo muoiono di malattie poiché viene loro negato l'accesso alla terra per la coltivazione di grano e cereali destinati all'uomo. Le statistiche parlano chiaro: sarebbero 300 mila gli americani che ogni anno muoiono prematuramente a causa di problemi di sovrappeso. Un numero destinato ad aumentare.

 

 

Spunto per la riflessione:

Il mio stile di vita è complice del nord del mondo o sono solidale con i poveri? Come condivido e vivo la mia solidarietà?

 

6-GESUÂ’ CAMMINA SULLE ACQUE Gv. 6,16-21

MARIA ELENA MOYANO

 

Marìa Elena fu animatrice, costruttrice instancabile di uno spirito di solidarietà costruttivo ed autentico. Si dedicò all'organizzazione delle donne e dei bambini e divenne man mano che la presenza del terrorismo si faceva sempre più minacciosa, il simbolo del coraggio e della resistenza, l'apostolo della non violenza e della giustizia sociale ottenuta con l'amore e la pace. Una donna, che è stata e lo è ancora speranza del Perù e dell'intera America Latina.  

Il 15 febbraio 1992 un sabato, di piena estate australe, quanto lo consente il pallido sole di Lima, Marìa Elena Moyano viene assassinata. Il suo corpo viene fatto saltare con la dinamite da Sendero Luminoso (movimento terroristico) in un modo che ancora oggi inorridisce.

Continuerò a stare al fianco del mio popolo,

delle donne, dei giovani e dei bambini;

continuerò a lottare per la pace

in nome della giustizia sociale.

Maria Elena Moyano

 

 

Spunto per la riflessione:

Nelle burrasche di ogni giorno ho avuto mai paura? Quante volte e come affronto la mia paura?

- CANTO -

 

7-Guarigione del cieco nato (Gv 9, 8-11)

È in corso a Bangkok, in Thailandia, il Congresso internazionale dei giornalisti cattolici, che terminerà il prossimo 17 ottobre. Inaugurato lunedì scorso dall’arcivescovo John Foley, presidente del Pontificio consiglio per le comunicazioni sociali, l’incontro ha come tema ‘Le sfide dei media tra pluralismo religioso e culturale-Per un nuovo ordine sociale, giustizia e pace’. "Abbiamo una dignità conferitaci da Dio – ha detto il presule ai giornalisti presenti, provenienti da tutto il mondo – un destino eterno e una costante responsabilità morale". Durante la settimana di lavori, animata da dibattiti e convegni presso la scuola ‘Mater Dei’ di Bangkok, l’Ucip (Unione internazionale dei cattolici della stampa) assegnerà una serie di premi destinati ai giornalisti di vari Paesi. Il massimo riconoscimento, la Medaglia d’oro, è stato dato alla rivista brasiliana ‘Mundo Jovem’, letta ogni mese da circa un milione di giovani.

 

 

Spunto per la riflessione:

 La società e i mezzi di comunicazione ci vogliono ciechi, incapaci di vedere, pensare e agire in maniere differenti da quelli proposti dai “grandi della storia”. Io sono cieco? Chiedo nella preghiera a Gesù di vedere il mondo con i suoi occhi, come Lui lo vede? Che strumenti ho a disposizione per questo?

 

8-Risurrezione di Lazzaro (Gv 11, 17-36)

 

La Banca africana per lo sviluppo ha disposto oggi un finanziamento di 20 milioni di dollari per programmi destinati a favorire i bambini dello Zambia, in particolare gli orfani dell’Aids. Si stima che nel Paese africano 1,5 milioni di bambini, un quarto della popolazione infantile, subisca le conseguenze della diffusione della malattia e della povertà. Il finanziamento - che consta di 14 milioni in forma di prestito e 6 come donazione – sarà utilizzato per progetti di sostegno alimentare e per migliorare l’accesso dei bambini alla scuola di base; inoltre il denaro servirà a sostenere economicamente le famiglie più povere. L’istituzione finanziaria ha inoltre elargito, anche in questo caso attraverso il Fondo africano per lo sviluppo, 88 milioni di dollari all’Etiopia per la realizzazione di un programma di riduzione della povertà che mira a sostenere il piccolo commercio di prodotti agricoli praticato dalle donne. Secondo cifre ufficiali cinque milioni di etiopi, circa l’8% della popolazione, non ha sufficiente cibo per alimentarsi e il 44% degli abitanti vive sotto la soglia di povertà. Infine 14 milioni di dollari verranno prestati al Senegal per un progetto di diffusione della rete elettrica nella regione rurale di Louga. Infine il gruppo della Banca africana per lo sviluppo ha deciso di ridurre dell’80% il debito nei suoi confronti di Etiopia, Senegal e Nigeria, per un ammontare rispettivamente di 339, 57 e 50 milioni di dollari. La riduzione del debito, spiegano quelli dell’istituto di credito per lo sviluppo fondato nel 1963 dall’Unione Africana, rientra nell’iniziativa per i ‘Paesi poveri altamente indebitati’ (Hipc) del Fondo monetario Internazionale e della Banca Mondiale.

 

Spunto per la riflessione:

Marta, Maria, Lazzaro e Gesù rappresentano la comunità che vive relazioni di affetto e amore attivo. Quando si vuole bene allo stile di Gesù, la vita piena è già presente in coloro che vi appartengono e nessuno ha paura di impegnarsi a aiutare il fratello che ha bisogno. In che maniera appartengo alla comunità di Gesù e vivo il suo amore?  

- Silenzio -  

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-Simbolo e canto finale-

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