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GIM Bologna: Missione è Fare Causa Comune

ottobre 2003

 

Missione è

fare causa comune!

Veglia GIM di Bologna

ottobre 2003

 

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Missione è fare causa comune!

Facciamo le cose, costruiamole insieme.

Sennò vincono sempre gli arroganti, i violenti,

i furbi che ricevono gli uni e scartano gli altri.

FIDARSI vuol dire RISCHIARE,

vuol dire CONDIVIDERE

don Luigi Ciotti

 

* Canto iniziale - Nel nome del PadreÂ…

* Salmo dÂ’oggi

 

“Infatti, pur essendo libero da tutti,mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero…”

(1 Corinzi  9,19).

 

 Â“Il primo amore della mia giovinezza fu per lÂ’infelice Nigrizia, e lasciando quantÂ’eravi per me di più caro al mondo, venni, or son sedici anni, in queste contrade (Â…) Ed oggi ricupero il mio cuore ritornando fra voi per dischiuderlo in vostra presenza al sublime e religioso sentimento della spirituale paternità (Â…). Sì, io sono di già il vostro Padre, e voi siete i miei figliÂ…  Io ritorno tra voi per non mai più cessare dÂ’essere vostro, e tutto al maggior vostro bene consacrato per sempre.(Â…) Il vostro bene sarà il mio, e le vostre pene saranno pure le mie. Io prendo a fare causa comune con ognuno di voi, e il più felice dei miei giorni sarà quello, in cui potrò dare la vita per voi…”

(San Daniele Comboni - S 3156-3157)

 

“La nostra lettera siete voi, lettera scritta nei nostri cuori, conosciuta e letta da tutti gli uomini. E’ noto infatti che voi siete una lettera di Cristo composta da noi, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma sulle tavole di carne dei vostri cuori.”

 (2Cor 3,2-4)

                                                                                                                  

Testimone – Annalena Tonelli, missionaria laica di Forlì                              

 

 

CONDIVISIONE – SEGNO

 

“Adesso non domani. Adesso è un atto di coraggio. Un uomo d’onore non lascia agli altri la pesante eredità dei suoi “adesso” traditi.

(don P. Mazzolari, 1949)

Per la riflessione personale  durante il silenzio

 

Giovani di oggi: artefici di un mondo più giusto?

Ecco una verità strabiliante: i giovani di oggi saranno i costruttori di un mondo più giusto e più umano! L’essenza, come prova della gioventù, è avere una ragione per vivere, una causa alla quale consacrare la propria vita. Anche a 18 anni, senza rughe sul volto, senza testa calva o senza capelli bianchi, se manca una ragione per vivere, se la vita sembra senza senso, assurda, vuota, allora, benché ci siano i segni della gioventù, la realtà è quella della vecchiaia.

Fortunato chi vive la vita con mille ragioni per vivere! Ma è evidente che il meraviglioso sarebbe unire la gioventù dello spirito e del corpo, essere giovane-giovane, soprattutto nellÂ’epoca nella quale il mondo presenta la sfida più appassionata a chi è nato per dedicarsi a cause grandi come lÂ’orizzonte e infinite come il mareÂ… Forse qualcuno potrebbe credere che si tratti di un eccesso di entusiasmo giovanile, ma non è veramente un ideale di dimensione immense trovarci di fronte a più di due terzi dellÂ’umanità soggiogati da strutture ingiuste e di impegnarsi al servizio della creazione di un mondo senza oppressi né oppressori, di un mondo più giusto e umano? Di fronte a difficoltà tanto serie, è facile comprendere perché alcuni giovani si sentano perduti, si abbandonino o si lascino portare verso soluzioni non-conformiste o pseudo-soluzioni. Cosa fare? A chi rivolgerci? Io vedo chiaramente il cammino da seguire, il lavoro già iniziato dallo Spirito di Dio, il ruolo che ci tocca e intravedo perfino alcune tracce che, forse, potrebbero essere la soluzione. Ma il passo decisivo verrà dai giovani...  Giovani di tutto il mondo: unitevi! Non accontentatevi di ripetere “Pace e amore”. Proclamate piuttosto “Giustizia e amore”. Aprirete così la strada per una pace vera e permanente!”.

(don Helder Camara, Bruxelles, 24 ottobre 1975)

 

 

 

 

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