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Appello contro il CPT di Gradisca - Aviano 2005

VIA CRUCIS
Pordenone - Aviano
13 marzo 2005

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No alla censura preventiva sulla guerra - liberiamo l'informazione!

"Trasformeranno le loro spade
in aratri e le loro lance in falci
"
(Isaia 2, 4)

In memoria di mons. Romero  

a 25 anni dalla sua uccisione

La profezia della Parola di Dio, 

fatta carne nei martiri di oggi.

La gravità del nostro tempo insanguinato, 

carico di armi e assetato di pace.

 A seguire: 

* l'invito alla via crucis 2005

* l'appello contro il CPT di Gradisca 

firmato dai partecipanti alla Via Crucis e inviato a tutti i vescovi del Friuli Venezia Giulia e alle istituzioni

* due articoli di giovani del GIM 

Leggi i contributi dalle edizioni precedenti

Con i crocefissi della storia - Aviano 2001

Crocefisso il sogno di Dio - Aviano 2002

Il Golgota oggi è una base militare - Aviano 2003

Anche tu, Dio, più sconfitto di noi - Aviano 2004

Perdenti ma non perduti
(D.M. Turoldo)

Invito alla Via Crucis 2005

 

Promotori:

Beati i Costruttori di Pace - Centro di Accoglienza ‘Ernesto Balducci’ di Zugliano - Pax Christi - ACLI - Emergency

 

 

Siamo un gruppo di persone: giovani, donne, alcuni preti, che da nove anni preparano e propongono la Via Crucis Pordenone-Base Aerea Usaf di Aviano; è un segno che intende esprimere il coinvolgimento alla profezia della nonviolenza e della costruzione della pace a cui il Vangelo continuamente ci sollecita.

Ci troviamo di fronte ad una gigantesca struttura militare, sentinella di questo ordine mondiale, che impoverisce centinaia di milioni di persone e ne uccide quotidianamente migliaia, dotata di testate atomiche e di armamenti sofisticati e terribili, attiva nella guerra dei Balcani e in quella allÂ’Iraq, pronta ad intervenire nelle prossime azioni belliche o comunque a supportarle.

 

Ci rivolgiamo alle donne e agli uomini di buona volontà per chiedere sinceramente perdono per tutte le volte che il Vangelo della pace è stato tradito da logiche di potere, la croce è stata presentata con la spada, l'altare ha cercato l'appoggio del trono.

La croce era lo strumento di supplizio e di morte per eliminare ribelli e dissenzienti. Gesù di Nazareth è stato ucciso sulla croce per la sua fedeltà e coerenza al Padre e ai fratelli, per le conseguenze del suo rivoluzionario messaggio di nonviolenza, di giustizia, di misericordia, di pace.

Niente è più laico della morte in croce di Gesù di Nazareth: ucciso fuori dalla città, considerato come maledetto da Dio e dalle istituzioni politiche e religiose, abbandonato e deriso dai più.

 

Ripercorrere la Via della Croce da Pordenone alla Base Usaf di Aviano, per noi significa riflettere sui crocifissi di oggi, impoveriti, vittime, oppressi, emarginati; riproporre a noi stessi il coinvolgimento fedele e coerente nel cammino di liberazione dall'ingiustizia, dalle violenze, dalle guerre; ritrovare nell'Uomo Crocifisso il coraggio e la forza della perseveranza.

 

Ci permettiamo quindi di invitare alla Via Crucis `Pordenone-Base Usaf di Aviano' tutti coloro che hanno a cuore la giustizia e la pace e che per questo pensano valga la pena di esporsi. Ciascuno/a parteciperà con la propria sensibilità, con le parole e i gesti che avvertirà possibili.

A noi sembra che il camminare insieme verso la pace possa farci sentire uniti nella medesima direzione, nello stesso impegno.

Appello contro il CPT di Gradisca

Pordenone, 13 marzo 2005

 Sulla via della Croce cominciamo col togliere i CPT!

Lettera aperta alle istituzioni, alle comunità cristiane e alla società civile organizzata

 


Foto scattata nel CPT di Lamezia Terme (CZ)

 


Noi, donne e uomini che credono nel Dio della Vita, oggi presenti alla Via Crucis Pordenone- Base Militare USAF di Aviano:

 

Camminiamo per pregare e riflettere sui crocefissi di oggi, le vittime, gli impoveriti in un mondo dove la logica militare si fa garanzia di sicurezza, sopraffazione e difesa degli interessi di pochi.

Camminiamo sulla strada della croce per dire con forza che non vogliamo più vedere questa terra essere ferita da fili spinati e da muri. Camminiamo e denunciamo anche il nuovo e alto muro costruito in Friuli Venezia Giulia, a Gradisca d’Isonzo. Un muro nato per nascondere il Centro di Permanenza Temporanea (CPT) e l’incapacità di pensare politiche di accoglienza verso i crocefissi che giungono sulle nostre soglie.

Con occhi aperti e vigili camminiamo il cammino della nonviolenza:

 

·         Ripudiamo ogni forma di violenza: sia quella di chi si ostina a trattare gli immigrati come criminali, sia quella di chi protesta con la logica del muro contro muro.

·         Rinnoviamo lÂ’urgenza di reagire alla apertura del CPT a Gradisca dÂ’Isonzo, coinvolgendo in questo tutte le persone, associazioni e istituzioni che credono in questa causa.

 Â·         Ci chiediamo:

-         perché a Gradisca dÂ’Isonzo si stia per aprire il CPT più grande del paese nonostante i cittadini abbiamo espresso, più volte e in più modi, parere contrario e chiedano invece investimenti di risorse in veri progetti di accoglienza per lo straniero

-         perché lÂ’aspetto del CPT di Gradisca debba rimanere nascosto ai cittadini, ulteriore segno della violenza militare che prende possesso del nostro territorio

 Camminiamo ricordando il martire Mons. Romero che disse “Bisogna scegliere: a favore della vita o della morte. Non ci sono posizioni neutrali: o si serve la vita, o si diventa complici della morte di molti esseri umani; o si crede nel Dio della vita, oppure si usa il nome di Dio per metterci al servizio degli aguzzini di morte”.

Dalla nostra passione per la vita nascano nellÂ’immediato futuro azioni ostinate contro questa ed altre forme che generano morte.

 Commissione Giustizia e Pace dei Missionari Comboniani in Italia

 

  www.giovaniemissione.it - www.peacelink.it - www.unimondo.org

 Primi firmatari:

p. Alberto Pelucchi (provinciale dei Missionari Comboniani),  p. Giacomo Palagi (viceprovinciale), p. Alex Zanotelli, don Albino Bizzotto, Beati i Costruttori di Pace, don Pierluigi Di Piazza (Centro Accoglienza Ernesto Balducci), don Giacomo Tolot, don Alessandro Santoro (Comunità di Base Le Piagge – FI), p. Dàrio Bossi e fr. Claudio Parotti (Giovani Impegno Missionario), p. Franco Nascimbene, p. Giorgio Poletti, p. Claudio Gasbarro.

 Firme di tutti gli aderenti: sono state raccolte più di 400 firme nella giornata della via crucis. L'appello è stato inviato ai quattro vescovi del Friuli Venezia Giulia, al presidente della Regione Riccardo Illy, all'ass. Antonaz per conoscenza, al presidente della provincia di Gorizia e al sindaco di Gradisca.

 

 

Tutti i luoghi di morte sono stati una spina - di Riccardo Marchio

"Via crucis", la via della Croce... quale bella e intensa pratica ci han consegnato la Chiesa e la pietà popolare, una pratica che mette davanti a noi, come un quadro, l'immagine di Gesù sofferente, che si prende carico di tutti i nostri peccati e di tutte le nostre sofferenze e, seppur tra cadute e difficoltà, li porta con sè fino a dare la sua vita; è significativo che la marcia Pordenone-Aviano sia una via crucis perchè tutti i luoghi di morte sono stati una spina o un pezzo del patibulum del Cristo...
E' la prima volta che partecipo ed è la prima volta che vedo Pordenone e l'impressione che mi ha fatto, gia passandovi con il pullman, è la grandezza della caserma dei carabinieri, sproporzionata ad una così piccola e tranquilla cittadina. Il cammino di preghiera verso Aviano è stato bello e intenso: tante persone, tanti volti di ogni nazionalità e lingua uniti contro una logica di morte e perché si affermi la VITA VERA; voglio consegnarvi due immagini che mi sono rimaste impresse: queste meravigliose montagne sullo sfondo, bellissima creazione del Signore e, sotto, questo sterminato campo, frutto di logiche di morte riempito di bombe nucleari...

La seconda immagine è quella di due militari in assetto di guerra che quasi ci han dato il benvenuto: per la prima volta ho avuto paura, ho capito cosa sentono i popoli quando vengono "liberati" da una occupazione militare, ho avuto un senso di angoscia che mi ha dato una ancor più forte convinzione che tutto il nostro impegno, tutto il nostro cammino di costruttori di pace è giusto e non è inutile!!!
Questo cammino di preghiera attiva ha dato come frutto un NO secco a tutti CPT, strumenti di schiavitù, in particolare quello in costruzione a Gradisca perché anche un clandestino è un uomo e non può esser trattato peggio di un criminale, calpestandone i diritti fondamentali.
Vorrei concludere con una stupenda frase di Ernesto Balducci, con l'augurio di realizzarla: "Gli uomini del futuro saranno uomini di pace, o non saranno..."

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