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Proseguono sbarchi, da Lampedusa lezioni di accoglienza e dignità
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“I lampedusani vogliono vivere di turismo e in modo dignitoso. Senza rinunciare al principio dell’accoglienza che ha contraddistinto fino ad oggi l’atteggiamento di queste persone nei confronti dei meno fortunati”: lo ha detto alla MISNA il sindaco di Lampedusa Dino dei Rubeis, dopo un fine settimana intenso, in termine di sbarchi, con l’approdo in tutta la Sicilia di oltre 600 persone, di cui 250 a Lampedusa e altre 350 tra Portopalo di capo Passera, nel siracusano, e Scoglitti, nel ragusano. “Nel nostro poliambulatorio lavorano con professionalità medici che arrivano anche da fuori, da Palermo ad esempio, per garantire l’assistenza e le cure necessarie ai migranti – ha spiegato De Rubeis – ma ci vuole un’ambulanza in pianta stabile sul molo, perché non è ammissibile vedere i migranti ammassati come bestie subito dopo gli sbarchi”. Alcuni di loro, “soprattutto le donne molte delle quali incinte o vittime di violenze, devono avere soccorso immeditato – ha sottolineato il primo cittadino - e questo, da quando gli operatori di Medici senza frontiere (Msf) sono stati costretti ad andare via non è stato garantito”. Proprio nei giorni scorsi il governo ha firmato un nuovo protocollo d’intesa con Msf, consentendo il ritorno dei suoi operatori sull’isola dopo essere stati costretti, nell’ottobre scorso, a interrompere ogni attività per il mancato rinnovo del permesso a garantire la prima accoglienza sul molo. “Questa situazione crea disagio e apprensione nella comunità di abitanti dell’isola – spiega ancora Don Stefano Nastasi, parroco della chiesa San Gerlando di Lampedusa – che cerca di condurre una vita il più possibile normale e serena, lontano dal clamore e dal rumore che sul dramma degli irregolari si sta facendo da tempo, senza nessuna considerazione o rispetto per la vita delle persone e l’immagine di questa bella isola deturpata dai toni allarmisti e scomposti di una certa stampa”.[AdL] fonte: misna | |