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Lettera agli amici per il 2009

Napoli, 25 gennaio 2009


 

 Napoli, 25 gennaio 2009

 

Carissimi, 

                        jambo!

 

Ho scelto di non scrivervi per Natale! Che auguri di vita vi avrei potuto dare, visto che stiamo vivendo a Napoli un’immensa tragedia che sembra non aver fine?

 

Quando ho scelto di vivere in questa città, non avrei mai immaginato che mi sarei trovato a vivere la Menzogna come verità. E’ bastato che il mago Merlino si presentasse in televisione, con la sua bacchetta magica e annunciasse che il problema rifiuti a Napoli era risolto, che l’Italia gli credesse. La verità è che Berlusconi, con il decreto 90, per risolvere il disastro rifiuti (creato ad arte!), impone alla Campania 12 discariche e 4 inceneritori. Se i 4 inceneritori entreranno mai in funzione, noi Campani dovremo importare i rifiuti per farli funzionare. (E’ prossima l’inaugurazione del “Mostro” di Acerra che brucerà 750 mila tonnellate di rifiuti all’anno, proprio nel “Triangolo della morte”. I medici per l’ambiente di Acerra, in un comunicato stampa, affidano la popolazione ai Santi del Paradiso, perché si sentono impotenti davanti all’imminente catastrofe. Maledetto quell’ inceneritore che Bassolino ha preferito al Polo pediatrico mediterraneo destinato ai bambini del Mezzogiorno.)

 E tutto questo ci viene imposto con la forza dell’Esercito! Unica vera resistenza contro questo decreto, che tuttora continua, è quella della comunità di Chiaiano, (alla quale va tutta la nostra solidarietà), che si oppone all’apertura di una discarica nel cuore di Napoli, vicino al polo ospedaliero della città. 

A farne le spese è la salute dei Campani, una salute già minacciata dai rifiuti tossici che bombardano soprattutto i neonati (c’è un incremento, in Italia, del 2% di leucemie e linfomi in età pediatrica!). La Campania è da quasi 20 anni lo sversatoio nazionale dei rifiuti tossici (il mondo industriale del Centro- Nord si è accordato con la camorra per realizzarlo!).

 Questa è una metafora che svela che il vero potere oggi è nelle mani dei potentati economico-finanziari. Il caso dell’imprenditore napoletano Romeo viene a confermarlo. Non sono più gli imprenditori a correre dietro ai politici, ma i politici che – come afferma Romeo - “come cavallette” rincorrono gli imprenditori.

L’arresto di Romeo e di quattro consiglieri del Comune di Napoli, il suicidio di un altro consigliere Nugnes, rivelano la collusione totale tra il potere politico e quell’economico-finanziario.

E’ la totale corruzione che regna sovrana!

Pochi testi biblici la fotografano così bene come il Salmo 13 che ho spesso pregato in questi giorni amari:

 

Si sono tutti traviati e corrotti,

non c’è più uno che faccia il bene!

Ci fosse almeno uno: nessuno!

Nulla comprendono dunque i malvagi?

E si divorano il popolo mio

come mangiassero un tozzo di pane.”

 

Un sistema economico-finanziario il nostro, che permette a pochi di diventare straricchi ( Romeo si è fatto in pochi anni un capitale di 48 miliardi di euro!) a spese di molti, sempre più impoveriti. E una volta che il tonfo finanziario toccherà l’economia reale e le tasche dei cittadini, la situazione dei poveri diventerà insopportabile. “Il rinascimento campano è finito" - scrive il giornalista Visetti di La Repubblica. In un anno solo dalla Campania sono emigrati 50 mila persone, più 65 mila pendolari e 26 mila all’estero. Napoli nel 2007 ha perso il 14 % degli abitanti! Nel resto del paese pochi se ne accorgono. Nessuno ne parla. Ma la massa impressionante dei poveri cresce e fa paura.

'Più dei rifiuti - dice il sociologo G.Sgritta - più dei tifosi violenti, dei Rom e degli immigrati' !”

L’impoverito è sotto i nostri occhi, anche qui alla Sanità. E sta crescendo il numero dei senza-fissa dimora. Per quattro anni abbiamo chiesto con il Gruppo dell’Albergo dei Poveri (il più grande palazzo di Napoli costruito dai Borboni per i poveri!) un “punto d’incontro” dove i senza fissa dimora potessero fare una doccia ed avere un pasto caldo. Non abbiamo ottenuto nulla!

 

E la situazione dei Rom è ancora peggiore! Non ho mai visto in Italia realtà così assurde come i campi Rom dove ci vivono circa tre-quattro mila persone. Dopo gli orripilanti episodi di violenza nei campi Rom di Ponticelli della scorsa primavera, sono stati bruciati i campi di Casavatore e Orta di Atella. Ed ora c’è la minaccia di sgombero dei 600 Rom slavi dal campo di Giugliano senza sapere dove andare. Il Comitato Campano con i Rom, che da anni si batte per i diritti dei popoli Rom, non riesce ad ottenere quasi nulla, neanche un’udienza con il Prefetto.

 

E insieme ai Rom, gli immigrati, l’anello più debole della nostra società. La strage di sei africani trucidati dalla camorra il 19 settembre a Castelvolturno e la rabbiosa reazione degli africani ci fanno intravedere scenari inquietanti. La situazione degli immigrati in Campania è drammatica: le condizioni di lavoro, lo sfruttamento, il caporalato sopratutto dei braccianti! 

Questa è una polveriera sociale che potrebbe esplodere con l’arrivo della grave crisi economica che ci attende. E la camorra, che in Campania trionfa, sa gestire tutto questo molto bene. Più che di camorra bisognerebbe parlare, come afferma Saviano, di “economia criminale”. Giustamente è chiamata “O’ sistema”.

Come abbiamo fatto a divenire così ciechi? - si chiede Saviano nella lettera scritta all’indomani dell’eccidio di Castelvolturno. Così asserviti e rassegnati, così piegati? Com’è possibile che solo gli ultimi degli ultimi, gli africani di Castelvolturno, che subiscono la violenza dei clan italiani e di altri africani, abbiano saputo tirar fuori più rabbia che paura e rassegnazione?

Non posso credere che riescono a resistere solo pochi individui eccezionali. E il resto? Gli altri se ne stanno zitti, buoni, tramortiti dalla paura? La paura, l’alibi maggiore... Ma non avere più paura non sarebbe difficile. Basterebbe agire, ma non da soli. La paura va a braccetto con l’isolamento!” 

E’ la notte di Napoli! Che non è altro che la notte del mondo.

 

 Insieme con padre Domenico Guarino, che ora vive con me alla Sanità (vero dono di Natale!), nel cuore di questa Notte, ci siamo trovati con tante persone a celebrare la nascita di un Bimbo alla Stazione Centrale (Piazza Garibaldi), luogo simbolo degli immigrati, dei barboni, dei poveri. L’abbiamo deposto su alcuni cartoni. “Sono il letto di qualcuno che passa le notti fredde e piovose di dicembre all’addiaccio. E’ nella sua povera carne viva che si è incarnato il Natale, per sempre” (S.Mannuzzu). Stretti attorno a questo Bimbo, i volti di immigrati, di senza fissa dimora, dei poveri: i volti di Gesù oggi, i volti di uomini e donne di questa città impegnati con i Rom, con i senza fissa dimora, sul fronte acqua e rifiuti in Campania, contro la militarizzazione del territorio. E’ stato bello quel trovarsi insieme, quel guardarsi in volto... il volto di quel Bimbo, segno della debolezza, della povertà della fragilità. "…Ciò che è debolezza di Dio, è più forte degli uomini" - come afferma Paolo scrivendo alla comunità dei Corinti. Tocco quasi con mano, guardando quel Bimbo, la fedeltà di Dio a questo mondo. ”Dio ama l’uomo senza distinzioni. Egli non sopporta che noi dividiamo il mondo e gli uomini secondo i nostri criteri per erigerci a giudici su di loro… Dio ama l’uomo. Dio ama il mondo - afferma Bonhoeffer, il martire antinazista - Non un uomo ideale, ma l’uomo reale così com’è, non un mondo ideale, ma così com’è.

Un momento di calore, di umanità, di volti... nella fredda stazione centrale di Napoli, nella notte di Natale… Quel calore che ho sentito la notte di Capodanno, nella veglia che abbiamo fatto nella cappella universitaria. Il tema Conto alla rovescia: 47-1, tali sono gli anni che gli scienziati ci danno per salvare il Pianeta. Mentre Napoli era illuminata dai fuochi artificiali e si banchettava, noi abbiamo salutato il nuovo anno riflettendo sulla nostra terra malata e pregando per avere la forza perché la vita vinca. Memori delle forti parole del martire salvadoregno O. Romero: “Essere a favore della vita o della morte. Ogni giorno vedo con più chiarezza che è questa l’opzione da seguire. In ciò non esiste neutralità possibile. O serviamo la vita o siamo complici della morte di molti esseri umani. Qui si rivela qual è la nostra fede: o crediamo nel Dio della vita o usiamo il nome di Dio servendo i carnefici di morte”.

                                

                Auguri di un anno vissuto in pienezza di vita!

                                                                                                       

                                                                                                          Alex Zanotelli


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