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In questa pagina abbiamo inseriremo alcune revisioni dell'incontro di Imola  scritte dalle persone presenti!

(per inviare la tua scrivi a passaro.fk@libero.it )

INTERNET: CREANDO RETI DI SOLIDARIETA' MISSIONARIA 

- Revisioni dei partecipanti -

Ciao a tutti,
Tanto per cominciare ringrazio tutti quanti quelli che hanno partecipato, e naturalmente gli organizzatori, per l'atmosfera di condivisione che come sempre sono riusciti a creare. 
Poi provo a riprendere alcune delle domande proposte per le discussioni a gruppi e gli appunti che mi sono fatta a mano a mano che sorgevano le domande al pubblico verso i tre relatori. Inizialmente si era posto  l'accento sul fatto che noi siamo in effetti i privilegiati della comunicazione, e sul bisogno di trovare come utilizzare questo privilegio per stare comunque dalla parte di chi non ha voce, sulla capacità effettiva dei vari siti internet esistenti di soddisfare ai loro obiettivi...
io direi: dipende dagli obiettivi che si pongono/ci poniamo! E dal destinatario a cui ci vogliamo rivolgere.
I DESTINATARI del messaggio che un sito porta con sè possono essere : - gli "Addetti ai lavori", di qualunque settore si parli (siti cattolici, volontariato, ecc) 

- la gente esterna che potrebbe anche non conoscere o essere
interessata all'argomento
Lo SCOPO del sito dipende quindi dalle persone a cui idealmente si "parla":
- per gli Addetti ai lavori lo scopo di un sito possono essere l'informazione e l'aggiornamento sugli avvenimenti di interesse, così come discussioni o nuove proposte di azione;
- per la gente esterna lo scopo del messaggio è in genere incuriosire, stimolare l'interesse sull'argomento e proporre di aderire alle varie iniziative, di aggregarsi agli "addetti"
A questo aggiungo che lo scopo dell'incontro di Imola era espressametne quello di utilizzare Internet per creare reti di solidarietà.

Questi scopi vengono raggiunti?

Per quanto riguarda i siti cattolici, il cui primo scopo (seconda diapositiva di Diani) è l'evangelizzazione... l'impressione che emerge dai siti è un tentativo delle parrocchie per rifarsi un'immagine (marketing?) moderna per riavvicinare i giovani, che per la maggior parte sembra si siano allontanati da una Chiesa vista come rigida
istituzione ormai fuori dal tempo. Ottima intenzione, e secondo me non è detto che non porti qualche frutto; si rischia però di dare
l'impressione di una "concorrenza" tra parrocchie per accaparrarsi la "risorsa scarsa" che sono i credenti... mettendola in modo un po' cattivo: finchè la chiesa occidentale resta ripiegata su se stessa e intende la parola "evangelizzazione" come "pubblicità delle nostre attività che sono così simpatiche che neanche vi accorgerete che
intanto vi state riavvicinando al Signore", come sostegno passivo al Sistema che vuole i giovani sempre più uguali ricchi e "felici"  (consumisti anche di prodotti per lo spirito?), ci si potrebbe dire sulla buona strada per raggiungere l'obiettivo. Se invece per evangelizzazione si intende annuncio del Vangelo nella sua sostanza e impegno concreto (a favore dei poveri), mi pare che siamo abbastanza lontani; sembra che la chiesa multimediale badi più a far bella figura presentando (ricche) "oasi di pace" più che stimolare al mettersi in discussione assieme alla propria vita quotidiana. Se poi si parla di reti di solidarietà verso il Sud del modo... chi le ha viste?
Ma tutto questo non è legato solo ad Internet, è in generale caratteristica delle parrocchie "standard", quindi è logico che venga rispecchiato anche nella loro presentazione virtuale. E' anche vero che
con tutto l'impegno che si può mettere in un sito per annunciare il Vangelo con coerenza, non è comunque possibile arrivare a conoscere verametne il Signore e il suo messaggio senza sporcarsi le mani nel concreto.

Parlando invece di siti vari di volontariato, cattolici aconfessionali o atei dichiarati, pare che le opportunità per dare voce ai popoli del Sud del mondo siano sfruttate sempre di più e sempre meglio. E mi permetto di aggregare a questo gruppo di siti piuttosto che al precedente Misna e Giovaniemissione. E' pur vero che come diceva
Filippo, se la mentalità che noi vogliamo combattere è quella della velocità produttività ed efficienza, sapendo che porta con sè la logica del profitto che produce tanta oppressione, e che Internet è per eccellenza lo strumento per risparmiare tempo e denaro, è necessario vigilare per non lasciarsi prendere dalla stessa mentalità, a discapito
magari dei rapporti umani, ma comunque farsi prendere nelle nostre azioni dalle stesse motivazioni che vorrebbe imporre il Sistema. Una volta però che si è consapevoli di questo, Internet può veramente diventare strumento prezioso, con lo scopo principale appunto delle reti di solidarietà sul modello lilliput, e anche come strategia non
violenta; ad esempio: a me arrivano denunce della campagna "Abiti Puliti" con proposte di spedire email ai responsabili delle aziende o dei governi che proteggono l'oppressione dei lavoratori; a me e a voi
arrivano email ambientaliste da inoltrare; ecc.ecc. Così come facciamo campagne di pressione spedendo cartoline, lo stesso si può fare con Internet. E' stato anche detto nella discussione che con il fiorire di
proposte a favore degli esclusi, Internet può essere stimolo di speranza e di motivazione sia per chi ci lavora e riesce a collegarsi a chi ha i suoi stessi obiettivi (e si spera in futuro a coordinarsi), sia a chi non avrebbe mai immaginato che i fermenti in questo settore siano così tanti e vitali.
Direi quindi : Internet non è LA soluzione dei problemi del Sud del 
mondo; chi ha proposto di portare i computer in Africa per portare lo sviluppo, fa semplicemente il gioco dei produttori e commercianti di computer. Io credo che i popoli del Sud del mondo siano capacissimi di
trovare una loro strada per uno sviluppo compatibile con la loro splendida cultura e con le loro capacità, e lo farebbero sicuramente se solo i paesi del Nord non continuassero a sottrarre loro le risorse
necessarie per questo tramite i soliti meccanismi perversi del controllo politico attraverso le armi dell'economia e della finanza "libere".
Piuttosto, Internet può essere ed è un ottimo strumento per coordinare le azioni di chi nel nord sta dalla loro parte. Per quanto riguarda il "sentire la voce del Sud", si pone un po' il problema del non mettere loro in testa che Internet (come tutti i prodotti del Nord) debba esser la loro massima aspirazione, ma allo stesso tempo far sì che siano loro a poter portare la loro voce, senza troppi intermediari che ne possano distorcere il messaggio...

Quindi tanto per concludere: okkio alla rete! facciamo rete, sfruttiamo la "democraticità" di Internet, la possibilità di chiunque di inserirsi, di creare movimenti dal basso, di organizzarsi, di agire insieme per lo scopo comune di far sentire una voce UNICA/UNITA dalla parte dei poveri. Ma usiamolo in modo consapevole, responsabile,
semplice ed essenziale, senza dimenticarne le potenzialità di condivisione (evviva la nostra mailing list!).
Con tutto questo prometto anche di partecipare un po' di più alla suddetta mailing list e vi saluto tutti con un abbraccio, siete proprio forti! 

ciao
freeAnna


 

Credo che lo strumento Internet oggi presenti alcuni rischi evidenti, dai quali bisogna stare in guardia, ma anche potenzialità molto importanti per la comunicazione.

E' vero a mio avviso come dice p. Giulio che il Vangelo è comunicazione ma attenzione ai metodi che si usano per farlo, per non scadere in quelli futili, talvolta meschini utilizzati oggi dal sistema per farci consumare qualcosa. I messaggi che dobbiamo veicolare, che dobbiamo diffondere non sono da consumare, oppure un usa e getta, ma sono testimonianza, sono esperienze, sono pezzi di storie vissute, sono insegnamenti di vita che non fanno tendenza o moda. Quindi particolare attenzione va posta sulla delicatezza ma anche sulla provocazione forte di qualcosa che continua a valere e soprattutto di qualcosa che ricerca la verità e non si lascia smarrire dalle vicende false e ipocrite del mondo in cui viviamo.

 

Comincio allora con la riflessione sui rischi visto che è tenendo ben presenti questi che si possono affrontare le potenzialità:

 ¨      Isolamento: oggi Internet e l'innovazione tecnologica ci portano a passare diverse ore accanto ad un computer perché da li' possiamo curare il nostro conto corrente, pagare bollette, comprare con l'e-commerce, avere informazioni sugli orari dei treni. Questo porta oggi a passare piu' tempo fra le mura di casa, di fronte ad un video che non permette una comunicazione diretta, fatta di sorrisi, di pacche sulle spalle, ma anche di pianti. Il mondo virtuale ci allontana spesso da quello reale, portandoci in questo modo a mettere da parte ogni possibile difficoltà e sofferenza.

 ¨      Velocità : oggi Internet e l'innovazione tecnologica ci vogliono rapidi, veloci, ci vogliono far fare sempre piu' cose in meno tempo. Basta pensare alla chat dove puoi scrivere poco e comunque fai una fatica boia a seguire il filo del discorso. Oggi dobbiamo seriamente recuperare una cultura del limite, dove ci rendiamo conto e manifestiamo espressamente il nostro essere inadeguati di fronte a questo orizzonte culturale che ci si presenta.

 ¨      Confusione e assenza di regole: oggi il mondo del web vive la grande contraddizione che si puo' trovare di tutto e di piu', da cose meravigliose e utili ad altre non solo futili ma pericolose e criminali. E' difficile pertanto poter accertare la veridicità delle informazioni, il loro aggiornamento e soprattutto non esistono regole che possano determinare l'esclusione di particolari siti o dare limiti. Questo è un forte pericolo perché ai nostri giorni il sistema econommico-finanziario che ci sovrasta va sempre di piu' verso una liberalizzazione massima di ogni aspetto della vita sociale togliendo spazio ai vincoli che una società si pone per la ricerca del bene e di una giustizia comuni.

 Considerando allora queste gravi minacce si puo' ripartire alla costruzione di reti di solidarietà missionaria tenendo in debito conto le potenzialità che abbiamo di fronte:

 ¨      Dare voce agli ultimi : si tratta del tentativo di mettere in primo piano coloro che nel mondo degli oppressi non hanno mai voce in capitolo e che possono dare un contributo fondamentale al nostro desiderio comune di creare un mondo piu' umano e piu' giusto

 ¨      Mettere in relazione, in rete diversi strumenti importanti : ci sono strumenti fondamentali per il cammino di ogni uomo come il poter accedere a canzoni, riflessioni, segnalazione di incontri, dibattiti, manifestazioni, campagne, preghiere.

 ¨      Strumenti : e come tali che non siano mai il fine ma il cammino che porti sempre nella direzione del mondo reale fatto di incontri veri, di discussioni a quattr'occhi, di una cena insieme, di esperienze vissute, di cammini comuni. Insomma un ausilio, una spinta, che deve assolutamente portare ad altro, cioè ad impegno concreto cominciando dal nostro stile di vita.

 Ecco che allora definendo un bel limite a quelli che sono i rischi e attenti a non farci inghiottire dalle logiche perverse e nascoste del sistema possiamo andare avanti con fiducia nella costruzione del sito e delle altre possibilità che lo strumento Internet ci offre oggi. E proseguire con decisione, con passione alla diffusione della parola di Dio nei modi piu' diversi e fantasiosi, ricordando a chi non ha il computer, ha chi non ha il collegamento, o a chi non ne vuole sapere di questo strumento che va benissimo cosi'; probabilmente sono già più avanti nel cammino e hanno bisogno di altre cose. Magari piu' reali.

 Grazie a tutti, un abbraccio forte

Filippo