Le ferite del sud-est asiatico

comunicato dello staff di giovaniemissione

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Le ferite del sud-est asiatico

Le ferite del sud est asiatico segnano con violenza l'inizio di quest'anno.

Lo staff di giovaniemissione vuole richiamare quattro punti essenziali su cui non possiamo tacere e che andranno approfonditi nel nostro cammino:

 1. Quale Dio?

Dio piange con noi questo dramma; è urgente convertirsi a un nuovo volto di Dio, tutto da cercare nel crinale del dolore e dell'impotenza, nella solidarietà fino alla morte e nella compassione.

I testimoni che presentiamo nel nostro sito possono aiutarci; chiediamo consiglio specialmente a Etty Hillesum e alla sua profonda esperienza di Dio nel dolore.  

2. Finchè ci saranno i riflettori...

Ancora una volta il dramma scalda il cuore, ma i sentimenti si raffreddano in fretta. Già assistiamo alla concentrazione degli aiuti dove più sono presenti le telecamere e i turisti; quanto durerà la nostra solidarietà? E' compito di tutti tenerci svegli e fedeli a fianco del dolore umano; questo sito e altri amici come Misna, unimondo e peacelink ci aiutino ad essere sentinelle di ogni giorno.

Per Approfondire:

Tra le notizie  autogestite:

- Aboliamo il debito di Alex Zanotelli (dal Manifesto)

- Dio non era nel maremoto, di Raniero La Valle (fonte liberazione)

- Quando il dramma deve far riflettere

- Agevolare il rientro degli immigrati in Asia

- Onda anomala, i fattori umani dell'Apocalisse -

 

- Un marziano tra turisti e indigeni di Ettore Masina

- Leggi anche cosa significa il debito per la gente del sud: "Il vero debito estero. Lettera di un capo indiano agli Europei"
 

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Vi segnaliamo inoltre:

Videomessaggio per il 2005 di Alex Zanotelli

Un augurio per un'anno di speranza e impegno civile. Il messaggio di Zanotelli ci invita ad una nuova partecipazione in un momento drammatico.
Nel messaggio viene richiamata l'importanza di sostenere come come società civile le campagne di pressione per la cancellazione del debito in vista del G8 che si terrà in Inghilterra e per fermare la liberalizzazione dei mercati delle trattative in sede all'Organizzazione Mondiale del Commercio

 

3. Abbiamo noi un debito!

Il debito estero dei paesi impoveriti è una delle cause della precarietà permanente di molti popoli. L'Indonesia nel 2001 ha versato il 9% della sua ricchezza per la restituzione del debito, mentre ha potuto investire solo l'1,3% per l'educazione e lo 0,6% per la sanità.

Ogni settimana l'Indonesia consegna nelle casse dell'occidente 320 milioni di $ per la restituzione del debito.

Si impone una immediata cancellazione del debito per tutti i paesi impoveriti. Leggi la proposta-approfondimento di p. Alex Zanotelli.

4. Il nostro stile di vita

45mila persone al giorno muoiono di fame, per un'economia più devastante dello tsunami. In una globalizzazione così parziale e discriminatoria non si è riusciti a far pervenire l'allarme dell'arrivo del maremoto rilevato alle Hawaii.

E' urgente quindi passare tutti insieme dal pietismo a due scelte che ci provocano a fondo: la giustizia e la sobrietà. Leggi la provocazione di mons. Nervo sul nostro sito e interrogati sui cambiamenti che possiamo insieme realizzare, a partire da noi.