O Dio o la bomba

Chiesa-esercito-missione: c'è qualcosa che non quadra...

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 Ultimi aggiornamenti:

- leggi il comunicato di Pax Christi dopo l'intervento di Giovaniemissione sul calendario

 

- leggi, inoltre, il testo della lettera inviata  da padre Angelo Besenzoni al Direttore  Nazionale delle PPOOMM (Pontificie Opere Missionarie)  -a  nome della Conferenza degli Istituti Missionari in Italia-

 

 

L’anno nuovo s’avvicina e iniziano a circolare i calendari che ci accompagneranno per 365 giorni. Ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti: da quelli più conosciuti (Frate Indovino) a quelli ‘scandalosi’; da quelli paesaggistici a quelli religiosi; …

Ma un calendario particolare sta girando in alcune zone: qui accanto  trovate l’immagine della copertina:

-     Un calendario ecclesiastico? Certo, c’è un vescovo!

-     Un calendario militare? Certo, c’è la foto di una messa da campo!

-    Un calendario missionario? Certo, c’è la firma delle Pontificie Opere Missionarie!

 

CHIESA – ESERCITO – MISSIONE

 

C’è qualcosa che non quadra…

Come missionari e giovani appassionati per la Vita e convinti della Nonviolenza rifiutiamo in maniera secca questi abbinamenti.

 

 

 

 

·        Come cittadini rifiutiamo la guerra come strumento di risoluzione delle contese internazionali. Ci sentiamo costretti a fare appello di nuovo all’articolo 11 della nostra Costituzione ricordando che oggi anche il nostro paese è in guerra, in Iraq. Ci imbarazza la nostra presenza soprattutto in questi giorni in cui la violenza degli attacchi a varie città irachene si fa disumana e viola le stesse convenzioni internazionali.

      Ci sgomenta l’aumento delle spese militari anche nel nostro paese in un tempo in cui dominano i tagli alla scuola, alla sanità, alla cooperazione e al sostegno delle categorie più povere.

·        Come cristiani invochiamo in questo avvento il Dio della Pace e della Nonviolenza, così come ci ha interpellati con la prima lettura della prima domenica di questo cammino di attesa: “Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci. Un popolo non alzerà più la mano contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra” (Is 2). Ripetiamo dentro di noi la posizione chiara delle prime comunità cristiane: “O il battesimo o l’esercito”. Ci sentiamo di fare di nuovo appello alle parole del card. Martino e del card. Tauran, che hanno definito la guerra in Iraq “ingiusta e immorale”. Ci sentiamo confusi per via di un magistero contraddittorio e riconosciamo che le posizioni favorevoli alla guerra e alla difesa dei nostri interessi sono contrarie al Vangelo. Continuiamo ad insistere con i nostri vescovi perchè ritirino i cappellani militari dall’Iraq.

·        Come missionari rifiutiamo l’uso dell’espressione “Missione di Pace” riferita all’azione dell’esercito. Conosciamo l’ambiguità della presenza militare in tanti paesi del mondo e -insieme alla rivista Nigrizia- denunciamo la militarizzazione stessa dell’aiuto e della cooperazione. Nella storia dei paesi in cui viviamo troppo spesso la chiesa è stata al fianco dello stato e la croce è stata affiancata alla spada. Troppo spesso l’espressione “Dio vi benedica” ha coperto violenze e intolleranza. Non crediamo in un Dio che benedice l’uso delle armi; la Parola di Dio e la vita di Gesù lo rinnegano.

·        Come giovani rilanciamo un  modello di costruzione della pace che investa nella Difesa Popolare Nonviolenta, nella promozione della Giustizia, nella Cooperazione, nella Formazione alla nonviolenza e alla pace nelle nostre università, scuole, associazioni e comunità cristiane. Su questo ci stiamo impegnando da tempo e siamo disposti a investire tutte le nostre energie.

 

Lo staff del sito

- per informazioni p. Dario, gimpadova@giovaniemissione.it

 

Per un approfondimento e per completezze di informazione vi proponiamo una intervista all’ex ordinario militare per l’Italia monsignor Giuseppe Mani, tratta dalla rivista 30Giorni

L'intervista fa riferimento anche alla figura di don Milani: leggi cosa ne pensava lui.

 

 

Nel retro del calendario ci sono queste indicazioni:

Ordinariato militare in Italia: salita del Grillo, 37

E poi :

edizione a cura della pontificia Unione Missionaria

 

(altre immagini dello stesso calendario)

 

 

 

Riportiamo di seguito la lettera che padre Angelo Besenzoni ha inviato -a  nome della Conferenza degli Istituti Missionari in Italia- al Direttore
 Nazionale delle PPOOMM (Pontificie Opere Missionarie), Mons. GIUSEPPE  ANDREOZZI.


 Caro Mons. Andreozzi,

 a nome della Conferenza degli Istituti Missionari in Italia (C.I.M.I.)  vengo ad esprimere lo sconcerto dei Superiori degli Istituti Missionari in
 Italia nel prendere visione del calendario 2005 dell'Ordinariato Militare  in Italia, pubblicato in collaborazione con le PP.OO.MM.

 Troviamo l'abbinamento Forze Armate - Mondo Missionario quanto mai ambiguo  e inopportuno. Non contestiamo il diritto-dovere di formare ai valori del  vangelo e della missione della Chiesa, paladina di giustizia e di pace, anche i membri delle nostre forze armate. Così pure non neghiamo a
 fratelli in uniforme il diritto-dovere di fare del bene.  Ciò che ci  lascia esterrefatti è la confusione missione "ad gentes"  e "missioni" "di
 pace" dell'esercito Italiano che il calendario in questione sembra  generare ed alimentare.

 Come missionari sentiamo alcune foto del calendario chiaramente  provocatorie; ci appare poi quasi blasfema quella di tre bombardieri che
 sfrecciano su tre croci erette su un monte nella pagina di marzo. La  didascalia ricorda la "Giornata di preghiera e di digiuno per i missionari
 martiri"  celebrata il 24 marzo, proprio nel giorno dell'assassino di  Mons. Romero, ordinato ed eseguito da ambienti militari.

 Mentre saremmo felici di ascoltare da parte dei nostri Pastori  pronunciamenti più chiari e più forti contro ogni violenza e violazione
 dei diritti umani e delle leggi internazionali, ci sconcerta che proprio  dalle Pontificie Opere sia riproposta la santa alleanza tra armi e vangelo
 che per noi è contraddizione del Vangelo stesso.

 Gradiremmo che le PPOOMM spiegassero a noi e al mondo missionario italiano  i motivi di tale scelta e portassero chiarezza negli animi confusi di chi  come noi si è sentito tradito da quel calendario.

 Fraterni saluti

 Per la Conferenza degli Istituti Missionari in Italia
 p. Angelo Besenzoni - S.M.A -

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Comunicato di Pax Christi dopo la denuncia di Giovaniemissione:

Sandali e anfibi

Nota di Pax Christi Italia a proposito del calendario edito dall’Ordinariato Militare in Italia in collaborazione con le Pontificie Opere Missionarie 

Le raccomandazioni di Gesù ai primi apostoli che venivano inviati come “missionari” nei villaggi della Palestina risuonarono chiare ed esplicite: “Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa”. (Luca 10, 3-5). Lo stile e il contenuto dell’annuncio sono inequivocabilmente improntati alla povertà e alla pace. Ci sono uomini e donne che nel corso dei secoli non hanno mai smesso di prendere sul serio quelle parole e hanno continuato a fidarsi del Nazareno andando di villaggio in villaggio per annunciare la pace di Cristo alle case degli uomini e delle donne del loro tempo. Per questa ragione ci lascia sconcertati l’iniziativa intrapresa dall’Ordinariato Militare in Italia di produrre e diffondere un calendario in collaborazione con le Pontificie Opere Missionarie. Le immagini che vengono proposte di mese in mese mostrano uomini in tuta mimetica che offrono doni ai bambini, aerei da combattimento che sorvolano croci e messe da campo cui partecipano battaglioni in armi. Esattamente il contrario di quello che Cristo, il Principe della pace, ha vissuto e insegnato. Più volte abbiamo espresso la nostra convinzione che, l’assistenza spirituale e pastorale che va garantita agli uomini e alle donne arruolati nelle forze armate, può avvenire ad opera di sacerdoti che svolgono il loro servizio ministeriale al di fuori dell’esercito, senza indossare divise, senza assumerne i gradi e soprattutto senza godere dei medesimi privilegi riservati alle autorità militari. Ma a lasciarci particolarmente costernati è l’abbinamento e l’allusione fuorviante e diseducativa, antievangelica, strumentale e violenta che emerge dall’accostare la figura del missionario a quella del cappellano militare e del militare stesso. Non c’è un solo passo del Vangelo in cui il Cristo sembra dare una pur lontana giustificazione all’uso della forza. Al contrario sono frequenti i brani che esortano alla nonviolenza e la indicano chiaramente come un distintivo cristiano. “A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica” (Luca 6, 29). Ai responsabili dell’Ordinariato Militare in Italia e delle Pontificie Opere Missionarie chiediamo di aiutarci a cogliere il senso di questa operazione e di indicarci se davvero ritengono che l’Ad gentes possa realizzarsi affiancandosi alle armi e al loro potenziale di morte, ovvero se ritengono possibile rispondere indossando gli anfibi della guerra all’invito del maestro di annunciarlo a piedi scalzi. Crediamo che proprio il Monte Calvario, riproposto nel calendario mentre viene sorvolato da aerei portatori di morte, continui ad essere nei secoli la più antica e nobile università della nonviolenza. Nei giorni scorsi sono stati molti tra missionari e missionarie a segnalarci il calendario e a sollecitare una nostra presa di posizione. Anch’essi/e si uniscono alla nostra voce. A loro va tutta la nostra stima e il nostro riconoscimento per l’opera instancabile dell’annuncio del Vangelo della pace in tante parti del mondo.

 

20/12/04

11,10

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