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La splendida Villa D’Este nel comune di Cernobbio (CO) riceve a partire dal 2 sino al 4 di settembre la quarantaduesima edizione del Meeting Ambrosetti che svilupperà il seguente tema: “Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive”.
 

SOLTANTO 6 KILOMETRI

Riflessione di Fr. Antonio Soffientini sul Meeting di Cernobbio

La splendida Villa D’Este nel comune di Cernobbio (CO) riceve a partire dal 2 sino al 4 di settembre la quarantaduesima edizione del Meeting Ambrosetti che svilupperà il seguente tema: “Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive”.
 
Scopo del meeting è: “… offrire alla classe dirigente internazionale ed italiana un’occasione di approfondimento serio e qualificato – supportato da analisi e ricerche – sugli scenari geopolitici, economici, tecnologici e sociali e sulle loro implicazioni per le imprese e per i Paesi.” [1]
Venerdì la giornata sarà dedicata all’analisi geopolitica ed economica della situazione mondiale con un particolare occhio di attenzione al punto di vista dell’Arabia Saudita e uno spazio dedicato al confronto con esponenti del governo Russo. Sabato giornata dedicata all’Europa e naturalmente, tra i tanti temi trattati, non può mancare l’immigrazione. Domenica giornata dedicata al sistema Italia, con dibattiti su vari temi, presenza di quasi tutti i ministri del Governo Renzi e confronto con le opposizioni.
Visto il programma e i partecipanti si può quindi affermare che si tratta di un incontro di alto livello [2].
A poca distanza dalla famosissima e bellissima Villa D’Este nella sicuramente meno famosa e meno bella Piazza e Parco della stazione Ferroviaria di Como San Giovanni da poco più di un mese e mezzo circa 500 persone di varie nazionalità (Etiopi, Eritrei, Sudanesi, Nigeriani e altri) stanno cercando di proseguire il loro viaggio verso una terra di speranza, verso un futuro migliore fuggendo dalla fame, dalle guerre ma vengono sistematicamente bloccati alla frontiera con la Svizzera e… rispediti nei giardini della stazione di Como San Giovanni.
 
1. Scaricato il 01/09/2016 dal comunicato stampa di presentazione del meeting in http://www.ambrosetti.eu/wp-content/uploads/160831_Comunicato-Stampa_ITA.pdf
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Tra queste 500 persone non ci sono ministri, capi di stato, sceicchi o membri di famiglie reali, ci sono donne, bambini, minori non accompagnati, uomini che però sono stati capaci di mobilitare e riunire non militari e forze dell’ordine per essere protetti ma, in nome dell’accoglienza e della solidarietà, la parte migliore della città di Como che dal loro arrivo non smette di prodigarsi perché il loro “soggiorno forzato” sia un po’ migliore. Mi riferisco alle centinaia di volontari che da quasi due mesi offrono tempo e disponibilità per la distribuzione dei pasti alla mensa, offrono tempo e disponibilità per organizzare la raccolta dei materiali necessari per trascorre degnamente i giorni aspettando che qualcuno dei potenti si accorga di loro, offrono tempo, disponibilità e fantasia per organizzare momenti di incontro, festa, ascolto e dibattito per fare in modo che la città intera conosca le loro storie, offrono tempo e disponibilità per pensare insieme e proporre alle istituzioni proposte concrete per offrire un’accoglienza degna.

Soltanto 6 Kilometri

Soltanto 6 Kilometri separano due mondi: il mondo di Villa D’Este un mondo chiuso, fatto di poche persone, un mondo che per esistere ha bisogno di superprotezione, di organizzare i propri incontri a porte chiuse. Un mondo dove l’umanità resta fuori, dove l’umanità non ha spazio perché si discute di profitto, si discute di libera circolazione delle merci e dei soldi senza accorgersi (o meglio facendo finta di non accorgersi) che per creare spazi di libera circolazione delle merci e dei soldi si toglie all’umanità il diritto a muoversi, il diritto ad andare e venire, il diritto a vivere. 

Questo è un mondo, l’altro, è quello della gente semplice della stazione San Giovanni, fatto di storie di ogni giorno, fatto di resistenza, fatto di dolore, tanto dolore, ma anche di speranza, tanta speranza, fatto di sogni, fatto di mani aperte, fatto di disponibilità, di ascolto, di festa, di capacità di discutere e pensare insieme. Soltanto 6 Kilometri separano questi due mondi… ma in realtà si tratta di un abisso.

A noi è chiesto di non stare in cima al muro a guardare dall’alto come se niente ci interessasse o come se non dovessimo sporcarci le mani. A noi è chiesto da che parte stare, quale mondo volere…

in fondo dobbiamo solo percorrere 6 Kilometri

Fr. Antonio Soffientini

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