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GLI IDEALI NON VANNO IN PENSIONE

A Filo e agli amici di Filo - Sr. Carmela Coter

Carissimo Filo e amici di Filo, mi presento per chi non mi conosce: tutti. Eccetto Filo.

Sono un' "anziana" (61 anni, non sono tantissimi ma posso essere tranquillamente la mamma di Filo) missionaria comboniana che trent'anni fa viveva felice in Ciad, esattamente con gli stessi ideali descritti da Filo nella sua lettera: spezzare la mia vita per gli altri, per un mondo più giusto e più fraterno, dove ognuno ha modo di vivere una vita dignitosa, dove il bene comune viene prima dei miei interessi personali. Nel 68 con gli "hyppies" cantavo a squarciagola " mettete dei fiori nei vostri cannoni", contro la guerra in Vietnam e contro tutte le guerre; ci vestivamo orrendamente, secondo le nostre mamme, perché era un modo per dire il nostro rifiuto di un perbenismo ipocrita. Desideravamo un mondo migliore, più giusto e fraterno, dove ci fosse pane per tutti e non ci fosse chi ne ha troppo e chi non ne ha affatto. I miei amici e amiche hanno formato tutti una famiglia mentre il Signore, alla sottoscritta, offrì un altro percorso per cambiare il mondo: mi chiamò alla vita missionaria comboniana. Per inciso vi dico che ho trovato l'indirizzo delle suore comboniane a Bergamo sull'elenco telefonico, mai viste prima! Il Signore sa trovare percorsi "alternativi" per farti giungere dove vuole

Allora ritorno alla lettera di Filo che mi ha fatto ricordare gli ideali della mia gioventù. Grazie a Dio sono rimasti INTATTI nonostante cocenti sconfitte: cosa è cambiato dal 68 ad oggi? I sociologi sapranno fare una valutazione appropriata. Io la faccio solo in base ai miei "sogni di gioventù"...visti dal traguardo della sessantina, tempo di pensionamento ma non per una missionaria e per gli ideali. Per me è una grandissima gioia leggere la tua lettera, frutto di preghiera e riflessioni sulla PAROLA di Dio che è sempre più, per me, LUCE ai miei passi e punto di discernimento per scelte non sempre comode e condivise. Mi hai dato gioia perché, dove non è riuscita la mia generazione a creare le basi per un mondo più giusto e fraterno, ci sono ancora oggi uomini e donne che continuano questa "lotta" o meglio questo cammino con Gesù "l'uomo che cammina" a fianco di tutte le sofferenze, grandi e piccole dell'umanità. E, accanto a Lui, siamo in tanti ad esserci, in tutti i tempi, cercando di vivere il Vangelo, la PAROLA che dà vita in abbondanza a tutti. Gesù passava di villaggio in villaggio, annunziando la BUONA NOTIZIA della fraternità universale e FACENDO DEL BENE A TUTTI. E' quello che ho cercato di vivere con la forza della Parola e dell'Eucarestia. Ho cercato di spezzare la mia vita con i più poveri, o meglio con gli impoveriti. Di fronte a grandi ingiustizie (violenze inaudite in Congo, guerra e fame in Ciad) ho avuto una tentazione fortissima: quando l'ingiustizia è troppo grande bisogna combatterla con le... armi! Sì, ho avuto anche questa tentazione! La Parola e una meravigliosa comboniana, ora già in paradiso, mi ricordava pazientemente, quotidianamente, che è solo l'amore che vince il male. In teoria lo sapevo e ci credevo anch'io ma di fronte alla sofferenza insopportabile di persone che ami anche la fede barcolla e la domanda "Dio dove sei?" si fa grido di angoscia che toglie il respiro. Oltre alla comunità è stata anche la gente, catecumeni e cristiani della prima generazione, ad insegnarmi la pazienza, il credere che la notte finirà e l'alba spunterà. La guerra e la fame sono finite, moltissimi amici e amiche sono morti...io sono ancora qui a sognare di un mondo più giusto e fraterno...mentre nel mondo ci sono ancora guerre e ingiustizie, alcune le hai ricordate nella tua lettera.

Ho perso tempo e la mia vita inutilmente???? Sono stata STERILE?
NOOOOOOOOOO! Sono certa, anzi certissima, che la fraternità universale
continua piano piano il suo cammino, nonostante l'evidenza dica il contrario. Gli africani non ci hanno insegnato che "un albero che cade fa più rumore di tutta una foresta che cresce?" Ci sono ancora oggi uomini e donne coraggiosi e "idealisti" che lavorano per la giustizia e la pace, cristiani e non. ARRIVERA' il giorno che TUTTI, ma proprio tutti, vivranno (metto al futuro perché purtroppo, non sarà né domani né dopodomani, ma arriverà) una VITA IN ABBONDANZA di AMORE e quindi di giustizia, di pace e di fraternità. Già oggi, in molte piccole situazioni, si vive questa realtà: è il "già e non ancora" della storia di salvezza che continua anche oggi.
Termino confermando quanto scrivi riguardo ai "riti vuoti" che si celebrano in Italia: a volte, sentendo alcune omelie, mi viene il voltastomaco per l'insignificanza di quelle parole "teologiche" che non dicono assolutamente niente della BUONA NOTIZIA di Gesù Cristo e non sfiorano nemmeno minimamente la difficile realtà che la gente vive. Ci sono rare eccezioni...ma c'è gran bisogno di CONVERSIONE e di ritorno al Vangelo.
Di nuovo grazie per la tua lettera. Cerca di scriverne di più!


Un abbraccio,

Lapya ngay a tutti.


Sr. Carmela Coter




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