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Di ritorno dal Brasile

di p. Giorgio dall'Italia

Tornando dal Brasile....

lettera di p. Giorgio

 

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XXV LETTERA

PADOVA  05-06-2001

 

Carissimi amici e parenti,

                                                                buongiorno e un sorriso!

                 In questi giorni qualcuno di voi reclamava perché non aveva mie notizie. Ho pensato allora di mandarvi una nuova “lettera agli amici”, con informazioni, riflessioni e saluti.

                Questa volta vi scrivo, non più dal Brasile ma dall’Italia. Mi trovo da circa un mese nella casa dei missionari comboniani di Padova. Come sono arrivato qua? 

                In poche righe vi racconto il cammino fatto dal mio arrivo in Italia fino ad oggi. Si tratta davvero di un cammino, infatti, in questo periodo sono stato in tre continenti: America Latina, Europa e Africa, vivendo la vocazione di cittadino del mondo! In questi anni ho visto che è importante “girare il mondo per capire come il mondo gira”!

                - I primi mesi li ho trascorsi con i miei familiari. Un periodo sereno e tranquillo. Ho dedicato parecchio tempo agli incontri e alle visite di amici, parenti e comunità cristiane. E’ stato un tempo importante per “sentirmi nuovamente in casa”. Non è facile, soprattutto dopo circa vent’anni di Brasile. Non è facile sradicare le radici del proprio cuore da un ambiente, chiesa e popolo e doverlo trapiantare in un’altra realtà. Il cambio provoca sofferenza e ci vuole tempo e pazienza. E’ uno dei prezzi della vita missionaria.

Un periodo dedicato anche al riposo. Ci voleva, soprattutto perché gli ultimi anni a San Paolo erano stati duri ed esigenti a causa dell’attività, della responsabilità, del lavoro con gli studenti di teologia e con i poveri della periferia.

- Da ottobre a dicembre sono stato nella casa generale di Roma. Qui ho avuto la possibilità d’ incontrare molti confratelli provenienti dalle diverse missioni, di parlare e confrontarmi con loro. Questo tempo mi ha aiutato a riflettere sul mio modo di fare missione e sull’esperienza maturata in questi anni. Utile è stata anche la convivenza e la preghiera comunitaria con loro.

Sono stato in alcune università per partecipare a dei corsi e per uno studio personale. Non è mancato il tempo per visitare la città santa, eterna e… bella!

- Il mese di febbraio l’ho dedicato al ritiro spirituale e alla preghiera. Ho partecipato, infatti, agli esercizi ignaziani a Bassano. Un mese dedicato al silenzio, alla preghiera, all’ascolto della Parola, alla riflessione, alla direzione spirituale. Una definizione che ho trovato dice: “Gli esercizi spirituali sono una forte esperienza di Dio, suscitata dall’ascolto della sua Parola, compresa e accolta nel proprio vissuto personale, sotto l’azione dello Spirito Santo, che in clima di silenzio, di preghiera e con la mediazione di una guida spirituale, dona la capacità di discernimento, in ordine alla purificazione del cuore, alla conversione della vita e alla sequela di Cristo, per il compimento della propria missione nella chiesa e nel mondo” (statuto della FIES).

Sono stati un tempo di Grazia e dono grande di Dio. Un’occasione per approfondire l’amicizia personale e concreta con Gesù. Infatti, non c’è nulla di più riposante che stare con la persona amata: il Signore ci ama e noi amiamo il Signore!

- Poi sono andato per un mese e mezzo in Africa e precisamente in Kenya. Un sogno che coltivavo da molti anni, fin da ragazzo. Infatti, quando sono entrato nella famiglia comboniana si parlava soprattutto dell’Africa. Senza dimenticare che per Daniele Comboni l’Africa era la sua grande passione. Ho scelto Nairobi perché questo posto mi offriva la possibilità di conoscere qualcosa dell’Africa e degli africani e osservare varie attività dei comboniani. Ho potuto vedere diverse case di formazione, lo scolasticato internazionale per studenti di teologia e quello per i fratelli, una presenza significativa nella bidonville di Korogocho (A.Zanotelli), il lavoro con le riviste, con i rifugiati e i profughi del Sudan (P.Kizito).

Il Kenya ed il Brasile sono diversi, ma hanno cose comuni. La cosa che si ripete in tutto il mondo è che i ricchi vivono da ricchi e i poveri da poveri. Anni fa in Brasile avevo letto un libro di G.Minà ”America Latina, un continente dimenticato”. Penso che si potrebbe parafrasare il titolo in questo modo: ”Africa, un continente abbandonato”. Le grandi potenze mondiali hanno colonizzato e sfruttato l’Africa nei secoli passati e durante la “guerra fredda” tra Stati Uniti e Unione Sovietica, e adesso l’hanno abbandonata, perché non interessa più, perlomeno buona parte dell’Africa.

Ma l’Africa non è solo: miseria, guerre, fame, AIDS, carestie, profughi, crisi politiche… ma un continente dove va rivalutato l’immenso patrimonio culturale, linguistico, visivo e musicale. Una ricchezza per il mondo intero!

- Avevo pensato di andare per circa 30 giorni a Gerusalemme con un gruppo di comboniani, per uno studio biblico sui luoghi sacri e sui vangeli, ma per vari motivi ho dovuto rinunciare o meglio posticipare. 

- Da circa un mese mi trovo nella casa comboniana di Padova. Una comunità giovane, aperta, accogliente che cerca di vivere la missione oggi e qui. E’una comunità vocazionale e missionaria. Questa è la finalità principale. Ci sono diverse attività che rendono concreto questo obiettivo: postulato (periodo formativo di due-tre anni per giovani che scelgono la vita missionaria consacrata), il GIM (animazione vocazionale e missionaria dei giovani del Veneto e dintorni), animazione missionaria della chiesa locale e della realtà, accompagnamento dei laici comboniani, la rettoria del santuario di S. Giuseppe, accoglienza ai poveri e agli immigrati, presenza e collaborazione con i gruppi e le associazioni che lavorano per la giustizia e per la pace.

               

Mi è stato chiesto di fermarmi per qualche anno in questa comunità come coordinatore e come formatore. E’ un lavoro esigente e missionario. Non mi sento meno missionario perché sono nella formazione e in Italia. Ogni paese, chiesa, situazione è un luogo di missione; un posto dove annunciare che siamo figli e figlie di Dio, fratelli e sorelle, salvati dall’amore gratuito di Dio.

Io sto bene e sono contento, anche se il Brasile mi manca… e tanto! Però non lo dimentico. Infatti, mi dicono che “parlo in italiano con l’accento brasiliano”!

 

                Vi ricordo sempre nella preghiera e nel cuore.

                Uniti dall’amicizia e dalla missione.

   

P. GIORGIO

 Indirizzo:   Missionari Comboniani,  Via S. Giovanni di Verdara  139,   35137   PADOVA

 Tel:  049 8751506 ;  e-mail:  jorgepadovan@hotmail.com

 

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