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Violenza e speranza nella periferia di Trujillo

(lettera di p. Daniele Nardin, Perù)

 Violenza e speranza nella periferia di Trujillo 

lettera di p. Daniele Nardin, Perù

Cara gente amica, un saluto enorme e un augurio...  

Dopo mesi di silenzio e di lavoro intenso, e prima che comincino le feste del Natale con il movimento che esso genera, ho pensato sedermi a scrivere.
Non l'ho fatto in questi mesi, preso per il collo da mille situazioni che intaccano la vita normale di una parrocchia.

La mia vita ultimamente è molto legata ai tribunali...di fronte all'ondata di violenza che pervade questa città (cifre di ieri: 500 omicidi in due anni) si sta cercando di mettere la mano dura. Ma la giustizia da queste parti va un po’ a spanne, si compra e si vende tutto, e se non hai soldi... rischi grosso!!! chi prendo…prendo. 

E così i miei ragazzi sono vittime di queste retate della polizia e non guardano per il sottile. A volte a ragione, altre....oggi per esempio, la polizia mi ha fermato 4 volte, documenti...aprire il motore...scendere tutti dalla macchina...ecc. ecc.  Vengono i familiari a chiedermi di intercedere per questo o quello...ma come fare se so che sono dentro fino al collo? Minori d'età e anche altri giovani: a volte vivo tutto questo come dramma di coscienza. 

Altre volte sono innocenti, e lo so dopo aver ascoltato i ragazzi del quartiere, e loro lo sanno bene chi è dentro e chi è innocente. Spesso mi ricordo la parabola della zizzania: " Un uomo seminò buon grano nel suo campo...il nemico di notte seminò anche zizzania…” 

Stiamo facendo mille sforzi per aiutare, per formare ed educare...che è il cammino per sconfiggere il male. La scuola, il lavoro coordinato col questore, col sindaco, con i direttori delle scuole, con le famiglie, la ricerca dei giovani, il voler offrire loro alternative, stare sulla strada, stare sempre in campana...e siamo sempre da capo. E lo stato che arriva e...schiaccia. Adesso vogliono mandare 1.000 poliziotti ancora nella nostra regione...ma non cambia niente, e non cambierà niente.

E che difficile spiegare ai giudici tutto quello che si sta facendo e che non è mettendo in prigione la gente che si risolvono i problemi. I veri delinquenti poi li conosciamo tutti e sono in libertà, perché son troppo furbi e sempre trovano scappatoie per sfuggire alle reti della giustizia...oppure pagano e soldi non mancano...come la mafia...estorsori, assaltanti, ladri, contrabbando, droga, prostituzione, ecc. ecc. Mentre cadono i più ingenui, i più indifesi, i più deboli...Saverio, uno dei miei giovani,  rischia 30 anni di carcere adesso, solo perché era lì nel momento sbagliato. 

Vedi i giudici durante la seduta che ti masticano la gomma americana in faccia, ridere e scherzare mentre decidono della vita di un giovane, o 30 anni di carcere per un ragazzino di 18 anni, per loro è come bere un bicchier d'acqua. E sempre aspettano la bustarella, con tariffe più o meno consistenti per cambiare la sentenza. 

Per questo sono in prima fila e di casi così ne ho uno al giorno. E poi i malati che sono infiniti: ho dato il santo Olio a Olga, mamma della mia età, che è morta consumata dal cancro due ore dopo. Sfigurata dal male...irriconoscibile, "verme d'uomo" come dice la Bibbia!

E le scuole...e la catechesi...e le cresime...e le feste patronali...e le missioni popolari. Ho battesimi in coda da mesi, siamo a quota quattrocento…il mio compagno é appena partito per le sue vacanze dopo tre anni di lavoro. Non vi racconto di tutto il lavoro nei programmi con i bambini, nei refettori...si può immaginare! E intanto continuo a raspare il classico "fondo del barile" cercando aiuti per questa gente, questi piccoli, questi "ultimi”.

Fra qualche giorno la cosa si ferma fino a marzo, ma iniziano altre attività...

Comunque carissimo, son vivo e sono sulla breccia...abbiamo avuto cinque mesi di sciopero dei medici e quindi...tutti in coda. 

Ma se guardiamo in giro per il mondo, quel che passa in Italia o in medio Oriente, in Africa o in Messico...beh, allora ci vien ancora voglia di rimboccarci le maniche e di darci da fare, senza perdere tempo in inutili lamentele (lo dice Papa Francesco....).

Sai che son stato eletto anche cappellano di un gruppo di disabili di Trujillo? Ci troviamo una volta al mese e sto cercando di animarli. Vanno ognuno per conto suo e il mio lavoro sarebbe di unificare gli sforzi, almeno nelle intenzioni. L'altro padre invece é stato scelto come cappellano delle carceri (visto che la maggioranza dei detenuti...è gente del nostro quartiere). E così ci si dà da fare.

Ma abbiamo il sole negli occhi…fra un po’ lo ascolteremo di nuovo: "vieni, camminiamo nella luce del Signore". Guardando a lui e seguendo quel che ci dice papa Francesco...di farci "accompagnanti" con l'arte propria di chi si toglie i sandali di fronte alla terra sacra dell'altro, e camminando con il "ritmo salutare della prossimità". Impulsando così la vita cristiana, che è una persona, Gesù, buona notizia per chi ne ha bisogno e per chi urge misericordia.

Ti e vi auguro tutto il meglio in queste feste natalizie. Che sia un bel momento di comunione dei cuori dei cristiani...e che sia un far brillare ancora  la giustizia e la fraternità. Non lavorate troppo...

Auguroni, son con voi.  Grazie di tutto, vi voglio bene, con affetto, 

 

Daniel 

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