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Auguri di Natale 2010

p. Fernando Madaschi

Fernando ci scrive da casa sua, vicino a Bergamo. 

Un cuore che fa gli scherzi l'ha fermato per qualche mese, ma ripartirà, e noi con lui. Lo accompagniamo con affetto e riconoscenza anche per il bel lavoro che ha svolto al GIM di Venegono Sup. (Va), e per la sua energia missionaria contagiosa.

 

 

LETTERA agli AMICI – NATALE 2010

Carissimi amici, amiche, 

vi voglio raggiungere con questo piccolo AUGURIO di Natale, per dirvi che vi porto tutti nel cuore e il mio ricordo per voi è costante. Quest’anno è stato per me un anno speciale.
A fine Giugno ho dovuto lasciare il Perù e la missione, per motivi di salute, e vi assicuro che non è stato facile e mi è costato. Ho passato 3 mesi in ospedale per l’intervento al cuore. Ora sto decisamente meglio e mi sto riprendendo. Questo tempo l’ho vissuto come tempo di grazia e sento che mi ha fatto bene. Non l’avevo programmato e nessuno se l’aspettava. Il Signore ci sorprende sempre, perché  Lui sa quando e quello di cui abbiamo bisogno. L’importante è lasciarci sorprendere.
Ora sono qui con i miei, in quel di Bergamo, facendo alcune terapie, come la logopedia, per poter recuperare meglio la voce. Ho chiesto al chirurgo che mi ha operato di poter ripartire per il Perù, ma mi ha detto che è ancora presto. É prudente aspettare un po’ e riprendermi meglio. Spero che per il prossimo controllo, a Marzo, mi dia il visto buono. Ho tanta voglia di ripartire e la mia gente mi manca tanto. Voi pregate per me. Anch’io vi ricordo sempre nella povertà della mia preghiera. In questo periodo ho più tempo per dedicarmi, sento che mi fa bene e mi aiuta a dare un senso a tutto quello che sto vivendo.

Il Natale continua a ricordarci che Dio è diventato accessibile e si è fatto volto in Gesù di Nazareth,  per  cercare la vita e la felicità piena per tutti i suoi figli e figlie, cominciando sempre dai i più deboli, gli ultimi. Allora celebrare il Natale ci deve  impegnare a promuovere i segni del Regno che Gesù annunciava: l’accoglienza verso coloro che soffrono, dei più deboli; la creazione di una società riconciliata; l’offerta gratuita del perdono e la difesa di ogni persona, perché come dice Josè Antonio Pagola, teologo e biblista spagnolo a me tanto caro: “Una comunità di Gesù non è solo un luogo d’iniziazione alla fede né uno spazio di celebrazione. Deve essere, in molti modi, sorgente di vita più sana, luogo di accoglienza e casa per chi ha bisogno di un focolare”. E con Dietrich Bonhoeffer, pastore protestante martire nei lager nazisti,  mi piace ricordare che: “Nessuno possiede Dio in modo tale da non doverlo più attendere. Eppure non può attendere Dio chi non sapesse che Dio ha già atteso lungamente noi”.
Che la celebrazione di questo Natale lasci un segno profondo nella nostra vita, ci dia forza per continuare  a spenderla per i poveri, riconoscendo nei loro volti il volto di Gesù e ci aiuti a guardare il mondo, le persone e gli avvenimenti, con compassione.
Il mio AUGURIO per tutti voi è di un BUON NATALE di PACE
e un NUOVO ANNO pieno di benedizioni.
Vi voglio bene di quel bene che Dio mi vuole, 
p. Fernando.

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