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News Autogestite28-04-06
:: Mediterraneo e migrazione / L'esperto Nigrizia 14/04/2006 Migranti, dignità e globalizzazione : Intervista esclusiva di Nigrizia.it a Brun   PDF  Stampa  E-mail 



Migranti, dignità e globalizzazione
Tiziana Cavallo

Intervista esclusiva di Nigrizia.it a Brunson McKinley direttore generale della IOM (International Organization for Migration). Con lui abbiamo parlato di migrazione, dignità e dello ‘scrigno’ Mediterraneo.




Migrazione e dignità, quale rapporto?

 
Il tema migrazione-dignità richiama un punto fondamentale della nostra organizzazione: tutte le misure che riguardano l’organizzazione della migrazione devono rispettare la dignità dei migranti. L’impegno di IOM di lavorare verso un effettivo rispetto per la dignità umana e il benessere dei migranti si riflette in tutte le nostre attività, nei progetti e dei programmi. Questa è, per esempio, una delle ragioni che stanno dietro la recente decisione di IOM di aprire un secondo ufficio in Italia sull’isola di Lampedusa. La nostra presenza lì – in collaborazione con la Crose Rossa Italiane e l’UNHCR (ndr l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati) - sarà utile non solo per aiutare le autorità nell’affrontare i flussi di immigrazione irregolare ma anche per aiutare a cercare soluzioni per i migranti in accordo con la legge internazionale e i principi di dignità umana.

 

Lo stesso principio di rispetto per la dignità dei migranti ha spinto IOM ad una collaborazione positiva con il governo del Marocco e della Mauritania nel facilitare il volontario ritorno di migranti irregolari in difficoltà dall’Africa subsahariana e dall’Asia che stavano transitando attraverso questi paesi per arrivare in Europa.

 

 

Cosa pensa del futuro e del binomio migrazione-globalizzazione?

 

La migrazione è una delle questioni da chiarire del XXI secolo. Rimarrà una essenziale, inevitabile e potenzialmente positiva componente della vita economica e sociale di ogni paese e regione. Pertanto, la domanda non è tanto se esiste migrazione ma piuttosto come trattarla effettivamente in modo da aumentarne l’impatto positivo e diminuirne quello negativo. Le soluzioni più efficaci per combattere la migrazione irregolare e le correlate emergenze umanitarie saranno soluzioni che terranno in considerazione fattori come lo sviluppo socio-economico delle nazioni d’origine, il ruolo del crimine organizzato e la necessità di preparare vie per la migrazione legale.

 

Sforzi di cooperazione per stringere i freni sulla migrazione irregolare devono essere bilanciati con sforzi comuni atti a facilitare la migrazione che serve all’economia ed al benessere europeo. Il profilo demografico in continuo cambiamento della maggior parte delle nazioni europee, con la popolazione che invecchia e si riduce, significa che c’è un pressante problema che l’Europa deve affrontare ovvero il bisogno dei migranti per il lavoro. È una questione importante carica di valori politici e sociali e abbiamo bisogno di trovare soluzioni pragmatiche se volgiamo raggiungere gli obiettivi europei di stabilità e prosperità. Sta a noi assicurare che la migrazione necessaria non prenderà la forma della migrazione non regolata con tutti gli effetti avversi connessi e le sfide di sicurezza ma piuttosto sfoci in vie sicure, ordinate, umane e produttive.

 

La mobilità internazionale delle persone presenta costi e benefici ma effettivamente, coerentemente ed umanamente la migrazione ‘organizzata’ può essere uno strumento importante nell’indirizzare le sfide incombenti del mondo sviluppato e dei mondi in via di sviluppo.

 

L’area del Mediterraneo è uno scrigno di popoli?

 

Veramente, il Mediterraneo h una ricca storia di migrazioni – sia come una regione di origine per i migranti destinati al Nord in Italia, molte zone dell’Europa e il resto del mondo, ma anche come regione d’arrivo per migranti da tutto il mondo. E con una popolazione molto vicina ai 250 milioni, la parte più occidentale del Mediterraneo è un’area esposta a dinamiche complesse di migrazione a causa di fattori demografici, economici, geografici, istituzionali e strategici.

 

I lunghi litorali della Spagna, Francia, Italia e Malta sono le opzioni preferite per entrare in Europa in modo irregolare e restano permeabili nonostante controlli più severi. L’Italia, specialmente la Sicilia e le isole di Lampedusa e Pantelleria hanno vissuto un incremento di arrivi di migranti irregolari dalla Libia - a soli 275 km dall’Italia - e dalla Tunisia - ad appena 113 km da Lampedusa .

 

Dal Marocco, lo Stretto di Gibilterra è la rotta ancora più usata dai contrabbandieri. A causa di una sorveglianza più serrata su questa rotta da parte della Spagna e del Marocco, comunque, le navi si dirigono un po’ più a est verso la costa tra Malaga e l’Almeria e fino alla Murcia, o più verso ovest tra Cadice e Huelva. Una rotta regolarmente seguita dalle ‘zattere’ che arrivano dalla zona sud-ovest del Marocco fino alle Isole Canarie.

 

Al momento, le nazioni del Maghreb sono sia punti di emigrazione e transito sia di destinazione per i migranti che arrivano dall’Africa sub-sahariana e dall’Asia. Molti lasciano l’Africa occidentale con diversi mezzi tra cui barche, autobus, taxi, camion e anche a piedi. Questi viaggi possono durare anche degli anni e sono perseguiti dai migranti in varie tappe che danno loro la possibilità di trovare lavoretti lungo la strada per pagare la tratta successiva del loro viaggio. Nella maggior parte dei casi, i migranti sono abbandonati alla mercè dei contrabbandieri che dimostrano poco rispetto per la dignità e i diritti umani fondamentali.

 

 

Cultura e tradizioni sono una chiave per l’integrazione?

 

IOM ritiene che l’integrazione sia un aspetto essenziale dell’organizzazione della migrazione effettiva. Cultura e tradizioni possono inoltre giocare un ruolo importante nell’aiutare i migranti a sistemarsi nelle loro nuove comunità ospiti e nelle modalità di accoglienza di queste ultime. Possono anche aiutare i migranti a mantenere i contatti con le loro comunità d’origine.

 

L’integrazione è un processo a due direzioni: di adattamento da parte dei migranti e di ricezione da parte delle società ospiti, su più livelli, economici, politici e culturali. Il successo dell’integrazione dipende dalla buona volontà e dall’impegno dei migranti nell’adattarsi al loro nuovo ambiente ma anche dalla prontezza delle comunità ospiti nell’accettare i nuovi arrivati e le loro famiglie.

 

Un altro modo per assicurare il successo dell’integrazione è preparare i migranti per la loro nuova vita in terre straniere. IOM per decenni ha attuato programmi di supporto all’integrazione dei migranti nelle nazioni tradizioni di immigrazione come Australia, Canada e Usa. Questi programmi consistevano in corsi di lingua, orientamento culturale e assistenza nel paese ospite per facilitare l’integrazione. Lo stesso genere di programmi potrebbe essere efficace nel migliorare le sistemazioni di migrazione temporanea.  

 


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