Migrazione e dignità, quale rapporto?
Il tema migrazione-dignità richiama un punto
fondamentale della nostra organizzazione: tutte le misure che riguardano
l’organizzazione della migrazione devono rispettare la dignità dei migranti.
L’impegno di IOM di
lavorare verso un effettivo rispetto per la dignità umana e il benessere dei
migranti si riflette in tutte le nostre attività, nei progetti e dei programmi.
Questa è, per esempio, una delle ragioni che stanno dietro la recente decisione
di IOM di aprire un secondo ufficio in Italia sull’isola di Lampedusa. La nostra
presenza lì – in collaborazione con la Crose Rossa Italiane e l’UNHCR (ndr l’Agenzia delle Nazioni Unite per i
rifugiati) - sarà utile non solo per aiutare le autorità nell’affrontare i
flussi di immigrazione irregolare ma anche per aiutare a cercare soluzioni per i
migranti in accordo con la legge internazionale e i principi di dignità
umana.
Lo stesso principio di rispetto per la dignità dei
migranti ha spinto IOM ad una collaborazione positiva con il governo del Marocco
e della Mauritania nel facilitare il volontario ritorno di migranti irregolari
in difficoltà dall’Africa subsahariana e dall’Asia che stavano transitando
attraverso questi paesi per arrivare in Europa.
Cosa
pensa del futuro e del binomio
migrazione-globalizzazione?
La migrazione è una delle questioni da chiarire del
XXI secolo. Rimarrà una essenziale, inevitabile e potenzialmente positiva
componente della vita economica e sociale di ogni paese e regione. Pertanto, la
domanda non è tanto se esiste migrazione ma piuttosto come trattarla
effettivamente in modo da aumentarne l’impatto positivo e diminuirne quello
negativo. Le soluzioni più efficaci per combattere la migrazione irregolare e le
correlate emergenze umanitarie saranno soluzioni che terranno in considerazione
fattori come lo sviluppo socio-economico delle nazioni d’origine, il ruolo del
crimine organizzato e la necessità di preparare vie per la migrazione
legale.
Sforzi di cooperazione per stringere i freni sulla
migrazione irregolare devono essere bilanciati con sforzi comuni atti a
facilitare la migrazione che serve all’economia ed al benessere europeo. Il
profilo demografico in continuo cambiamento della maggior parte delle nazioni
europee, con la popolazione che invecchia e si riduce, significa che c’è un
pressante problema che l’Europa deve affrontare ovvero il bisogno dei migranti
per il lavoro. È una questione importante carica di valori politici e sociali e
abbiamo bisogno di trovare soluzioni pragmatiche se volgiamo raggiungere gli
obiettivi europei di stabilità e prosperità. Sta a noi assicurare che la
migrazione necessaria non prenderà la forma della migrazione non regolata con tutti gli effetti avversi connessi e
le sfide di sicurezza ma piuttosto sfoci in vie sicure, ordinate, umane e
produttive.
La mobilità internazionale delle persone presenta
costi e benefici ma effettivamente, coerentemente ed umanamente la migrazione
‘organizzata’ può essere uno strumento importante nell’indirizzare le sfide
incombenti del mondo sviluppato e dei mondi in via di
sviluppo.
L’area
del Mediterraneo è uno scrigno di popoli?
Veramente, il Mediterraneo h una ricca storia di
migrazioni – sia come una regione di origine per i migranti destinati al Nord in
Italia, molte zone dell’Europa e il resto del mondo, ma anche come regione
d’arrivo per migranti da tutto il mondo. E con una popolazione molto vicina ai
250 milioni, la parte più occidentale del Mediterraneo è un’area esposta a
dinamiche complesse di migrazione a causa di fattori demografici, economici,
geografici, istituzionali e strategici.
I lunghi litorali della Spagna, Francia, Italia e
Malta sono le opzioni preferite per entrare in Europa in modo irregolare e
restano permeabili nonostante controlli più severi. L’Italia, specialmente la
Sicilia e le isole di Lampedusa e Pantelleria hanno vissuto un incremento di
arrivi di migranti irregolari dalla Libia - a soli 275 km dall’Italia - e dalla
Tunisia - ad appena 113 km da Lampedusa .
Dal Marocco, lo Stretto di Gibilterra è la rotta
ancora più usata dai contrabbandieri. A causa di una sorveglianza più serrata su
questa rotta da parte della Spagna e del Marocco, comunque, le navi si dirigono
un po’ più a est verso la costa tra Malaga e l’Almeria e fino alla Murcia, o più
verso ovest tra Cadice e Huelva. Una rotta regolarmente seguita dalle ‘zattere’
che arrivano dalla zona sud-ovest del Marocco fino alle Isole
Canarie.
Al momento, le nazioni del Maghreb sono sia punti
di emigrazione e transito sia di destinazione per i migranti che arrivano
dall’Africa sub-sahariana e dall’Asia. Molti lasciano l’Africa occidentale con
diversi mezzi tra cui barche, autobus, taxi, camion e anche a piedi. Questi
viaggi possono durare anche degli anni e sono perseguiti dai migranti in varie
tappe che danno loro la possibilità di trovare lavoretti lungo la strada per
pagare la tratta successiva del loro viaggio. Nella maggior parte dei casi, i
migranti sono abbandonati alla mercè dei contrabbandieri che dimostrano poco
rispetto per la dignità e i diritti umani fondamentali.
Cultura
e tradizioni sono una chiave per l’integrazione?
IOM ritiene che l’integrazione sia un aspetto
essenziale dell’organizzazione della migrazione effettiva. Cultura e tradizioni
possono inoltre giocare un ruolo importante nell’aiutare i migranti a sistemarsi
nelle loro nuove comunità ospiti e nelle modalità di accoglienza di queste
ultime. Possono anche aiutare i migranti a mantenere i contatti con le loro
comunità d’origine.
L’integrazione è un processo a due direzioni: di
adattamento da parte dei migranti e di ricezione da parte delle società ospiti,
su più livelli, economici, politici e culturali. Il successo dell’integrazione
dipende dalla buona volontà e dall’impegno dei migranti nell’adattarsi al loro
nuovo ambiente ma anche dalla prontezza delle comunità ospiti nell’accettare i
nuovi arrivati e le loro famiglie.
Un altro modo per assicurare il successo
dell’integrazione è preparare i migranti per la loro nuova vita in terre
straniere. IOM per decenni ha attuato programmi di supporto all’integrazione dei
migranti nelle nazioni tradizioni di immigrazione come Australia, Canada e Usa.
Questi programmi consistevano in corsi di lingua, orientamento culturale e
assistenza nel paese ospite per facilitare l’integrazione. Lo stesso genere di
programmi potrebbe essere efficace nel migliorare le sistemazioni di migrazione
temporanea.
|