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La Carovana 2004/Carovana NordOvest-Tirreno30-08-04
:: Firenze: la Tenda della Pace   PDF  Stampa  E-mail 
 

 Carovana NORDOVEST-Tirreno

Tenda della Pace

Gli amici della Tenda della Pace che si terrà in Piazza Santa Croce a Firenze, condividono alcune riflessioni per prepararsi al passaggio della carovana della pace “Vita piena per tutti: adesso, non domani!”

 

Tutte le associazioni che partecipano alla tenda della pace aderiscono pienamente alla carovana della Pace organizzata dai Padri Comboniani.

I giorni 13,14 e 15 settembre saranno in Piazza Santa Croce a Firenze per testimoniare 
il loro modo di vivere la Pace e la Vita piena per tutti.

         

     E’ ora di dire basta! E’ ora di non tacere! Oggi si parla di “nuovo ordine mondiale”. Ma chi lo definisce? Per chi vale? Quanto durerà questo ordine che conserva pochi ricchi e potenti, tutti gli altri poveri e senza alcun potere? L’ordine oggi è assicurato con violenza da chi si sente privo della sua sicurezza e si impone su tutti. Il potere si spartisce tra i forti e  più di quattro miliardi di poveri continuano a non contare nulla nella riorganizzazione del mondo.

            Adesso, non domani! E’ urgente che la nostra storia italiana dia risposte decise su questo. Invece stiamo diventando dei “notai dello status quo e non i profeti del futuro nuovo”, di cieli nuovi e terra nuova. Idoli suadenti bussano alle porte delle nostre case e conquistano il cuore di tutti, ricchi e poveri: il mito della bellezza, del profitto, del potere a tutti i costi. In questo tutti sono nemici di tutti: detta legge il desiderio, che parte dai bisogni e dimentica i diritti; la produzione sfrenata soddisfa l’appetito ma affama popoli interi e inaridisce il pianeta.

            Non dimentichiamo le vittime innocenti degli attentati dell’11 settembre 2001: barbaramente uccisi e strappati dall’affetto dei loro cari da chi pensa di poter agire impunemente con violenza e terrore, morte e distruzione in nome di una presunta “guerra santa”; uccisi da chi bestemmia il santo nome di Allah usando il suo nome e quello del Profeta per coprire i suoi desideri di vendetta e la sua sete di potere. 

            Non dimentichiamo le vittime delle guerre in Afghanistan ed in Iraq: non sono morti solo i Talebani fiancheggiatori e sostenitori di Bin Laden (ancora a giro molto probabilmente); non è morto il dittatore sanguinario Saddam (ora prigioniero); sono morti e continuano a morire semplici innocenti, bambini, donne, uomini, che solo un cinismo diabolico può chiamare “effetti collatterali”.

            Non dimentichiamo i bambini, le donne e gli uomini di Israele vittime del terrorismo palestinese e i bambini, le donne e gli uomini palestinesi vittime delle azioni militari di Israele.

            Non dimentichiamo l’Africa: il sol fatto di pronunciarne il nome non dovrebbe lasciarci dormire sonni tranquilli.

            Interroghiamo l’Unione Europea. La sfidiamo a redimere la sua storia di violenza e a recuperare il suo patrimonio di civiltà: è tempo di preparare politiche alternative all’unica autorità imposta. Tempo di rilanciare la solidarietà internazionale ed il diritto dei più deboli. Lo gridiamo ai confini del nostro paese e lo invochiamo nell’azione politica delle piccole comunità locali, vigilanti sulla cooperazione, sul disarmo e su politiche di accoglienza.

Crediamo nel Mediterraneo come luogo di incontro, culla delle civiltà, crogiuolo dei popoli, riscattandolo dal ruolo di tomba dei disperati che finora ha tenuto lontano le carovane di nuovi schiavi dalla nostra terra. Riflettiamo con la società civile e la chiesa sulla liberazione da tutte le forme di schiavitù moderne.

Chiediamo alla comunità civile e alle comunità cristiane di varcare i confini dentro cui si sono rinchiuse, per cominciare a dialogare tra loro e lasciarsi abitare dai poveri. Guardare alla storia con i loro occhi è attraversare uno dei confini più profondi che separano gli esseri umani tra loro.

Noi preghiamo perché nessuno abbia il coraggio di dire “santa” una guerra, perché nessuno cerchi e trovi la benedizione di caccia bombardieri e di bombe. Ciò che provoca la morte violenta non può essere frutto gradito a Dio. Gradito a Dio è solo l’amore; lo sforzo continuo e paziente di conoscersi ed amarsi l’un con l’altro costruendo su questo giardino che Dio ci ha dato una società di uomini che vivano in pace.  Ma la pace è frutto della giustizia; e la giustizia è frutto di una equa distribuzione delle risorse nel mondo; è frutto della lealtà nei rapporti interpersonali e internazionali; è il frutto maturo di una politica per la pace.

Non vi sarà pace nel mondo finché non ci sarà la giustizia economica e sociale in tutto il mondo.

F.Mercuri e P.Giovannoni


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