| News Autogestite | 17-10-07 |
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Essere cristiani (e consumatori) nuovi, Gianni Fazzini, Sacerdote della diocesi di Venezia, coordinatore nazionale di Bilanci di Giustizia
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Idee
Essere cristiani (e consumatori) nuovi
Gianni Fazzini, Sacerdote della diocesi di Venezia, coordinatore nazionale di Bilanci di Giustizia
La storia di Bilanci di Giustizia si intreccia con i 22 anni che ho
vissuto come parroco operaio: addetto alle pulizie (degli uffici di
Telecom) dalle 6 alle 10 e dalle 11 in poi impegnato in parrocchia
(3.500 abitanti alla periferia di Mestre). Mantenendomi con il lavoro
ho capito l'importanza che l'economia ha nella vita concreta. Ho capito
che i soldi non sono neutri: sono segnati da come si guadagnano e da
come si spendono. Mi sono convinto che proprio in questi passaggi ci
giochiamo la nostra sete di giustizia. Ho condiviso tale mia
riflessione con alcune famiglie e di lì è nata l'idea di ripensare
l'eticità dei nostri consumi partendo dalla stesura del bilancio
familiare. Questo viene scritto mese per mese: si registra come
entrano i soldi in casa e come se ne vanno. Per tutti è stata una
sorpresa. Ci siamo resi conto di come questo mercato ci abitua a essere
consumatori guidati da altri, ci persuade a non pensare. Non solo, fa
di tutto per convincerci che altri stanno pensando al nostro bene, e
che in ogni caso non possiamo fare niente per cambiare il meccanismo di
questa economia. Da quindici anni seguo la campagna Bilanci di
Giustizia cercando essenzialmente di far incontrare, interagire,
comunicare fra loro le famiglie che vogliono rivedere i propri bilanci.
Sono un migliaio attualmente, sparse in tutta Italia (per chi volesse
approfondire: tel. 041.5381479, www.bilancidigiustizia.it).
Ho scelto di svolgere questo servizio come risposta a una chiamata del
Signore, ma non ho mai chiesto alle famiglie che volevano aderire se
fossero credenti o praticanti, e spesso non lo sono. Quando mi è
capitato di presentare la proposta nelle parrocchie, ho sempre riscosso
ammirazione e plauso ma nessuno dei 45 gruppi locali di famiglie che
attualmente si ritrovano è nato da una parrocchia. È un dato di fatto:
la ricerca della giustizia spesso è più praticata negli ambienti non
ecclesiali. Il 21 ottobre si celebra in tutto il mondo la Giornata
missionaria. Essere missionari oggi, in Italia, è sicuramente urgente e
affascinante. La mia piccola esperienza mi spinge a proporre di partire
dalla situazione concreta di ognuno di noi, ascoltando verso quali
itinerari ci chiama la sete di giustizia. Ci sono alcuni segni dei
tempi molto interessanti. Ormai è evidente che l'aumento dei consumi,
una volta soddisfatti i bisogni essenziali, non è fonte di felicità.
Tutti dicono che il Pil non è più un indice sicuro di benessere (eppure
tutti i politici continuano a usarlo come metro delle loro strategie).
Il mondo ambientalista continua a segnalare che la nostra «impronta
ecologica» è intollerabile per il pianeta. Molte persone stanno
cercando di liberarsi del modello di vita consumistico dando più spazio
alle relazioni che ai consumi. Tutti questi sono segni che vanno
ascoltati e chiedono a ogni cristiano una risposta personale. Quando,
nel 2002, il cardinale Scola mi ha chiesto di istituire per la diocesi
di Venezia l'Ufficio della Pastorale degli stili di vita, ho accettato,
convinto che il Signore Gesù, oggi, chiede alla Chiesa questo servizio.
Nessuno può liberarsi da solo: è compito del pastore far incontrare le
persone e aiutarle a raccontarsi e confrontarsi. Ma il pastore deve
camminare davanti, impegnato in prima persona a discernere come,
proprio nella sua attività di Chiesa, lui per primo riesce a essere
libero da questo sistema economico. Un altro segnale incoraggiante: da
alcuni mesi i rappresentanti di una dozzina di diocesi del Nord Italia
si stanno incontrando per confrontarsi sui temi della pastorale dei
nuovi stili di vita. Mi rimane una domanda: dominati e inglobati in
questo sistema economico, che punta soprattutto a deresponsabilizzare e
a farci sentire impotenti, a quale prezzo potremo metterci nella
condizione di essere creature nuove, testimoni di giustizia?
Personalmente ho una grande fortuna: poter camminare insieme alle
centinaia di famiglie dei Bilanci che stanno facendo una strada che per
me è profezia.
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