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:: Essere cristiani (e consumatori) nuovi, Gianni Fazzini, Sacerdote della diocesi di Venezia, coordinatore nazionale di Bilanci di Giustizia   PDF  Stampa  E-mail 
 
Idee
Essere cristiani (e consumatori) nuovi

Gianni Fazzini, Sacerdote della diocesi di Venezia, coordinatore nazionale di Bilanci di Giustizia

La storia di Bilanci di Giustizia si intreccia con i 22 anni che ho vissuto come parroco operaio: addetto alle pulizie (degli uffici di Telecom) dalle 6 alle 10 e dalle 11 in poi impegnato in parrocchia (3.500 abitanti alla periferia di Mestre). Mantenendomi con il lavoro ho capito l'importanza che l'economia ha nella vita concreta. Ho capito che i soldi non sono neutri: sono segnati da come si guadagnano e da come si spendono. Mi sono convinto che proprio in questi passaggi ci giochiamo la nostra sete di giustizia. Ho condiviso tale mia riflessione con alcune famiglie e di lì è nata l'idea di ripensare l'eticità dei nostri consumi partendo dalla stesura del bilancio familiare.
Questo viene scritto mese per mese: si registra come entrano i soldi in casa e come se ne vanno. Per tutti è stata una sorpresa. Ci siamo resi conto di come questo mercato ci abitua a essere consumatori guidati da altri, ci persuade a non pensare. Non solo, fa di tutto per convincerci che altri stanno pensando al nostro bene, e che in ogni caso non possiamo fare niente per cambiare il meccanismo di questa economia.
Da quindici anni seguo la campagna Bilanci di Giustizia cercando essenzialmente di far incontrare, interagire, comunicare fra loro le famiglie che vogliono rivedere i propri bilanci. Sono un migliaio attualmente, sparse in tutta Italia (per chi volesse approfondire: tel. 041.5381479, www.bilancidigiustizia.it). Ho scelto di svolgere questo servizio come risposta a una chiamata del Signore, ma non ho mai chiesto alle famiglie che volevano aderire se fossero credenti o praticanti, e spesso non lo sono.
Quando mi è capitato di presentare la proposta nelle parrocchie, ho sempre riscosso ammirazione e plauso ma nessuno dei 45 gruppi locali di famiglie che attualmente si ritrovano è nato da una parrocchia. È un dato di fatto: la ricerca della giustizia spesso è più praticata negli ambienti non ecclesiali. Il 21 ottobre si celebra in tutto il mondo la Giornata missionaria. Essere missionari oggi, in Italia, è sicuramente urgente e affascinante. La mia piccola esperienza mi spinge a proporre di partire dalla situazione concreta di ognuno di noi, ascoltando verso quali itinerari ci chiama la sete di giustizia. Ci sono alcuni segni dei tempi molto interessanti. Ormai è evidente che l'aumento dei consumi, una volta soddisfatti i bisogni essenziali, non è fonte di felicità. Tutti dicono che il Pil non è più un indice sicuro di benessere (eppure tutti i politici continuano a usarlo come metro delle loro strategie). Il mondo ambientalista continua a segnalare che la nostra «impronta ecologica» è intollerabile per il pianeta. Molte persone stanno cercando di liberarsi del modello di vita consumistico dando più spazio alle relazioni che ai consumi. Tutti questi sono segni che vanno ascoltati e chiedono a ogni cristiano una risposta personale.
Quando, nel 2002, il cardinale Scola mi ha chiesto di istituire per la diocesi di Venezia l'Ufficio della Pastorale degli stili di vita, ho accettato, convinto che il Signore Gesù, oggi, chiede alla Chiesa questo servizio. Nessuno può liberarsi da solo: è compito del pastore far incontrare le persone e aiutarle a raccontarsi e confrontarsi. Ma il pastore deve camminare davanti, impegnato in prima persona a discernere come, proprio nella sua attività di Chiesa, lui per primo riesce a essere libero da questo sistema economico. Un altro segnale incoraggiante: da alcuni mesi i rappresentanti di una dozzina di diocesi del Nord Italia si stanno incontrando per confrontarsi sui temi della pastorale dei nuovi stili di vita. Mi rimane una domanda: dominati e inglobati in questo sistema economico, che punta soprattutto a deresponsabilizzare e a farci sentire impotenti, a quale prezzo potremo metterci nella condizione di essere creature nuove, testimoni di giustizia? Personalmente ho una grande fortuna: poter camminare insieme alle centinaia di famiglie dei Bilanci che stanno facendo una strada che per me è profezia.


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