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PAULO FREIRE

Biografia

Paulo Freire

BIOGRAFIA


 

 

PAULO REGLUS NEVES FREIRE
(19 Settembre 1921,– 2 Maggio 1997)

Paulo Freire nasce in Brasile, a Recife, nel 1921.
La sua famiglia si trasferisce nel 1929  a Jaboatão dove Paulo segue gli studi secondari.
Nel 1944 si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza, si dedica all’insegnamento del portoghese e legge le opere di Maritain e di Mounier. Consegue la laurea in Diritto all’Università di Pernanbuco.
Si sposa con Elza Maria Oliveira (1944), insegnante, che insisterà affinché si dedichi all’educazione e abbandoni la carriera di avvocato. La coppia avrebbe lavorato insieme per il resto della vita di lei, allevando nello stesso tempo cinque figli.
Lavorò nel dipartimento di Educazione e Cultura di Pernanbuco come direttore e più tardi come soprintendente dal 1946 al 1954.
Per comprendere i temi centrali di questa “causa”, è necessario partire dalle sue origini, ovvero dall’esperienza fatta da Paulo Freire nel Nord-Est del Brasile, la parte più povera del paese, dove era nato e dove trascorse la propria gioventù sperimentando in prima persona la povertà.
Nel 1946 Freire inizia a insegnare portoghese ai lavoratori del SESI (Servizio Sociale dell’Industria); nel corso di quest’esperienza, si rende conto che quel che ha studiato è totalmente inapplicabile alla relazione con analfabeti adulti. Comincia allora a studiare il linguaggio popolare e a riflettere, per la prima volta, su una metodologia di insegnamento appropriata a questo specifico contesto educativo.
Fino agli anni ’50 non esisteva alcun dibattito intorno alla questione della scolarizzazione degli adulti dei ceti popolari e veniva quindi semplicemente riproposto un metodo che aveva come riferimento i contenuti dell’insegnamento ai bambini. Freire non solo giudica umiliante trattare  gli adulti come i bambini, ma ritiene che il sistema educativo concorra al mantenimento di una società oppressiva. Per questo si dedica allo studio di un metodo di insegnamento specificamente pensato per adulti analfabeti, e soprattutto alla formulazione di una pedagogia che si faccia motore di trasformazione sociale.
Tra la fine degli anni ’50 e l’inizio dei ’60, in un’epoca di forte mobilitazione politica, molti educatori riconoscono che la sola scolarizzazione non è capace di produrre un effettivo cambiamento delle condizioni di vita dei lavoratori che frequentavano la scuola  e per questo si sforzano di integrare impegno pedagogico e politico. Nel 1956 consegue il Dottorato sull'educazione degli adulti e degli analfabeti.
Con il Movimento di Cultura Popolare di Recife, Freire sviluppa il suo particolare metodo di alfabetizzazione rivolto agli adulti. Lavora come direttore di Estensione Culturale nell’università di Recife, dove esercita anche l’insegnamento di Storia e Filosofia.
Nel 1961 viene nominato direttore del Dipartimento per l'Espansione Culturale dell'Università di Recife, e nel 1962 ha la prima opportunità di un'applicazione diffusa delle sue teorie, quando 300 lavoratori di canna da zucchero impararono a leggere e a scrivere in 45 giorni. In risposta a questo esperimento, il governo brasiliano approvò la creazione di migliaia di circoli culturali nel paese.
Nel 1964 per il Golpe di Stato si interruppe la campagna di alfabetizzazione che Freire aveva organizzato e viene incarcerato per 75 giorni come “sovversivo intenzionale”. Uscito dal carcere si rifugia nell’ambasciata di Bolivia per poi iniziare un lungo esilio in Cile dal 1964 al 1969. Lavora come professore all’Università di Santiago ed elabora due tra le sue opere più importanti: "L’educazione come pratica di libertà" (1967), e "Pedagogia dell’Oppresso" (1969), che costituisce l’opera più conosciuta. Anche in Cile, mediante il contributo del Movimento Cristiano Democratico di Riforma Agraria, si adotta con successo il suo metodo di alfabetizzazione per adulti.
Nel 1969 fu nominato esperto dell’Unesco. Nel 1970-80 è "Consulente dell'Ufficio dell'Educazione" nel Consiglio mondiale della Chiesa a Ginevra, da dove ha influenzato la pastorale sociale dell’America Latina e la teologia della liberazione e ha appoggiato con le campagne di alfabetizzazione gli stati dell’Africa liberati dalla colonizzazione portoghese – Guinea Bissau e Mozambico – e il Nicaragua.  
Nel 1980, dopo 17 anni di esilio, rientra in Brasile, a Sao Paulo. Prosegue lo sviluppo della sua pratica pedagogica. E’ stato uno dei fondatori del più forte partito di opposizione brasiliano: il partito dei lavoratori (PT). Nel 1986 gli fu assegnato il premio Educazione dell’Unesco. Nel 1987 si sposa con Ana Maria Araujo. Tra il 1989 e ‘91 è Segretario di Stato dell'Educazione a Sao Paulo. Nel 1997, prima di morire, riceve la laurea honoiris causa dall’Università tedesca ‘Carl von Ossietzky’.
Muore a Sao Paulo per arresto cardiaco il 3 maggio 1997.

Nel 1991 fu fondato, a São Paulo, l'Instituto Paulo Freire per estendere ed elaborare le sue teorie sull'educazione popolare. L'istituto accoglie gli archivi personali dello stesso Freire.
Freire è stato il pedagogo degli oppressi nel mondo ed ha portato avanti una pedagogia della speranza
Il suo messaggio può essere sintetizzato in questa frase: "Nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, gli uomini si educano insieme, con la mediazione del mondo".
Forse la dittatura militare del Brasile nel '64 scoppiò anche per "colpa" di Paulo Freire. Questo scrittore che pubblicò 25 libri sull'educazione e 6.000 articoli, ha elaborato un metodo di alfabetizzazione che in sole 40 ore insegna agli adulti non solo a leggere e scrivere, ma soprattutto a capire un po' meglio il mondo nel quale vivono. Scelto dal governo Goulart come responsabile del Plano Nacional de Alfabetizaçâo, prometteva di alfabetizzare in dodici mesi 6 milioni di brasiliani (che quindi sarebbero stati in grado di votare l'anno seguente). Se si pensa che nel '63 gli elettori erano meno di 12 milioni, si capisce quale importanza politica avesse tale programma. Con l'appoggio del governo, delle correnti politiche di sinistra e della Chiesa, Freire iniziò la formazione di 20.000 circoli culturali, che avrebbero reso possibile il piano. Questa pagina di storia però non venne mai scritta, perchè il "golpe militar" cancellò il piano e incarcerò il "pericoloso" pedagogo, che in seguito scelse la via dell'esilio. Se le sue idee fossero state applicate in Brasile, certamente una regione come il Paraiba non avrebbe registrato, 30 anni più tardi, la vergognosa quota del 46,85% di analfabetismo tra i suoi abitanti. Anche in altre parti del mondo, durante l’esilio politico, sperimenta il suo metodo.
Ma che cosa c'era di così rivoluzionario nel metodo educativo di questo pedagogo? Partendo dalla premessa che l'uomo non è un essere astratto, ma radicato nel tempo e nello spazio, Freire analizza le varie relazioni che intercorrono tra queste tre componenti a partire dall'esperienza di ogni giorno. Da tale "osservatorio" anche le persone più semplici sono in grado di fare una lettura della realtà, scoprendo gli inganni di cui sono vittime e iniziando così un processo di liberazione. A questo tipo di educazione Freire contrappone quella che definisce "educazione bancaria", secondo la quale le persone si dividono tra coloro che sanno e coloro che non sanno. Ai primi spetta comunicare agli altri il frutto del loro sapere, trasmettere loro la sicurezza che credono di possedere, insieme alle norme di comportamento. Ai secondi si richiede l'umiltà di imparare, obbedire ed eseguire quanto viene loro detto. Tale visione, secondo Freire, adottata da ogni tipo di dominatore, lascia il mondo esattamente come lo trova, perchè riduce l'uomo a un mero esecutore di ordini. Lui invece propone la "pedagogia degli oppressi", che partendo dalla consapevolezza che l'azione di educare è indissolubilmente legata a quella dell'imparare, si propone non tanto di conoscere, quanto di trasformare la realtà. In questa nuova visione, il maestro insegna e impara e l'alunno impara e insegna, e se entrambi hanno mantenuto la principale caratteristica dell'uomo, cioè la capacità di stupirsi di fronte alle meraviglie della natura e della storia, saranno in grado non solo di interpretare gli avvenimenti, ma anche di produrre dei cambiamenti significativi nella storia. Solo in questo modo, secondo Freire, l'uomo realizza la propria vocazione di trasformare il mondo. Il successo di questo brasiliano all'estero e l'attualità del suo messaggio, non derivano dal fatto che abbia esportato un metodo di alfabetizzazione più facile e rapido dei tanti già esistenti, quanto che abbia reso capace una nuova generazione di esercitare pienamente i propri diritti sociali e civili, modificando la società e dando un senso alla propria esistenza.



Fonti presenti in:  www.giovaniemissione.it , http://it.wikipedia.org/wiki/Paulo_Freire, http://www.paulofreire.it/paulo_freire.asp , http://freire.de/sprachen/italiano.html

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