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Natale 2015

Lettera di Mons. Damiano Guzzetti dall' Uganda

Carissimi amici,

la minaccia del terrore è ancora presente vivamente nelle nostre menti e nei nostri cuori dopo avere assistito all’ennesima carneficina. Papa Francesco ha più volte ricordato che è in atto la terza guerra mondiale. Pochi sembrano credere a queste parole eppure non possiamo ignorare la nostra storia. Se Dio ci invita attraverso la Liturgia a celebrare il Natale di Gesù è perché non dobbiamo abbandonare la bontà e la pace che Lui ci ha dato e che niente e nessuno potrà annientare. E’ ora di cambiare direzione e oltrepassare l’odio e la vendetta con un sano realismo che ci ricorda che andare avanti così ci porterà solamente all’autodistruzione. Tutto è sotto attacco. Il creato ci da segni chiari che non si può più sostenere i ritmi di sfruttamento della terra attuali. Il cristiano guarda al futuro con la speranza della pace che nasce da Betlemme e che si costruisce solo quando siamo testimoni che “Dio, che ci chiama alla dedizione generosa a dare tutto, ci offre le forze e la luce di cui abbiamo bisogno per andare avanti. Nel cuore di questo mondo rimane sempre presente il Signore della vita che ci ama tanto. Egli non ci abbandona, non ci lascia soli, perché si è unito definitivamente con la nostra terra, e il suo amore ci conduce sempre a trovare nuove strade. A Lui sia lode!” (Papa Francesco Laudato Sii, 245).

La visita recente del Papa in Uganda breve ma intensa ha lasciato un segno indelebile per tutto il popolo ugandese al di là delle culture e delle religioni. E’ stata una boccata di ossigeno per continuare a testimoniare e ad annunciare la Speranza del Vangelo. Qui in Karamoja è in atto un’altra strage: il clima impazzito ha impedito alla mia gente di avere un po’ di miglio per sfamarsi. Da aprile fino a novembre non è piovuto e i campi seminati in marzo dopo le prime piogge si sono accartocciati su se stessi inghiottendo i semi germinati da poco. Nei villaggi gli anziani e i bambini sono quelli che soffrono di più. Nell’ospedale di Matany hanno dovuto riaprire l’unità per denutriti adulti dopo tanti anni. Ieri un bambino mi ha seguito fino a casa e mentre camminava continuava a dirmi “ho fame”; in un istante ha divorato quel po’ di cibo che gli ho dato e mi ha ringraziato. Mi sono chiesto “e domani come farà?”. Ci sono stati già cinque incontri qui a Moroto per affrontare il problema ma ancora non si vede niente di concreto accadere. Intanto i più forti si sono messi in cammino verso il sud dell’Uganda in cerca di lavoro per mandare qualcosa a casa. Gli esodi non sono una gita di piacere ma hanno sempre alle spalle situazioni insopportabili. Eppure il Karamoja sta dando le sue risorse minerarie alle industrie di cemento del sud. Come mai non si vede un po’ di miglioramento? Ignoranza sui diritti e lo spettro della fame agevolano uno sfruttamento selvaggio sia del territorio che della manovalanza locale. I minatori pagati pochissimo vengono compensati con distillati abusivi che sono ritenuti dalla gente locale come un buon “addormentatore” della fame. Casi di coma etilico sia di uomini che di donne non si contano più per non parlare poi delle conseguenze catastrofiche sulle famiglie e sui loro bambini. Dalle ultime statistiche fatte risulta che i casi di decesso per malattie dovute all’abuso di alcool qui nella regione sono schizzati dal 7° al 2° posto.

Nonostante questa situazione la gente continua ripetutamente a chiedermi quando inizieranno i lavori per la costruzione della nuova cattedrale. La aspettano da dodici anni e hanno ragione ad essere così insistenti. Speriamo che il mese prossimo possiamo iniziare a preparare il terreno. Ho pensato di impiegare più gente locale possibile per poterli aiutare in maniera dignitosa. Il lavoro e le emergenze da affrontare sono davvero tante.

Sono comunque sereno e fiducioso che la Provvidenza non ci abbandonerà e ci aiuterà ad arrivare all’appuntamento della celebrazione del cinquantesimo della Diocesi che avremo verso la fine del nuovo anno.

Grazie di cuore a tutti voi che ci avete mostrato solidarietà quest’anno. Assicuro a tutti voi la nostra preghiera e la mia benedizione.

Per qualsiasi donazione verso le emergenze sopra accennate potete usare questi riferimenti bancari: Guzzetti Damiano Giulio, Intesa S. Paolo filiale di Turate, IT50R0306951781100000006903.

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